ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùAgricoltura e inflazione

Patate, produzione a rischio per la crisi delle materie prime

L’allarme di AgriPat: in un comparto a bassa marginalità è in discussione la sostenibilità delle imprese

di G.d.O.

(AdobeStock)

2' di lettura

L'escalation dei costi delle materie prime mette a rischio il settore delle patate made in Italy. A lanciare il grido d'allarme è AgriPat, società agricola cooperativa ma anche organizzazione di produttori di patate che associa oltre mille aziende italiane produttrici.
«Il nostro settore – hanno scritto ad AgriPat - presto non sarà più nelle condizioni di produrre se non troverà un punto di equilibrio con i rappresentanti delle catene della grande distribuzione per un approccio condiviso sull'aumento dei costi di produzione, oramai insostenibili, e legati ai rincari delle materie prime».

L'allarme arriva nel momento di massima difficoltà per un settore duramente compromesso dall'aumento generalizzato dei costi di energia, trasporti, materiali di imballaggio. Incrementi dei quali finora se ne è interamente fatto carico il solo anello produttivo «senza alcuna apertura concreta – aggiungono ad AgriPat – da parte della distribuzione organizzata nazionale, nonostante il proliferare di slogan pubblicitari a tutela dell'intera filiera».

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Si tratta di rincari che vanno dal +254% del gas al più 106% dell’energia, dal +20% degli imballaggi fino al +15% dei trasporti. Una fiammata che, per giunta, in un comparto a bassa marginalità come quello pataticolo rischia rapidamente di mettere a rischio la sostenibilità delle imprese.

«La nostra posizione è netta – sottolinea AgriPat – nasce dalla profonda consapevolezza del valore della nostra produzione e del ruolo che le aziende del settore ricoprono per il territorio, in termini economici, sociali ed ambientali. Un ruolo che le imprese hanno fatto valere nel corso della pandemia assicurando le forniture di prodotto alle famiglie. Ma un valore e un ruolo che invece oggi non sono riconosciuti dal mondo della distribuzione organizzata al quale chiediamo una strategia di gestione partecipativa concreta ed un confronto puntuale sull'aumento dei costi di produzione e trasformazione, che non può restare a completo carico delle aziende agricole, l'anello più debole della filiera».


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