Il programma per incentivare i pagamenti elettronici

Il cashback non piace solo ai ricchi: importi medi di 25 euro

Le indicazioni fornite dal sottosegretario all’Economia Claudio Durigon in risposta a un’interrogazione parlamentare: i “furbetti” rischiano di essere espulsi dal programma

di Andrea Carli

(foto Ansa)

3' di lettura

Il cashback non piace solo ai chi può contare su un potere d’acquisto più elevato. «Oggi, il 56,6% di tutte le transazioni effettuate nel Programma cashback ha un importo inferiore ai 25 euro e riguarda soprattutto i micropagamenti interessati dall’utlizzo del contante». È quanto ha chiarito il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon in risposta a una interrogazione a risposta immediata effettuata da Lucia Albano (FdI) in commissione Finanze della Camera. Un chiarimento sul programma promosso dal governo Conte in funzione anti evasione, per incentivare l’uso dei pagamenti elettronici, che è stato fornito dopo che l’interrogante ha fatto presente che il programma favorirebbe le persone con reddito medio-alto.

Furbetti del cashback: le mini operazioni giornaliere sono lo 0,2% del totale

In quell’occasione il rappresentante del ministero è intervenuto sulla questione dei “furbetti del cashback”, ovvero coloro che effettuano micro transazioni così da scalare la classifica di chi effettua più pagamenti con moneta elettronica, e da aumentare le chances di vincere il Super Cashback di 1.500 euro ogni sei mesi. Si ha diritto al Super Cashback se si rientra nei primi 100.000 cittadini che hanno totalizzato, in un semestre, il maggior numero di transazioni con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento. La prassi di frazionare i pagamenti, va ricordato, è in linea con il regolamento nella versione attuale. E proprio su aspetto Durigon ha fornito chiarimenti: «Quanto ai comportamenti distorsivi dell’uso dei pagamenti elettronici segnalati dall’inerrogante - ha spiegato - si rappresenta nei seguenti termini l’incidenza di tali condotte anomale sul totale complessivo delle transazioni realizzate nell’ambito del programma cashback: la ricorsività dellle transazioni giornaliere pari o superiori a 10 euro presso lo stesso esercente è pari allo 0,2% del totale e il 2% delle transazioni si colloca in un range compreso tra 0,30 euro e 5 euro». Il problema dei “furbetti” è stato sollevato dai gestori delle stazioni di servizio e distributori.

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Il furbetto rischia di essere escluso dal programma

Il Sottosegretario ha ricordato che è in atto una costante attività di monitoraggio del Programma da parte di Pago Pa per individuare operazioni anomale e abusive e «adottare i necessari interventi correttivi fino ad arrivare all’esclusione dell’aderente al programma. Sono inoltre attualmente all’esame del ministero dell’Economia e delle Finanze diverse soluzioni per prevenire eventuali condotte abusive alla luce delle evidenze emerse».

Aderenti in crescita: dai sei milioni di dicembre agli oltre otto di marzo

Nel complesso, Durigon ha difeso il Programma cashbask, e lo ha fatto in un momento in cui alcune forze politiche, tra cui Lega e Italia Viva nella maggioranza e Fratelli d’Italia dall’opposizione, chiedono una sua chiusura anticipata a luglio, così da recuperare tre miliardi che, in una situazione di coperta corta sul piano delle risorse a disposizione, potrebbero essere utilizzate per sostenere le aziende colpite dalle restrizioni anti contagi coronavirus o per finanziare sostegni contro la povertà. «Il programma cashback - ha spiegato Durigon nella risposta del ministero all’interrogazione - sta facendo registrare un numero sempre crescente di aderenti, passati da quasi sei milioni nel periodo sperimentale di dicembre 2020 (con più di quattro milioni di utenti attivi), a più di 8 milioni a marzo (con sette milioni di utenti attivi). A questo dato si aggiunge che in sede di intervento regolatorio si sono registrati circa nove milioni di aderenti al termine dell’intero ciclo del programma cashback (fissato a giugno 2022)».

Strumenti di pagamento registrati, crescita del 20% mese su mese

Il Sottosegretario ha segnalato ancora che «c’è stato un costante aumento del numero degli strumenti di pagamento registrati, passati dai 9,6 milioni di dicembre 2020 ai più di 14 milioni delle prime due settimane di marzo. Di questi gli strumenti di pagamento attivi sono passati dai 6,7 milioni di dicembre 2020 al 9,7 milioni di febbraio, con un incremento in media del 20%, mese su mese e analogo trend di crescita anche per il mese di marzo».

Accelerano le transazioni cashless

Quanto alle transazioni cashless, Durigon ha detto che sono crescenti. In particolare «il cashback intercetta una quota di transato su Pos fisici in Italia significativa (maggiore del 20%) e in crescita da dicembre 2020 ad oggi (il transato è passato dai 2,9 milioni di dicembre ai 4,1 milioni di febbraio».

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