A Bruxelles

Il caso Bielorussia tiene banco al Consiglio Ue, oscura i migranti e complica le sanzioni alla Russia

Il “dirottamento” del volo Raynair ha alimentato le preoccupazioni dei Paesi baltici che accusano Mosca di avere appoggiato le politiche liberticide di Lukashenko e che chiedono non solo una risposta decisa contro Minsk ma un automatismo per fare scattare sanzioni anche contro Mosca

di Gerardo Pelosi

(AFP)

3' di lettura

L'atterraggio forzato a Minsk del volo Raynair Atene-Vinius finalizzato all'arresto del dissidente bielorusso Roman Protasevich è sul tavolo della cena di lavoro dei capi di Stato e di Governo europei a Bruxelles. La vicenda per la sua gravità sta oscurando molti temi al centro dei lavori del vertice a cominciare dalla questione dei migranti sollevata dal premier italiano Mario Draghi e da quello spagnolo Pedro Sanchez.

Ma soprattutto complica il percorso delle relazioni Ue-Russia che sembrava già definito anche alla luce di un atteggiamento meno critico degli Usa nei confronti del progetto North Stream. Non si prevedevano sostanziali novità a parte la conferma dei “5 principi” europei già fissati e la richiesta alla Commissione di preparare per il Consiglio di giugno un rapporto complessivo sulla questione. Ma il “dirottamento” del volo Raynair ha alimentato le preoccupazioni dei Paesi baltici che accusano Mosca di avere appoggiato le politiche liberticide di Lukashenko e che chiedono quindi non solo una risposta decisa contro Minsk ma un automatismo per fare scattare sanzioni anche contro Mosca.

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Minsk evoca non meglio precisate minacce di Hamas

Per cercare di alleggerire le responsabilità del Governo bielorusso il direttore del dipartimento dell'aviazione del ministero bielorusso avrebbe sostenuto che l'atterraggio forzato si era reso necessario dopo una minaccia di Hamas contro il volo Ryanair diretto a Vilnius. Ma si tratta di dichiarazioni che non vengono prese molto sul serio. La premier estone, Kaja Kallas, al suo arrivo a Bruxelles, ha detto che si discuterà dell'incidente in Bielorussia e si augura che arrivino forti sanzioni, perché “sia la Bielorussia che la Russia sono andate oltre e serve dunque una forte risposta da parte della Ue”.

Presidente Lituania: è terrorismo di Stato

Secondo il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda “il dirottamento del Ryanair a Minsk è un fatto senza precedenti, è terrorismo di Stato contro la comunità europea. Il tempo della retorica e delle rimostranze a voce è finito, dobbiamo farci sentire da questo regime pericoloso con sanzioni altamente necessarie per fermarlo”.Francia e Lituania chiedono l'interdizione dello spazio aereo della Bielorussia e il Belgio vuole che la compagnia Belavia non sia più autorizzata ad atterrare nella Ue. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha evocato nuove sanzioni contro la Bielorussia.

Michel: è uno scandalo internazionale

E secondo il presidente del Consiglio Ue Charles Michel “quello che è accaduto ieri” nei cieli della Bielorussia e a Minsk, con il dirottamento di un volo Ryanair diretto a Vilnius, è uno scandalo internazionale. Stiamo lavorando su sanzioni, che sono sul tavolo del Consiglio Europeo. Le vite di civili, anche di europei, sono state messe in pericolo. E' una minaccia per la sicurezza dell'aviazione civile. Siamo convinti che debba esserci una reazione ferma”. E il commissario Ue Paolo Gentiloni si dice convinto che “il vertice dei capi di Stato è di governo dell'Ue “serva anche a dare una risposta a quello che è successo con il dirottamento di un aereo Ryanair in volo da Atene a Vilnius, costretto ad atterrare a Minsk, dove è stato arrestato un giornalista inviso al regime di Aleksandr Lukashenko”.

Convocato alla Farnesina incaricato affari Minsk

In Italia il sottosegretario ali Esteri Benedetto Della Vedova ha convocato alla Farnesina l'Incaricato d'Affari della Repubblica di Bielorussia per esprimere “la più netta condanna per un atto inammissibile, che costituisce una violazione molto grave delle norme internazionali sulla sicurezza aerea e di cui la Bielorussia verrà chiamata a rispondere”.

Migranti, le richieste di Draghi e Sanchez

Il caso Bielorussia ha rivoluzionato i lavori del Consiglio. Oltre al caso Russia l'ordine del giorno prevedeva anche una discussione sul reno Unito richiesta dalla Francia per i diritti di pesca nella Manica e un aggiornamento sulla crisi tra Israele e Gaza. Quasi certamente slitterà ad oggi anche la discussione chiesto da Draghi e Sanchez sull'immigrazione dopo la nuova ondata di sbarchi a Lampedusa e nelle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla. La posizione italiana e spagnola è per un anticipo delle misure già previste nel piano di azione della Commissione per quanto riguarda la redistribuzione obbligatoria dei migranti tra i paesi Ue accordi di riammissione europei e finanziamento per i rimpatri assistiti.


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