una lezione politica

Il caso Ilva e il posizionamento dei 5 Stelle verso “il sistema”

di Paolo Bricco


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(ANSA)

2' di lettura

Perché l'Ilva è una lezione politica. Perché il realismo è una condanna, ma è anche una prospettiva. E, perché, questa soluzione costituisce un passaggio chiave nel percorso dei Cinque Stelle.
Il caso Ilva, che si è concluso con il sì all'accordo dei lavoratori dell'acciaieria di Taranto, dimostra l'ambivalenza della politica e la centralità dell'economia. L'ambivalenza della politica è connaturata alla sua naturale ambiguità di arte del possibile. La centralità dell'economia è, invece, una delle condizioni in cui si crea e muta, cresce e diminuisce il consenso.

L'accordo migliorativo – nei tempi di alcune realizzazioni ambientali e nel perimetro occupazionale - uscito dalla triangolazione fra governo, sindacati e Arcelor Mittal non è la realizzazione del progetto dei Cinque Stelle guidati dal vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Il progetto era chiudere lo stabilimento e impiegare i lavoratori nelle bonifiche ambientali. Non è stato tecnicamente possibile. Non lo è stato giuridicamente e, in fondo, non lo stato nemmeno politicamente, perché la Lega – in questo caso, ancora Lega Nord – avrebbe dovuto affrontare la rivolta delle piccole e medie imprese manifatturiere del Settentrione che, in una economia di trasformazione come quella italiana, di acciaio si nutrono ogni giorno.

A questo punto i Cinque Stelle, che nel governo sono la forza con la maggiore energia destrutturante dei vecchi equilibri rispetto a una Lega da tempo assorbita e coinvolta, edulcorata e privata di ogni spinta eversiva dal “Sistema”, si trovano ad affrontare un passaggio non semplice. I mal di pancia dentro ai Cinque Stelle sono fortissimi. Non solo a Taranto, dove tutto questo viene vissuto come un tradimento. Il punto è capire che cosa capiterà dentro al movimento dopo che Arcelor Mittal avrà preso pieno possesso dello stabilimento e, dunque, sarà a tutti chiaro che l'Ilva a Taranto continuerà a produrre acciaio.

La questione politica non è locale. Perché si incrocia con il tema della leadership dei Cinque Stelle e del loro posizionamento – più o meno radicale, più o meno destrutturante – nei confronti del “Sistema” italiano. Di Maio, con il suo completo istituzionale, la sua giacca e la sua cravatta, è al secondo giro in Parlamento. Di Battista è, a questo giro, fuori dal Parlamento. Per i Cinque Stelle il meccanismo di posizionamento nello scenario italiano e nel rapporto con i poteri – forti o deboli che essi siano – procede in maniera spedita. L'Ilva – passata, presente e soprattutto futura – è uno dei campi da gioco che definiranno il “come” si realizzerà questo meccanismo.

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