ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCovid e lavoro

Il caso mascherine: raccomandate negli uffici pubblici, obbligatorie nelle aziende

Il mondo del privato ha dunque scelto una linea più rigida rispetto a quanto previsto dalla Pubblica amministrazione

di Marzio Bartoloni

Mascherine e smart working, nuova fase per il lavoro

3' di lettura

Mascherine e lavoro? Due pesi e due misure. Almeno così sembra a valle delle decisioni prese negli ultimi giorni. Se infatti le mascherine restano ancora obbligatorie per i lavoratori del settore privato - dai negozi agli uffici fino alle catene di montaggio - almeno fino a giugno non è altrettanto vero per chi lavora nella Pa dove la mascherina è solo raccomandata anche se si tratta d uni ufficio a contatto con il pubblico. Aziende e sindacati hanno infatti scelto la massima cautela prorogando il protocollo che prevede l’obbligo di mascherina, mentre il ministero della Pa, ispirandosi all’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, con la sua circolare l’ha raccomandata in determinate circostanze.

La linea della prudenza delle aziende

La decisione per il mondo del lavoro privato è arrivato al termine della riunione tenuta tra sindacati, Inail, e ministeri del lavoro, della Salute e dello Sviluppo Economico che ha di fatto confermato il protocollo di sicurezza sulle misure anti Covid varato ad aprile 2020 e rinnovato un anno fa, con l'impegno ad aggiornarlo entro giugno alla luce delle disposizioni nazionali e dell'andamento della pandemia.La mascherina dunque rimane obbligatoria in tutti i luoghi di lavoro, anche all’aperto. Secondo quanto prevede il testo, confermato da sindacati e ministeri, «in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all'aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore». La mascherina dunque «non è necessaria nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento». La scelta - fa sapere il ministero del Lavoro in una nota - deriva dalla consapevolezza che, «nonostante la cessazione dello stato d'emergenza, persistano esigenze di contrasto del diffondersi della pandemia».

Loading...

Le «raccomandazioni» per gli uffici pubblici

Lo scorso 29 aprile il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha firmato una circolare ispirandosi all’ordinanza del collega Speranza del giorno prima che senza disciplinare l’uso del dispositivo nel mondo del lavoro aveva raccomandato genericamente la mascherina nei luoghi al chiuso e in quelli aperti al pubblico. In particolare nella circolare a tutte le amministrazioni pubbliche l’uso delle mascherine Ffp2 è quindi solo raccomandato e non obbligatorio, in particolare, per il personale a contatto con il pubblico (cosiddetto sportello) sprovvisto di idonee barriere protettive; per il personale che svolga la prestazione in stanze in comune con uno o più lavoratori, anche se si è solo in due (salvo che vi siano spazi tali da escludere affollamenti); nel corso di riunioni in presenza; per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale “fragile”, negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti.

Lo slalom tra le regole con la mascherina sempre in tasca

Il mondo del privato ha dunque scelto - in base anche all’andamento della curva dei contagi che scende molto lentamente - una linea più rigida rispetto a quanto previsto dalla Pubblica amministrazione e anche dalle norme nazionali che, se da una parte hanno eliminato le mascherine in bar e ristoranti palestre, ne ha confermato l’obbligatorietà fino al 15 giugno in altri posti al chiuso come trasporti, cinema, teatri, spettacoli ed eventi sportivi al chiuso. Mascherine obbligatorie anche a scuola fino a fine anno scolastico. Sulla questione delle mascherine si è espressa anche Federfarma che, in una circolare inviata alle farmacie ha fatto un appello alla prudenza suggerendo di raccomandare ai clienti, con cartelli affissi sulle vetrine, che «tra le varie misure di sicurezza da adottare tassativamente si contempla anche l'uso delle mascherine». Insomma gli italiani almeno fino a giugno dovranno fare lo slalom tra regole diverse tra i vari ambienti: in pratica sarà quasi sempre necessario portarsi una mascherina in tasca per ogni evenienza.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti