INTERVISTA A 

«Il centro di Palermo sarà un incubatore di imprese culturali»

Assessore ai Beni culturali della Regione siciliana

di Nino Amadore

3' di lettura

Rafforzare il sistema dei Beni culturali, insistere sulla via di nuovi scavi grazie anche ai Fondi europei. Sono due punti di una strategia più ampia disegnata dall’assessore regionale ai Beni culturali della Sicilia Alberto Samonà. Proveniente dal mondo del giornalismo, Samonà si è ritrovato a occupare il posto che fu del compianto Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale morto in un incidente aereo in Etiopia.

Ho visto numeri interessanti quest’anno: mi pare che il post pandemia sia andato bene.

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Questa estate i 14 Parchi archeologici e i Musei, hanno fatto il pieno di visitatori: nel solo mese di agosto abbiamo avuto 546mila presenze con circa 65mila presenze in più rispetto allo scorso anno e avvicinandoci all’85% rispetto alle presenze del 2019, cioè del periodo pre Covid che era stato un anno record per la Sicilia. Ciò significa che in questi due anni abbiamo lavorato tantissimo.  

Un altro dato riguarda le campagne di scavi.

C’è stata una ripresa in grande stile in tutta la Sicilia degli scavi archeologici con scoperte importanti presentate a livello nazionale e internazionale. Le convenzioni che abbiamo sottoscritto con le università italiane e straniere hanno portato migliaia di studenti, archeologi e professori a scavare in tutta la Sicilia. Poi c’è un’offerta museale importante.

Mi dica.

Faccio l’esempio del Kuros di Leontinoi che in questo momento è in Grecia per una mostra internazionale ad Atene mentre a gennaio arriverà a Siracusa una scultura cicladica di 5000 anni fa con una importante mostra internazionale. A dicembre inaugureremo una grande mostra internazionale al Salinas di Palermo. A Messina stiamo lavorando su Caravaggio e stiamo preparando una mostra sui caravaggeschi.

Si parla molto di fondi del Pnrr: cosa arriverà ai Beni culturali siciliani da questo fronte?

Nel Pnrr c’è già il progetto di riqualificazione del castello dell’isola della Colombaia davanti a Trapani ed è uno dei 14 progetti strategici del ministero della Cultura. Un progetto di 27 milioni.

Lei, da quando è assessore, ha girato palmo a palmo la Sicilia: che idea si è fatto?

I beni culturali oggi sono un sistema e c’è una visione politica e anche una direzione: investire e puntare su questo settore. Ma la mia impressione è che per troppo tempo i nostri beni culturali siano stati considerati un orpello, una zavorra. Per fortuna non è più così.

Altro punto. Si diceva: i fondi restano fermi e i restauri non vengono fatti.

In tema di restauri crediamo di aver fatto un grande lavoro. Per esempio su Catania con il Teatro Vittorio Emanuele, o il lavoro fatto a  Chiafura, l’antico quartiere scavato nella roccia a Scicli. A Gela stiamo realizzando un museo archeologico che ospiterà la nave più antica mai ritrovata. In attesa che siano completati i lavori del museo inaugureremo, in un padiglione che stiamo costruendo, una mostra dedicata a Ulisse e al viaggio in Sicilia.

Quanto pesa il ruolo dei privati in questo sistema dei beni culturali?

Le imprese culturali hanno un ruolo fondamentale: i luoghi più interessanti sono quelli in cui vi è una gestione del merchandising da parte dei privati. E lì ci sono stati ottimi risultati: vedi il Museo archeologico Salinas a Palermo o la Valle dei Templi. Quest’anno questa collaborazione è stata avviata a Segesta e Selinunte. A Palermo c’è poi un altro risvolto. 

Cioè?

L’anno scorso abbiamo siglato con il ministero il Cis, il contratto per il centro storico: il più importante progetto è quello che riqualificherà tutta l’area urbana attorno al Museo Riso. Ma nei progetti approvati nel Contratto Cis c’è anche quello dell’impresa nel centro storico di Palermo. Con questo Contratto puntiamo a far diventare il centro storico di Palermo una sorta “incubatore di imprese culturali”. Guardiamo con interesse al contributo che possiamo ricevere da chi vuole investire in imprese creative e culturali. Una cosa è certa: non si può lasciare nulla al caso.

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