ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPolitica

Il centrodestra decide il candidato nel Lazio, in pole Francesco Rocca: ecco chi è

Una vita nel volontariato, il presidente nazionale della Croce rossa italiana (dimessosi) torna «a disposizione del territorio»

di Nicola Barone

(EPA)

3' di lettura

È ormai solo questione di poco e sul candidato del centrodestra per il Lazio arriverà il sigillo di Giorgia Meloni. L’attuale presidente della Croce Rossa italiana Francesco Rocca, individuato per la corsa al posto di Nicola Zingaretti, si è intanto dimesso dalla carica. «Per mettermi a disposizione del territorio», scrive presentando la decisione. Dopo la rosa con tre ipotesi da dare ufficialmente agli alleati, i giochi appaiono in dirittura d’arrivo.

Meloni: proposto Rampelli, Procaccini e Rocca

«Fratelli d’Italia, come primo partito della coalizione dovrebbe dare l’indicazione del candidato presidente ma per me in questa fase è importante la valorizzazione della condivisione anche di questa scelta», annota la premier Giorgia Meloni. «È la ragione per cui ho proposto una rosa di nomi e cioè l’attuale vicepresidente Rampelli, profondo conoscitore della Regione e della Capitale; il nostro europarlamentare Procaccini e Francesco Rocca, presidente attualmente della Croce rossa internazionale. Stiamo finendo le interlocuzioni, spero che nelle prossime ore avremo un nome».

Loading...

Dal volontariato al risanamento della Cri

Nato a Roma il 1 settembre 1965, avvocato, nella seconda metà degli anni Novanta è stato in prima linea nella lotta contro la mafia e per questo cinque anni sotto scorta. Direttore dell’ospedale Sant’Andrea di Roma, ha anche guidato il Dipartimento politiche sociali della Capitale. Ampia l’esperienza di volontariato alle spalle. Fra l’altro, con la Caritas nell’area dell’ assistenza ai migranti e del disagio giovanile, con il Jesuit refugees service e l’ospedale Cottolengo di Torino. Poi come commissario straordinario della Cri, impegnato nel percorso di riforma dell’associazione e nel suo risanamento finanziario, prima di assumerne la guida.

La riconferma nell’incarico internazionale

Nel giugno scorso ha ricevuto un secondo mandato di quattro anni come presidente della Federazione internazionale delle società di croce rossa e Mezzaluna rossa (Ifrc). È stato eletto dai rappresentanti delle 192 società nazionali riunite a Ginevra in occasione della 23a assemblea generale della Federazione. Tre le priorità globali individuate e cioè il crescente impatto umanitario della crisi climatica, ridurre le disuguaglianze sanitarie, e il sostegno e la protezione ai migranti. Con l’esortazione alla comunità internazionale a mettere al primo posto la solidarietà globale e a tradurla in azione.

«Una nuova sfida in cui credo fortemente»

«Come esperto di sanità pubblica, penso di poter portare un valore aggiunto: ho accettato una nuova sfida in cui credo fortemente. Ho voluto allontanarmi dal mio ruolo subito per evitare ogni possibile strumentalizzazione e per proteggere la nostra associazione e tutti voi». Nel messaggio a volontarie e volontari della Cri Rocca annuncia la scelta «senza rimpianti, perché sapete da tempo quanto sia convinto del fatto che la nostra associazione abbia bisogno di un ricambio, di nuove forze e nuove idee che la traghettino verso impensabili successi e traguardi futuri».

«Essere ancora al servizio della comunità»

«So che alcuni non saranno felici di questa decisione, ma la vita è fatta di bivi e nel momento in cui un indimenticabile percorso sarebbe volto comunque al termine, ho voluto percorrere una strada nuova dove, tuttavia, le mie capacità possano ancora essere al servizio della comunità», aggiunge Rocca. «Grazie per aver messo sempre la nostra associazione e i nostri principi fondamentali davanti a tutto e a tutti. Lo abbiamo dimostrato, insieme, in ogni emergenza, piccola o grande che fosse. Dalle tende di Amatrice o de L'Aquila, ai centri vaccinali o alle ambulanze di Codogno. O, ancora, sulle navi quarantena e in ogni sbarco di esseri umani, fino alle attività per i senza dimora o per i nuovi poveri. Siamo cresciuti giorno dopo giorno e siamo stati presenti, dove necessario, intercettando le nuove vulnerabilità e arrivando nelle tante, troppe, zone grigie delle nostre comunità».

«Supportare e dare voce ai più fragili»

« Vi voglio fare una promessa solenne: in questo nuovo viaggio, in questo nuovo capitolo della mia vita, non userò la Croce rossa per fini elettorali né permetterò che qualcuno lo faccia. Rimarrò sempre, invece, un volontario Cri che aderirà fermamente ai suoi principi, portandoli con me nelle istituzioni - conclude - Resteranno gli insegnamenti di questi anni: non cesserò, infatti, di supportare e dare voce, ovunque mi trovi, ai più fragili».

«Ho pagato il conto con la giustizia»

Successivamente Rocca ha anche fatto riferimento ad alcune vicende del passato, soprattutto in merito a una condanna per droga. «Sono trascorsi 38 anni, all’epoca ne avevo solo 19 ed ero pieno di problemi e fragilità», spiega in una intervista alla Stampa. «Mia madre da lì a poco sarebbe morta per un cancro, ero molto sofferente e iniziai a usare gli stupefacenti. Vivevo ad Ostia, che non è proprio un ambiente tranquillo, e sono finito in un giro di amicizie sbagliate. Ma ho pagato il conto con la giustizia», ha spiegato l’avvocato.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti