CREATO PER IREN

Rifiuti, acqua, energia green ed efficienza energetica: nasce la multicircle economy

Dieci anni di vita e 8.500 dipendenti per un Gruppo sempre più orientato a una visione industriale di lungo termine focalizzata sull'uso consapevole delle risorse.

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(Michele D'Ottavio)

Dieci anni di vita e 8.500 dipendenti per un Gruppo sempre più orientato a una visione industriale di lungo termine focalizzata sull'uso consapevole delle risorse.


3' di lettura

Raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti, depurazione e riutilizzo dell'acqua, teleriscaldamento, efficienza energetica. Sono le parole chiave che raccontano il fenomeno dell'economia circolare, quella che limita lo sfruttamento delle risorse idriche ed energetiche ponendosi come obiettivo la compatibilità tra sviluppo e salvaguardia del territorio e del pianeta. La pandemia da Covid ha reso ancora più attuale l'urgenza di fare dell'economia circolare l'obiettivo primario di governi e istituzioni. Tanto che l'Europa ha costruito il suo piano Next Generation Eu, in vista dell'era post coronavirus, intorno allo sviluppo sostenibile: le linee guida del progetto (750 miliardi di euro) che si inserisce nella cornice del Green New Deal privilegiano riconversione energetica, transizione verde, trasformazione digitale.

Tutti ambiti in cui Iren, società multiutility con sede a Reggio Emilia, 8.500 dipendenti e 4,3 miliardi di ricavi nel 2019, è impegnata fin dalla sua nascita, che risale a dieci anni fa, quando la fusione tra Iride ed Enia ha dato origine al nuovo brand. Attiva da sempre nell'energia, nel teleriscaldamento, in servizi di pubblica utilità come l'illuminazione o la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti, il Gruppo ha nel suo Dna una visione industriale focalizzata sull'uso responsabile ed efficiente delle risorse che tanto serve all'Italia per colmare il gap ambientale. Quello che si esprime in un deficit di impianti e tecnologie che rende spesso il nostro Paese poco preparato a una gestione economica realmente green.

I 3,7 miliardi di investimenti previsti dal Gruppo al 2025, di cui 2 miliardi attribuibili alla “multicircle economy” (risorse idriche, gestione dei rifiuti e resilient cities), rendono Iren un'azienda in grado di operare al meglio nella gestione rifiuti e nell'ottimizzazione delle infrastrutture a favore di un ciclo idrico efficiente, della produzione di calore ed energia.

La dotazione impiantistica eco-friendly della società ha dato vita a diversi progetti concreti di economia multicircolare pulita e sostenibile. Di questi, tre, descritti di seguito, esistono già e il quarto è il progetto dell'impianto del legno a Vercelli che ha l'obiettivo produrre pallet da scarti del legno trasformando il rifiuto in risorsa in grado di fornire, con un processo termico di polimerizzazione del legno trattato, pallet e blocchetti. Un investimento da 39 milioni di euro salverà ogni anno la vita a 115mila alberi.

Con l'acquisizione dell'impianto di riciclo plastica I.Blu, Iren è in grado di aumentare del 60% i rifiuti trattati chiudendo, con produzione di materie prime e seconde, l'intero ciclo della gestione e diventando leader nazionale nella selezione plastiche COREPLA e nel recupero delle plastiche di scarto.

Trasforma il biogas derivato dal fango di depurazione per convertirlo in biometano l'impianto installato nel depuratore di Roncocesi (Reggio Emilia) gestito da Ireti, società del Gruppo. Un intervento di upgrading che permette di ottenere un gas adatto all'immissione in rete, del tutto simile al gas naturale, che fa parte del progetto Biometano in Emilia Romagna, finanziato dalla Regione e dalla Commissione europea.

Infine, il depuratore di Mancasale: l'impianto ripulisce le acque reflue civili e industriali di Reggio Emilia recuperando 4-5 milioni di metri cubi l'anno di acque che hanno caratteristiche idonee per le coltivazioni agricole di qualità, tipiche del territorio emiliano.

La sostenibilità è sempre più il driver che guida le scelte strategiche di Iren. Un Gruppo in cui la produzione da fonti rinnovabili è cresciuta del 66% in 10 anni di vita dell'azienda, e quelle assimilabili (il 76% della produzione in casa Iren contro una media nazionale del 40%) hanno significato il taglio di 2,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 l'anno e di 590.900 tonnellate equivalenti di petrolio l'anno dal 2010 a oggi. Una vocazione green che dal prossimo gennaio 2021 farà un ulteriore passo in avanti: tutti i consumi industriali di Iren, pari a 350 GW annui ed equivalenti al consumo di una città di 500mila abitanti, saranno certificati al 100% da fonte rinnovabile. Ciò significa che i servizi erogati dal Gruppo a 8 milioni di cittadini saranno svolti utilizzando solo energia proveniente da fonti rinnovabili.

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