contro l’effetto Covid

Il Chianti Classico alla sfida delle fiere virtuali, con Hopwine il campione da degustare arriva a casa

Il vino viene inviato agli operatori in piccoli contenitori da 2 cl. Alle degustazioni a distanza partecipano 22 aziende.

di Silvia Pieraccini

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Hopwine è una fiera virtuale francese dedicata al vino

Il vino viene inviato agli operatori in piccoli contenitori da 2 cl. Alle degustazioni a distanza partecipano 22 aziende.


2' di lettura

La sfida è nuova e piena di incognite, ma il Consorzio del vino Chianti Classico ci prova. Dal 18 maggio a lunedì 25 maggio aprirà uno stand online – che accoglie le bottiglie di 22 produttori della storica denominazione toscana – alla prima edizione di Hopwine, la fiera del vino organizzata da una società francese che sta cercando di tamponare gli ostacoli aperti dall'emergenza Covid con un format innovativo: salone virtuale, assaggi reali.

L’idea di Hopwine è stata quella di permettere agli operatori che si registrano e visitano gli stand virtuali di richiedere campioni da degustare: il vino verrà inviato a casa, in tutto il mondo. Ma siccome non è pensabile spedire una bottiglia da 750 cl a ogni richiedente, entra il gioco la tecnologia brevettata dall’azienda francese Vinovae (uno degli organizzatori del salone), che re-imbottiglierà i vini - garantendo le caratteristiche originarie - in formati da 2 cl chiamati Vinottes, sufficienti per una singola degustazione, facili e leggeri da spedire e riciclabili (le bottigliette sono in Pet con tappo a vite).

Da una bottiglia classica da 750 cl si ricavano in pratica 37 Vinottes, 36 destinate a essere spedite e una conservata dall’azienda imbottigliatrice per il controllo qualità. Il momento (irrinunciabile) della degustazione si svolgerà dunque a casa propria anziché in una fiera, e rimarrà l’unico contatto “fisico” di questa nuova modalità di promozione.

Nell'anno orribile del vino italiano, orfano di gran parte del mercato e orfano delle fiere di settore come ProWein a Düsseldorf e Vinitaly a Verona (che nel 2020 non si terranno), questa soluzione è apparsa l'unica al consorzio del Chianti Classico per tentare di «colmare quel vuoto di incontro con il trade e gli operatori di settore dovuto all’annullamento dei principali eventi e fiere internazionali».

Tra le 22 aziende del consorzio che hanno aderito al salone ci sono nomi come Marchesi Mazzei, Castello di Meleto, Castello di Volpaia, Castello Vicchiomaggio, Le Cinciole, Querciabella, Riecine, Rocca delle Macìe, Tenute Poggio Bonelli. Il Chianti Classico è, di fatto, il rappresentante del made in Italy a Hopwine, perché su 150 espositori di tutto il mondo iscritti alla fiera virtuale, c'è solo un altro piccolo produttore italiano.

Per il consorzio vinicolo toscano, guidato dal direttore Carlotta Gori e dal presidente Giovanni Manetti, si tratta di un passo ulteriore nell’utilizzo di strumenti online dopo l’iniziativa appena lanciata su “Il più grande catalogo del Chianti Classico”, che permette agli appassionati di scoprire dove trovare virtualmente i vini preferiti, visitando la pagina dedicata alle aziende sul sito della denominazione.

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