ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’INTERVISTA

L’inventore della dieta zona: «Il cibo è la prima medicina, in cucina si fa terapia genica»

Il biochimico americano spiega come la corretta alimentazione può assicurare longevità e contrastare l’allarme sul boom di tumori e diabete

di Marzio Bartoloni


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3' di lettura

«Lo diceva già Ippocrate. Il cibo è il primo e più potente farmaco che abbiamo a disposizione. Per questo sono convinto che una efficace terapia genica è quella che si pratica in cucina». Barry Sears è un biochimico americano, inventore della dieta zona basata su 25 anni di studio sull’alimentazione, che lo ha reso forse il dietologo più famoso al mondo. Dieta - in greco significa «stile di vita» - che per Sears si appoggia su di un bilanciamento degli alimenti: 40% di carboidrati (soprattutto verdure e frutta), 30% proteine e 30% di grassi. «Il mio è un sistema alimentare a restrizione calorica che non abolisce quello che fa male, ma si concentra su ciò che fa bene» e che si basa sulle abitudini di popolazioni longeve e in salute come quella di Okinawa dove oltre al record di centenari il rischio di tumori è sei volte più basso che negli Usa.

Il biochimico ha partecipato al Congresso dei biologi a Roma che ha acceso i riflettori sulla «nutrizione negli anni duemila» e lì ha ribadito i capisaldi della sua «positive nutrition» utilizzata da schiere di medaglie d’oro olimpioniche, squadre di basket Nba e calciatori. E che parte dalla necessità di controllare il livello di infiammazione tenendo a bada gli ormoni, in modo particolare l’insulina: «L’infiammazione permette di difenderci dalle invasioni microbiche e consente alle lesioni come una semplice ferita di guarire. Se, però, la risposta infiammatoria non si risolve in maniera adeguata, allora diventa un'infiammazione a bassa intensità, silente, che può attaccare i nostri stessi organi e le nostre cellule provocando malattie croniche».

Nel mondo aumentano cardiopatie, diabete e tumori. Perché?
Da anni è in corso una globalizzazione dell’alimentazione che indubbiamente ha ridotto i prezzi del cibo ma allo stesso tempo ha aperto un vaso di pandora che ha causato un aumento dell’infiammazione a livello globale con una crescita di queste patologie.

È un’emergenza di cui si è consapevoli?
Oggi si parla tanto del riscaldamento globale che è una enorme minaccia, ma non parliamo abbastanza di un’altra grande e concreta minaccia che è quella del costo dell’assistenza sanitaria che sarà sempre più ingovernabile. Curare le malattie degli over 65 è cinque volte più costoso rispetto a una patologia di un giovane. Attraverso l’alimentazione possiamo ridurre la diffusione di queste patologie e se non lo facciamo gran parte degli Stati andrà in bancarotta

Ma perché il cibo è cosi determinante per il nostro stato di salute?
Perché ha un impatto sugli ormoni, espressione dei nostri geni, e agenti importanti per il funzionamento del nostro organismo. Se attraverso il cibo riusciamo in qualche modo a controllarli avremo così anche un controllo importante della nostra salute. La nutrizione è un argomento molto complesso su cui purtroppo si è speculato con storie e notizie false aumentando la confusione nella popolazione.

Oltre 20 anni fa ha inventato la dieta zona. È ancora valida?
Sì e nel frattempo sono stati condotti oltre 35 studi scientifici che ne hanno confermato l’efficacia nel ridurre l’infiammazione. Adesso però sappiamo che non basta: la dieta zona riduce l’infiammazione, gli acidi grassi Omega-3 risolvono l'infiammazione residua e i polifenoli attivano la riparazione del danno prodotto.

Perché gli Omega-3 sono così importanti?
Sono gli elementi costitutivi di quegli ormoni che disattivano l’infiammazione. Un adulto ha bisogno di almeno 2,5 grammi di Omega-3, mentre in Italia l’assunzione media è di 200milligrammi

Ma come si ottengono queste quantità?
Bisognerebbe mangiare 3 chilogrammi di aragosta o un chilo di tonno, ma ci sarebbe il problema del mercurio, oppure 800 grammi di salmone tutti i giorni. Il pesce quindi non può essere l’unica soluzione. Per questo dobbiamo ricorrere agli integratori che devono essere puri, concentrati e certificati. Tra l’altro se si ha una malattia cronica c’è bisogno anche di una quantità maggiore di Omega-3. Sono comunque gli esami del sangue che dicono qual è il livello raccomandabile.

Cosa dice a chi sostiene che la dieta mediterannea è la migliore?
Non è del tutto vero. È esatto dire che dà dei buoni risultati in termini di longevità della popolazione. Però ad esempio la popolazione di Okinawa in Giappone vive più a lungo e in salute. Dobbiamo cercare di prendere il meglio da entrambe queste due diete per potenziare la risposta antinfiammatoria che ci darà una strada verso una longevità in salute

Pane e pasta, alla base della dieta degli italiani, non sono molto suggeriti nella sua dieta. Perché?
Perché non sono carboidrati tanto buoni quanto quelli che provengono da frutta e verdura. Un fatto questo poco noto che tanti americani come tanti italiani ancora non sanno.

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