presentati i dati cinetel

Il cinema è tornato di moda: nel 2019 crescono incassi e spettatori

Hanno trionfato le produzioni Walt Disney, con in testa Re Leone.Il film italiano che ha incassato di più è stato Il primo Natale di Ficarra e Picone

di Nicoletta Cottone

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Hanno trionfato le produzioni Walt Disney, con in testa Re Leone.Il film italiano che ha incassato di più è stato Il primo Natale di Ficarra e Picone


3' di lettura

In Italia il cinema è tornato di moda. Dopo tre anni di crisi, il cinema in Italia ha registrato ottimi dati al box office nel 2019: sono stati incassati 635.449. 774 euro (+ 14,35%) per un numero di presenze in sala pari a 97.586.858 (+13,55 per cento). I dati Cinetel sull’andamento generale
dell’anno, illustrati a Roma all’Anica, segnalano un ritrovato feeling degli spettatori con il cinema. Un successo decretato soprattutto, dopo una partenza fiacca nei primi tre mesi del 2019, dai numeri registrati a dicembre, in assenza dei consueti cinepanettoni.

Re Leone il film ai vertici
Nel 2019 in Italia hanno trionfato le produzioni Walt Disney, con in testa Re Leone, che al botteghino ha incassato 37,5 milioni, seguito da Avengers -Endgame con 30,2 milioni e da Joker con 29,3 milioni. Il film italiano che ha incassato di più nel 2019 è Il primo Natale di Ficarra e Picone (sesto posto
generale, unico italiano nella top ten) con il 13,3 milioni.

Produzione italiana in crescita, ma dominano i film Usa
É aumentato il box office della produzione italiana che nel 2019 ha segnato un incasso si 134,8 milioni, in crescita del 5,39% rispetto al 2018, quando aveva incassato 127,9 milioni. É notevolmente aumentata la quota di cinema statunitense consumata nel Paese, che rappresenta il 65,16% del totale, con un incasso di 414 milioni (+ 34,08% rispetto al 2018, quando era a quota 308,8 milioni).

Meno film, di maggiore qualità
Diminuisce il numero dei film distribuiti, ma aumentano gli incassi medi. Nel 2019 sono stati distribuiti in sala 495 nuovi film (-34% rispetto al 2018), di cui 193 di produzione o coproduzione italiana (-18% rispetto al 2018).

Rutelli: «Un ritrovato feeling col pubblico, ma serve piena attuazione della legge»
«C’è un pieno ritrovato feeling con un grande pubblico nelle sale cinematografiche», ha sottolineato il presidente Anica Francesco Rutelli. Dati, ha detto, da leggere con due chiavi. «Una - ha spiegato - è la qualità del prodotto: il pubblico italiano cerca buoni film, italiani e non. Il secondo aspetto riguarda la filiera che l’Anica intende rappresentare interamente, dallo sviluppo creativo allo sfruttamento economico del film , passando dal rapporto con il pubblico, che non abbiamo mai considerato conflittuale. La filiera vive e cresce se vive il cinema in sala che è il capofila creativo e produttivo». E ha ricordato che il cinema, con i suoi 100 milioni di biglietti staccati in un anno, «non ha nessun raffronto con altre forme di entertainment». Rutelli ha chiesto la piena attuazione della legge
Franceschini «in tutta la sua articolazione, con i suoi strumenti per la produzione, la distribuzione, l'esercizio, le regole per le piattaforme, gli investimenti e le programmazioni nelle televisioni». Davide Novelli, presidente di Cinetel, ha sottolineato come il ritorno sulla soglia dei 100 milioni di biglietti sia legato anche alle forti trasformazioni che hanno caratterizzato l’ultimo triennio.

Lonigro: superata la Spagna, con Zalone inizio boom del 2020
«I numeri positivi del 2019 - ha detto Luigi Lonigro, presidente della sezione distributori dell’Anica -ci fanno uscire da un triennio orribile. Nel 2019 siamo riusciti anche a superare i dati al botteghino della Spagna, un risultato che sembrava impossibile, ottenuto grazie a un’estate straordinaria che ci ha rimesso in linea con gli altri Paesi europei». E inizio boom del 2020 grazie a Tolo Tolo di Checco Zalone. «In questi primi giorni del 2020 c'è già una crescita di 24 milioni di incassi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma non va dato per scontato che in totale nel 2020 si supereranno i dati del 2019, ci sono ancora varie incognite», ha frenato Luigi Lonigro.

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