mostra

Il cinema delle vacanze in locandina

L'esposizione “Italiani al mare. Manifesti cinematografici 1949-1999. Dalla Collezione Enrico Minisini” è visitabile fino al 29 settembre

di Stefano Biolchini


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Tre notti d'amore, 1964. Regia Renato Castellani; fotobusta

3' di lettura

L’accoppiata cinema mare ha sempre dato buoni spunti e basterebbe citare film come L’avventura del 1960 di Michelangelo Antonioni - con l’incubo alle isole Eolie che mostrerà tutta la bravura di un’attrice come Monica Vitti - o il celebre Il Sorpasso - che vedrà sfrecciare il gran cialtrone Vittorio Gassman e il timido Jean-Louis Trintignant per 130 km sulla via Aurelia, fino a divenire il simbolo di un’Italia intera lanciata verso un contraddittorio benessere - per dare prova di un filone d’eccezione. L'originale mostra “Italiani al mare. Manifesti cinematogr5afici 1949-1999. Dalla Collezione Enrico Minisini”, con al centro un orizzonte e vedute di spiagge e mare propone cinquant'anni di cinema balneare e si snoda tra un centinaio di manifesti, locandine e fotobuste, tutti in prima edizione originale provenienti dalla vasta Collezione Minisini, capace di offrire uno spaccato del nostro Paese attraverso le abitudini vacanziere degli italiani, dalla metà del Novecento alle soglie del nuovo millennio.

Curata da Andrea Tomasetig ed Enrico Minisini, la mostra alla Galleria Carifano presso Palazzo Corbelli a Fano dal 24 luglio al 29 settembre prende le mosse da “Cinema in Bikini”, mostra inaugurata ad inizio giugno visitabile fino al 17 luglio a Lignano Sabbiadoro; la rassegna a Fano si arricchisce di un cortometraggio inedito a cura di Giuseppe Colangelo, presentato in anteprima, che ripercorre la storia del genere grazie a un variegato susseguirsi di frame, trailer e interviste per far rivivere con scene e battute memorabili le atmosfere delle estati italiane. Ma non solo la bella stagione: la tappa marchigiana, infatti, dedica spazio anche alle atmosfere più meste e silenziose del mare d'inverno, con alcuni pezzi riferiti alla celebre pellicola I vitelloni di Federico Fellini del 1953.
Il repertorio alla Galleria Carifano presenta quindi le grafiche dei film dal 1949 al 1999, secondo gli stilemi di un linguaggio pittorico che raggiunge punte di alta raffinatezza e costituisce così una parte importante dell'immaginario visivo italiano. “Sono un'esplosione dei colori dell'estate - dichiara Andrea Tomasetig - coniugata ai simboli delle vacanze al mare: la sabbia, il sole, l'ombrellone, le vele in lontananza, le belle in bikini e i maschi in agguato. La mostra è l'occasione per riscoprire, oltre a un filone di successo del cinema popolare con attori e attrici famosi come protagonisti, grafici di valore e un capitolo della storia sociale e del costume in Italia, dal secondo dopoguerra alla fine del '900”.

L'evento si concentra in particolar modo sugli anni Cinquanta e Sessanta, i decenni del boom economico, età di un più diffuso benessere, delle prime vacanze al mare, dei juke-box agli angoli dei bar, della Fiat 500. Il cinema e la musica, anche grazie al diffondersi della televisione, dettano gli stili di vita e la settima arte conquista così la scena con una serie di film scanzonati, e non solo, girati sotto il sol leone nelle principali località balneari, dalla Riviera adriatica a Ischia, Capri e Taormina.
Tutti gli attori famosi e i divi più popolari, da Alberto Sordi a Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Aldo Fabrizi, Totò, Franco e Ciccio, Raimondo Vianello, Vittorio Gassman e molti cantanti in voga, come Mina, Ornella Vanoni, Jimmy Fontana, Miranda Martino, Gianni Meccia, Enrico Polito chiamati a interpretare i “tormentoni” dell'estate - uno su tutti Pinne fucile ed occhiali di Edoardo Vianello nel film Canzoni... in bikini di Giuseppe Vari del 1963 - sono presenze importanti in queste pellicole, che via via definiscono i personaggi tipici del bagnino, del commendatore donnaiolo, del playboy, della ragazza in cerca di marito, delle mogli al mare e dei mariti in città, all'insegna di umorismo e comicità.
Con gli anni Settanta il cinema balneare si evolve in film dai contenuti più “espliciti” e poi nei cinepanettoni, tipici dei fratelli Vanzina, anni Ottanta e Novanta; anche nella comunicazione si assiste a un cambiamento: dal manifesto disegnato si passa a quello fotografico, così come dal bikini si arriva al topless. Il percorso espositivo termina quindi con la locandina di un film simbolo della società italiana in vacanza al mare a metà anni Novanta: Ferie d'agosto del 1996 di Paolo Virzì.

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