motorsport

Il circuito di Monza nuovo polo per corse ed eventi. Al Mugello si pensa alla Formula 1

Il Gp d’Italia confermato per 100 milioni di dollari fino al 2024 farà da traino alla trasformazione dell’area dove sorgerà un impianto polifunzionale che vivrà tutto l’anno con tornei, concerti e il prossimo Salone dell’auto

di Antonio Larizza


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(Ap)

4' di lettura

Con l’accordo quinquennale da 100 milioni di dollari tra Aci e Liberty Media - firmato mercoledì scorso sul podio di Piazza Duomo in festa per i 90 anni della Ferrari - l’autodromo di Monza potrà fare altri cinque giri sulla giostra del Circus della F1, fino al 2024.

Accordo Aci-Liberty

Trionfo Ferrari a Monza: Leclerc primo

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Durata e importo dell’accordo sono in linea con le indiscrezioni dei mesi scorsi. Ma non per questo l’intesa che ha richiesto due anni di trattative tra l’Aci e la società americana che controlla la F1 è priva di novità. Per l’Autodromo che nel 2022 festeggerà il centenario dalla costruzione si apre una nuova fase. Nella trattativa Aci ha portato a casa uno sconto di 20 milioni di euro spalmato su sei anni (i cinque del rinnovo e quello in corso, il cui canone frutto di un precedente contratto è stato rinegoziato). In cambio, ha garantito una mutazione genetica del “tempio della velocità”, per adattare il Gran Premio d’Italia al nuovo corso della F1. La mutazione prevede l’impegno crescente a garantire eventi satellite durante tutto il week end di gara – come la sfilata di monoposto sui Navigli organizzata da Aci nel 2018 e la festa in Duomo di quest’anno – per portare il Gp fuori dal circuito e permettere ai tifosi di avvicinare piloti, auto e team manager.

La concessione

Sul piatto anche l’ammodernamento delle strutture, soprattutto le tribune storiche, e della logistica di accesso e la realizzazione di location confortevoli dove poter seguire il Gp, sfruttando in modo sostenibile il fatto di essere nel cuore del Parco di Monza, l’anfiteatro naturale che abbraccia il circuito che è anche il parco cittadino più grande d’Europa. L’Aci ha confermato anche il progetto per un museo dove ospitare le più belle auto da corsa che hanno gareggiato a Monza, con una hall of fame dedicata a chi ha fatto la storia del circuito. Un piano da oltre 100 milioni di euro, secondo le stime della stessa Aci. Così, come imposto dalla stessa Liberty Media, per rendere credibile il progetto di rilancio, martedì, a 24 ore dalla firma del rinnovo, Aci ha preso in carico la gestione diretta del circuito firmando con il Consorzio Villa Reale e Parco, cui fa capo il circuito monzese, un contratto decennale di concessione: canone annuo fissato in 900mila euro, con una rivalutazione a partire dal 2021. Da parte sua, il Consorzio ha rinunciato al 2% sull’incasso dei biglietti (circa 40mila euro all’anno), ma in cambio ha incassato le garanzie di Aci per 1,5 milioni di lavori urgenti di manutenzione ordinaria e straordinaria e soprattutto quelle per un’ulteriore linea di sviluppo “extra F1”. A svelarla è stato il sindaco di Monza Dario Allevi, nella sua veste di presidente del Consorzio del Parco: «La convenzione con Aci Italia farà nascere a Monza un impianto polifunzionale che vivrà tutto l’anno con altri grandi eventi, come il torneo di tennis Atp 250 (un progetto per cui si sta ancora trattando, ndr)». Si lavorerà per riportare a Monza i grandi concerti come quello di Luciano Ligabue. Mentre è già stabilito che il prossimo Salone dell’auto, trasferito da Torino a Milano, si svolgerà anche a Monza, dove sarà presentato il 19 settembre. Intanto la Regione Lombardia, parte attiva nella trattativa tra Aci e Consorzio del Parco, ha commissionato al Politecnico di Milano un master plan da 55 milioni per elaborare un piano di ammodernamento dell’area che include il Parco e la Villa Reale.

L’obiettivo

«Il progetto che abbiamo in mente darà una nuova immagine al circuito di Monza senza modificare le caratteristiche del tracciato - spiega al Sole 24 Ore Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Aci -. Per raccogliere i fondi si cercherà di intercettare anche contributi Ue. Spero anche che si possa presto arrivare a una nuova legge che destini le risorse necessarie per il futuro di Monza». Oggi l’Aci garantisce con fondi propri lo svolgimento del Gp di Monza, destinando tra gli 8 e i 10 milioni di euro a edizione (la differenza tra quanto pagato a Liberty Media e quanto incassato dall’evento più i fondi regionali). «Faremo di tutto in futuro per ridurre questo disavanzo - assicura Damiani - che però non va visto come un costo, ma come un investimento per la promozione del Made in Italy nel mondo e per l’indotto locale».

Al Mugello si pensa alla F1

L’autodromo del Mugello, a Scarperia (Firenze), pensa di candidarsi per la Formula 1 a partire dal 2025. Lo ha detto il direttore di Mugello Circuit Paolo Poli, nel corso della presentazione a Firenze di uno studio sull'impatto economico che l'autodromo del Mugello ha sul territorio toscano. «Il primo obiettivo sarà quello di rinnovare l’accordo con il motomondiale per l'appuntamento del Gp d'Italia - ha spiegato Poli - poi però fra cinque anni penseremo anche a candidarci per portare in Toscana la Formula 1. È un affare più importante, per il quale saranno necessarie partnership a livello nazionale come ha fatto Monza siglando l'accordo con la F1 per il prossimi anni. Va ricordato che a differenza di altri circuiti italiani, il Mugello non è a gestione statale, qui dal 2006 al 2016 la Ferrari ha fatto enormi investimenti per alzare la qualità delle infrastrutture e la professionalità di chi ci lavora in modo da presentarsi ai clienti di tutto il mondo con un livello sempre più alto. L'asticella si alza di continuo e noi siamo pronti a mantenere il passo».

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