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Il climate change visto da una dea

Ce l’hanno con lei perché posa da artista alternativa ma sta con il miliardario Elon Musk? Grimes risponde alle critiche (cavalcandole) con un intero disco, “Miss Anthropocene”

di Claudio Todesco

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Claire Boucher, 31 anni, canadese, in arte Grimes

Ce l’hanno con lei perché posa da artista alternativa ma sta con il miliardario Elon Musk? Grimes risponde alle critiche (cavalcandole) con un intero disco, “Miss Anthropocene”


2' di lettura

La fidanzata di Elon Musk ha i tratti di un’aliena, il corpo fatto d'avorio e petrolio, due seni puntuti, le articolazioni a vista. No, non è vero: questo è l'avatar col quale si presenta la fidanzata di Elon Musk. Si chiama Claire Boucher, ha 31 anni, è nata a Vancouver. Quando fa dischi usa il nome d’arte Grimes. Ama esplorare possibilità e paradossi del progresso tecnologico. Il titolo del suo quinto album, Miss Anthropocene (dal 21 febbraio), deriva dall'era geologica in cui viviamo, caratterizzata dall'influenza dell'azione umana sull'ambiente, e allo stesso tempo contiene la parola misantropia. Miss Anthropocene è la dea antropomorfa del cambiamento climatico che prova avversione per il genere umano. Al posto di raccontare questa storia di distruzione come una tragedia, Grimes la immagina come un trionfo.

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Se fosse un film, Miss Anthropocene sarebbe un kolossal realizzato interamente al computer. La canzone che lo apre, So Heavy I Fell Through the Earth, è stata incisa usando NSynth, il sintetizzatore neurale di Google che permette di generare decine di migliaia di nuovi suoni fondendo quelli di strumenti già esistenti. L'album sembra la colonna sonora di un videogame ambientato in un futuro distopico. 4Æm è la versione cyberpunk di una canzone di Bollywood, mentre Violence rende seducente l'idea di violenza grazie a pulsazioni sexy e minacciose. My Name Is Dark è sia il me-ne-frego di una ragazza talmente depressa da non curarsi dell'imminente fine del mondo, sia la celebrazione di una cultura di strada fatta di edifici occupati abusivamente e droghe che consentono di restare svegli per giorni interi. I New Gods sono fatti di plastica e coltan. Grimes li canta come se fosse un'interprete soul creata da un tablet.

Boucher ha iniziato a maneggiare software per fare musica mentre frequentava il corso di Neuroscienza alla McGill University, ma le sue canzoni non hanno nulla d'intellettuale. Convinta sostenitrice della fluidità dei generi musicali, Grimes è troppo pop per essere underground ed è troppo underground per diventare una pop star. E così, cammina sul confine fra i due mondi attirando parecchie antipatie, specie da quando si è legata sentimentalmente al Ceo di SpaceX e Tesla. Tempo fa, il New Yorker ci ha persino scritto un articolo, titolato The Trouble with Elon Musk and Grimes. Tesi: un tempo, un'artista proveniente dalla scena goth nordamericana non si sarebbe legata sentimentalmente a un miliardario. Miss Anthropocene è anche una reazione a queste critiche. Grimes viene descritta come un membro dell'élite globale che posa da artista alternativa? Tanto vale impersonare questo personaggio negativo. Di più: tanto vale calarsi nei panni di una dea della distruzione. E chissà che rendere sexy la narrazione sul cambiamento climatico non sia una buona alternativa alle lacrime di rabbia di Greta Thunberg.

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