Uno scrittore e il suo lusso

Il collezionismo è prendersi cura dei momenti condivisi con chi si ama

Copertine, polaroid, un cane, due amici. E il verso di una poesia di Orazio per ricordare ciò che c'è di più caro.

di Amy Hempel

Amy Hempel

5' di lettura

Gli oggetti a me più cari sono quadri e fotografie di artisti che sono anche miei devoti amici. Mi riferisco a due persone in particolare: William Wegman e Gloria Vanderbilt Cooper, quest'ultima scomparsa purtroppo tre anni fa. Bill è famoso soprattutto per le immagini dei suoi cani da caccia, appartenenti alla razza dei Bracco di Weimar. Mentre Gloria, una brillante designer, artista e scrittrice, aveva un senso del colore unico, diverso da qualsiasi altra persona che io abbia mai incontrato: i suoi dipinti a olio sono davvero eccellenti.

Mi sono trasferita molte volte nel corso della mia vita e sempre ho portato con me, in ogni casa in cui sono andata ad abitare, le opere di entrambi: sono i pezzi di vita che proteggo con maggiore attenzione. Conservo con grande cura anche vecchie fotografie, in dimensioni assai ridotte, di un'elegante prozia e di una delle mie due amate nonne materne quando era ragazza: quest'ultima la porto sempre con me. Ma i dipinti di Gloria stanno al primo posto perché sono talmente evocativi e coinvolgenti, oltre che belli... In molti di questi quadri, vengono raffigurate tre bambine vestite di bianco. Sono senza volto e, a seconda del punto di vista e del soggetto, stanno fuggendo o avvicinandosi (ad esempio, in uno dei quadri che ho a casa, si approssimano a una barca che arriva su un'isola). Hanno il potere di inquietare chi le guarda perché un mistero le accompagna: da dove vengono? Chi sono?

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Per il titolo di un racconto nel mio libro più recente ho preso spunto proprio da uno dei dipinti di Gloria: Cloudland (La terra delle nuvole). Ci sono le bambine in abiti bianchi sotto un'enorme nuvola scura. Amo quel quadro – era uno dei tanti che mi ha regalato – e la sensazione che suscita è quella che ho cercato di trasporre nel mio racconto, tale è il mio livello di fascinazione nei confronti di quelle bambine. Un altro dei suoi quadri che guardo quasi ogni giorno si intitola House Angel: Gloria ha dipinto una semplice casa rosa con un angelo fuori misura vestito di bianco e con una corona d'oro che pende dal suo capo. È così rassicurante questa figura protettiva accanto alla casa!

Non sono una persona che fa grandi acquisti, mi limito a procurarmi ciò che serve per i bisogni del quotidiano. Gli unici oggetti che mi piace acquistare sono gadget e accessori per cani: collari, cucce, tutto ciò che contribuisce al comfort e al divertimento. Il mio cane è morto quattro mesi fa, quindi ora compro questi oggetti solo per regalarli ai rifugi per i randagi.

Quando si parla di cani, il lavoro fotografico di Bill Wegman è noto in tutto il mondo. A cominciare dalle immagini che hanno come protagonista la magnifica, amatissima Fay. Faccio tesoro delle fotografie che mi ha regalato: ce n'è una in cui Bill insegna a un cucciolo a giocare a palla, un'altra in cui il muso di Fay spunta in cima a un albero di Natale. Bill mi ha donato anche una Polaroid di grande formato in cui è ritratta Fay seduta su uno sgabello e di fronte a lei ci sono proprio io: avevo fatto capolino nel suo studio un giorno in cui mi sentivo particolarmente giù di morale. Lui e sua moglie Christine mi hanno suggerito di prendere posto sullo sgabello davanti a Fay. Bill ha scattato e mi ha dato la Polaroid. Se c'è una parte di me dentro questa fotografia, è la mia immensa passione per i cani, un sentimento che ha contraddistinto tutta la mia esistenza. Per questo alcune immagini di Bill sono diventate la copertina dei miei libri: in una c'è Fay, tutta drappeggiata d'oro, che campeggia su uno sfondo ramato, in un'altra è ritratta la zampa del cucciolo di una generazione successiva, appoggiata sulla mia spalla, che emerge dai miei capelli ed è dello stesso colore grigio. Alcuni suoi lavori affiorano nelle mie storie, specie quelli in cui l'acqua rappresenta l'elemento dominante. Bill e Christine trascorrono parte dell'estate nel Maine e spesso soggiorno in una città non molto lontana dalla loro casa: ho visto da vicino e condiviso la vita dei luoghi che lui ritrae. Così, ogni volta che guardo le sue foto, mi riportano immediatamente con la mente là, in mezzo a loro.

Non posso definirmi una collezionista se non per quel che riguarda questi due artisti. Gloria ha dipinto i ritratti di alcuni dei suoi amici, me compresa, e molte versioni diverse di una delle sue muse, la nipote della sua buona amica, Oona Chaplin. Si tratta di Aurélia Thiérrée raffigurata in pose evocative, espressioni drammatiche, lineamenti misteriosi: lei è così sorprendente anche nella vita reale!

Quando ho iniziato a studiare scrittura, il mio maestro era solito dirmi: “Descrivi solo gli oggetti”. Era un invito a non far esplicitare ai personaggi come si sentono, come stanno, cosa pensano, bensì a preoccuparmi esclusivamente di renderli vividi attraverso le cose che li circondano. Si è rivelato un ottimo consiglio, che ho sempre cercato di mettere in pratica nei miei racconti.

C'è chi si sente legato agli oggetti di famiglia, che magari vengono tramandati di generazione in generazione, ma gli unici gioielli verso cui io provavo un forte senso di attaccamento mi sono stati rubati: un furto in uno dei miei appartamenti newyorkesi. Dunque non possiedo più nulla a parte il legame con le opere di Bill e di Gloria.

Ho un tatuaggio, che mi sono fatta incidere con un carattere elegante che corre lungo tutta la lunghezza dell'avambraccio esterno. L'ho fatto per Gloria, quando era ormai in fin di vita. È un verso di una poesia di Orazio. Così ora in latino, porto scritto sulla pelle: “Non omnis moriar (Non morirà tutto di me)”. I suoi dipinti, che conservo nella mia casa, sono sopravvissuti a Gloria, così come tutta la sua produzione artistica. È rimasto il suo talento e quel suo sguardo unico, capace di posarsi sulle persone e sugli oggetti, e di vederli.

Scrittrice americana di racconti, spesso molto brevi, Amy Hempel è nota e apprezzata soprattutto per la sua scrittura essenziale, precisa, al contempo emozionante. Di lei Chuck Palahniuk dice: «Amy, per me, è la dea degli scrittori». Dopo aver studiato con Gordon Lish a New York, oggi insegna Scrittura creativa presso l'Università di Princeton e a Harvard. Ha pubblicato varie raccolte di racconti tra cui Ragioni per vivere (1985), Alle porte del regno animale (1990), Rientrata (1997) e Il cane del matrimonio (2005), tutte contenute nel volume Ragioni per vivere (Sem, 2019), molto apprezzato da critici e lettori. L'ultimo libro pubblicato in Italia, sempre per Sem, è uscito nel 2019 e si intitola Nessuno è come qualcun altro. Storie americane.

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