arte al sud

Il collezionismo non si ferma, a Lecce apre Palazzo Luce

In pieno centro storico, l’edificio trecentesco ospiterà sette suite con la collezione d'arte e design di Anna Maria Enselmi. Inaugurazione in estate

di Marianna Agliottone


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Lecce, Palazzo Luce, cortile interno

4' di lettura

Da Torino a Milano per arrivare a Lecce. Appassionata di arte e design nella sua carriera di sportiva ha sempre dedicato tempo e risorse alla ricerca di pezzi esclusivi del Novecento. Anna Maria Enselmi, collezionista dalla metà degli anni Novanta, ha raccolto circa 30 opere di design che porterà a Lecce per arricchire il suo progetto di ospitalità nell’arte. Il progetto di on site della sua collezione si inaugurerà nel pieno centro storico di Lecce nella prossima estate (covid permettendo) in uno splendido palazzo barocco di 1.500 metri quadri, più 660 di spazio esterno. L’edificio del Trecento è stato ristrutturato per trasformarlo in un hotel con sette suite arredate con interventi site specific. Arteconomy24 ha intervistato Anna Maria Enselmi, che racconta come da Milano ha scelto Lecce per condividere con un pubblico di appassionati la sua collezione.

Di cosa si occupi, in quale anno ha cominciato a collezionare opere di design?
Mi sono trasferita da Torino a Milano negli anni dell'università e poi Milano è diventata la mia città. È qui, nel cuore di Brera, che ha sede la mia accademia di Pilates e ginnastica posturale, «Pilates Suite», che ho concepito come un luogo dedicato all'armonia del corpo e della mente, curando anche l'estetica degli spazi, con opere d'arte e design del Novecento italiano. Sono da sempre appassionata di design, da bambina ritagliavo, raccoglievo e conservavo le immagini dei pezzi che avrei voluto possedere un giorno. Ma come collezionista vera e propria ho iniziato 25 anni fa appena arrivata a Milano. Allora abitavo in via Pontaccio, nello stesso stabile in cui viveva Sottsass. Il mio primo punto di riferimento è stata la Galleria Dilmos dove ho conosciuto Luisella Valtorta, una gallerista straordinaria, un'avanguardista che ha introdotto il design contemporaneo a Milano e in Italia fin dal 1980.

Le opere di Palazzo Luce

Le opere di Palazzo Luce

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Qual è stato il primo acquisto e quanto le costò?
«Carlton», la libreria-totem, divenuta l'oggetto simbolo della produzione del gruppo Memphis nato nel 1981 da un'idea di Sottsass, Radice e De Lucchi. Il pezzo lo acquistai alla Dilmos, a metà degli anni Novanta, per 14 milioni di vecchie lire. Avevo 19 anni, ero ancora una studentessa, e non potendo pagare l'intera cifra subito, lo comprai in 28 rate.

L'ultimo acquisto invece?
Ogni acquisto per me è come un colpo di fulmine. In ordine di tempo, l'ultimo pezzo l'ho preso quest'anno ed è uno specchio di Ettore Sottsass, molto raro, del 1958, in cristallo specchiato, con montatura in ottone brunito.

Quali sono per lei i criteri di selezione di un pezzo, per giudicare cosa è valido e cosa non lo è?
Prima c'è l'empatia: un pezzo deve piacermi. Poi mi informo sulla rarità, sulla provenienza, su aspetti più tecnici come la documentazione, la conservazione, la presenza di patine originali. Ogni acquisto è pensato: studio l'importanza dei pezzi nel percorso creativo del designer ed esamino il mercato a 360 gradi. La presenza della documentazione che ha accompagnato la progettazione del pezzo è ciò che per me fa la differenza, poiché trasmette il pensiero, la filosofia dell'autore, le intenzioni, pone il designer in rapporto con il mondo. In tal senso, uno dei pezzi più preziosi e speciali che ho è la «Parete organizzata» creata appositamente da Gio Ponti per l'azienda Dulciora a Milano negli anni Quaranta. Un pezzo unico, il cui valore oscilla tra 50 e 150mila euro. L'ho acquistato, nel 2018, con l'archivio dei disegni architettonici fatti da Ponti per la progettazione e realizzazione del pezzo.

Rispetto al nucleo di opere di design, possiamo dire che l'arte contemporanea è l'altra priorità?
Attualmente ho circa 30 opere di design, tutte di rilevanza museale. Attraverso esse ho cercato di raccontare una storia, dal design moderno di Sottsass, Ponti, Mollino, Borsani, Ico Parisi, BBPR, Carlo de Carlo, Gardella, Caldas, Jakobsson, Niemeyer, Perriand, fino agli autori più contemporanei come Martino Gamper, Bethan Laura Wood, Locatelli, Fonnesberg-Schmidt, Trayte, Anastasyade, Audrey Large. Per avere una visione più ampia del panorama nazionale e internazionale mi sono sempre confrontata con professioniste importanti e riconosciute come Nina Yashar e Rossella Colombari . Sono riferimenti con cui ho un legame fortissimo, da anni, anche di amicizia. L'arte contemporanea e la fotografia fanno parte, invece, di un progetto appena iniziato che vorrei sviluppare con rapporti diretti e progetti specifici con artisti e galleristi. Un acquisto recente a cui sono molto legata è una «Carta Compressa» di Ettore Spalletti, datata 1980. Avrei voluto iniziare con lui una collaborazione invitandolo a lavorare site specific a Lecce, ma la sua prematura scomparsa non mi ha permesso di farlo.

Lecce, appunto, città dove trova casa il suo nuovo progetto. L'acquisto di un intero palazzo in pieno centro, l'antico Palazzo dei Conti. Ristrutturato per trasformarlo in un hotel, in un soggiorno che diventa esperienza culturale e destinazione on site della sua collezione. Di quanti metri quadri è composto l'immobile? Quanto è costata la ristrutturazione?
Ho viaggiato molto nel sud dell'Italia, il mio legame con la Puglia nasce con la casa che ho a Castro: ho visto e valutato molte altre possibilità prima di innamorarmi di questo palazzo a Lecce, città tra le più belle del Barocco italiano. Si tratta di un edificio, trecentesco in origine, che fu residenza di Maria d'Enghien, che poi in seconde nozze divenne Regina di Napoli. Il Palazzo copre un'area di 1.500 metri quadri, più 660 metri quadri di spazio esterno, con un giardino mediterraneo che affaccia sul Teatro Romano. Sarà ribattezzato «Palazzo Luce». Ho acquistato in un momento di mercato molto favorevole e siamo intervenuti con un restauro conservativo, mantenendo dove possibile materiali, come i pavimenti in un particolare cotto spinato, e gli arredi originali, come le librerie. Non ho voluto modificare l'affascinante struttura labirintica del palazzo. Ad oggi, i costi complessivi sono di circa 1 milione e mezzo di euro, escludendo attrezzature tecniche e materiali.

Le suite del futuro Palazzo Luce, sette, accoglieranno arredi e pezzi della sua collezione, anche con episodi site specific. Con quali autori sta collaborando?
David Tremlett, artista noto per le sue forme ispirate all'architettura e alla luce, ha concepito l'affresco della volta di una delle suite. Martino Gamper ha curato il design di alcuni ambienti ed ha progettato per Palazzo Luce arredi su commissione come quello del bar, per il quale ha realizzato un mobile bancone di ispirazione pontiana.

Quando inaugurerà Palazzo Luce?
L'obiettivo è inaugurare in estate.

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