Viaggi d'arte

Il collezionismo secondo Fatima Maleki è un investimento nell'ospitalità

La sua casa di Londra è una residenza d'artista aperta a collezionisti, galleristi e talenti. Fra creazioni contemporanee site-specific e oggetti d’antiquariato.

di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Fatima Maleki fra le seguenti opere: da sinistra, “Twelve Chambers –André” (2013), Kevin Francis Gray, base in granito, statua in bronzo lucido e patina; “Rippling” (2019), Bea Bonafini, pastello su tappeto intarsiato; “In two minds II” (2005), Tony Cragg. Tutte le opere fanno parte della collezione Maleki. (Le foto dell'articolo sono COURTESY MALEKI COLLECTION).

4' di lettura

Ho conosciuto Fatima Maleki durante gli incontri dell'International Council della Tate Modern di Londra e seguo con interesse la collezione che condivide con suo marito Eskandar. È una collezione mossa da un intuito sofisticato e da una passione profonda, strettamente intrecciati alla pratica dell'ospitalità. Nelle loro splendide case, a Londra e in Costa Azzurra, a Beaulieu-sur-Mer, artisti, amici e appassionati di tutto il mondo sono accolti fra le loro straordinarie opere d'arte. Anche il cibo è un ingrediente essenziale: con le sue indimenticabili cene persiane, Fatima racconta ai suoi ospiti la cultura d'origine, mantenendo vivo il legame con l'Iran, il paese che ha dovuto lasciare 42 anni fa, durante la rivoluzione islamica del 1979.

“Red X” (2014), Rashid Johnson, piastrella in ceramica, sapone, cera, smalto spray, fotografia.

QUANDO E COME HAI INIZIATO A COLLEZIONARE? Ho ereditato questa ossessione dai miei nonni, che possedevano manoscritti e miniature persiane, e da mio padre e mia madre, che avevano una grande collezione di capolavori antichi e oggetti d'antiquariato. Sono nata a L'Aia da genitori iraniani e, grazie all'incarico di mio padre come ambasciatore, ho vissuto e studiato in molti Paesi di tutto il mondo. Il mio viaggio nell'arte contemporanea è iniziato grazie all'incoraggiamento di Kamran Diba, cugino di mio marito.

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“Bronze Door” (2018), Bernar Venet, in bronzo, opera site-specific su commissione.

COME SI INIZIA A COLLEZIONARE ARTE? PUOI DARCI QUALCHE CONSIGLIO? È fondamentale partire da un buon livello di conoscenza, seguire più corsi, studiare, oltre che visitare musei, gallerie e fiere per tenersi aggiornati. Più vedi, più sei in grado di affinare il tuo gusto. È importante fare domande e approfondire ciò che si desidera acquistare. È importante incontrare artisti emergenti, visitare i loro studi, sostenerli concretamente per far avanzare la loro carriera. Consiglio anche di aprirsi a diversi media: l'arte non è solo pittura e disegno.

“Octopus” (2015), Sarah Lucas, bronzo e acciaio.

QUAL È STATA LA PRIMA ACQUISIZIONE? E L'ULTIMA? Un dipinto dell'artista concettuale francese Bertrand Lavier: un olio su tela bianco, puro e astratto, dentro una cornice dorata realizzata da antichi maestri. Prima collezionavamo arte antica e quest'opera ha rappresentato un nuovo inizio. È ancora appesa in casa. L'ultima è un'opera di Enrico Castellani, acquisita pochi mesi fa. Fra le tendenze dell'arte italiana, oltre alle ricerche monocrome, apprezziamo l'Arte Povera: è uno dei nostri grandi amori.

“GhostDance / Pedmarks” (1995-96), Lynda Benglis, in bronzo e foglie d'oro.

COME SCEGLI I TUOI LAVORI? TI AFFIDI A UN ART ADVISOR O A UN CURATORE? Me ne innamoro. Tendo a comprare con il cuore piuttosto che con la testa. Un'opera d'arte deve parlarti, emozionarti, ispirare ogni giorno. Penso che tutti i collezionisti abbiano fiducia nel proprio gusto e istinto. Da poco stiamo lavorando con una curatrice che ci propone opere e porta avanti una ricerca approfondita anche sul piano della documentazione, controllando l'autenticità della provenienza e la datazione dei lavori.

“Grazie” (1982), Albert Oehlen, olio e lacca su tela.

PREFERITE ACQUISTARE O COMMISSIONARE LE VOSTRE OPERE? Facciamo entrambe le cose. Siamo sempre stati vicini agli artisti e abbiamo commissionato in molte occasioni lavori site-specific, sia che si trattasse di artisti più giovani come Bea Bonafini o affermati come Antony Gormley. La connessione con il processo creativo è qualcosa di meraviglioso e gratificante, oltre che fonte di ispirazione continua.

“Superficie rossa” (2006), Enrico Castellani, smalto su alluminio fuso.

PENSI CHE IL WEB SIA UNO STRUMENTO UTILE PER RIMANERE AGGIORNATI SULLE ULTIME TENDENZE? È senza dubbio molto utile: condensa una quantità infinita di immagini da cui prendere spunto e permette di accedere alle principali gallerie e collezioni, documentate da splendidi cataloghi online. Detto questo, l'arte è essenzialmente un'esperienza viscerale e nulla può sostituire il contatto dal vivo per essere pienamente coinvolti e aspirare a una sollecitazione visiva intensa.

ARTISTI EMERGENTI DA TENERE D'OCCHIO E TRASCURATI DA RISCOPRIRE? Abbiamo seguito molti artisti dall'esordio al loro ingresso nell'establishment. È immensamente gratificante credere in un artista che poi riesce ad arrivare in alto. Amiamo il lavoro di Ryan Sullivan e riteniamo che Bea Bonafini e Samara Scott siano voci davvero promettenti. Siamo molto incuriositi dalle riscoperte e sentiamo che alcune opere, anche se realizzate da un artista che sta ricevendo poca attenzione, possano raccontare molto. Così abbiamo ritrovato il lavoro di Sam Gilliam e di Lynda Benglis.

PUOI PARLARCI DELLA TUA CASA E RESIDENZA D'ARTISTA NEL SUD DELLA FRANCIA? Mio marito e io siamo stati tra i primi collezionisti a Londra ad aprire la nostra casa a un pubblico più ampio. La nostra collezione è diventata un punto d'incontro per artisti, collezionisti, galleristi, celebrità, royals e amici. Questo nostro amore per l'arte ha offerto agli artisti l'opportunità di condividere il proprio lavoro con persone diverse, arricchendo le nostre vite. Sogniamo di estendere questa idea nel sud della Francia, offrendo agli artisti un rifugio per lavorare, oltre che per celebrare e coltivare la creatività in tutte le sue forme.

COSA NON POSSIAMO PERDERE DURANTE UNA VACANZA A BEAULIEU-SUR-MER? Vero gioiello della Costa Azzurra, Beaulieu-sur-Mer è un'oasi di pace, ricca di fascino antico, ma con uno spirito moderno. C'è il mercato del sabato mattina in Place Marinoni, le viste pittoresche della Plage des Fourmis e il porto naturale della Plage de la Petite Afrique. Da visitare assolutamente Villa Ephrussi, con il suo straordinario giardino, e Villa Kérylos dell'architetto Théodore Reinach. Da non perdere la passeggiata costiera da Beaulieu a Saint-Jean-Cap-Ferrat che abbraccia la costa e offre panorami favolosi. Per una notte da sogno a Beaulieu, proporrei l'hotel La Réserve, collocato in una splendida cornice a picco sul mare

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