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Il collezionismo sviluppa dinamismo a cavallo fra imprenditoria e creatività

Sette musei, dalla preistoria al contemporaneo. Così l'ingegnere spagnolo, fondatore di un'associazione di collezionisti privati, supporta e riscopre talenti.

di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Un ritratto di Jaime Sordo.

4' di lettura

Ingegnere, uomo d'affari e collezionista, Jaime Sordo è un convinto sostenitore dell'importanza dello scambio e della riflessione condivisa tra i protagonisti del mondo dell'arte contemporanea. Per questo, nel 2012, ha dato vita a 9915, un'associazione di collezionisti privati pensata per valorizzare il loro ruolo, incoraggiando la pratica collezionistica in Spagna e nel mondo. Attraverso la Colección Los Bragales, Jaime Sordo sostiene una visione imprenditoriale associata all'impegno nella promozione dell'arte contemporanea e degli artisti spagnoli. Lo incontro all'Università Internazionale di Santander, dove sono stata invitata a tenere un seminario. Con grande emozione e orgoglio, mi racconta del riconoscimento di collezionista dell'anno, ricevuto nel 2013 dall'Instituto de Arte Contemporáneo e ripensa a quando, ancora studente all'università, ha acquistato la sua prima opera.

 

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QUAL È STATA LA SUA PRIMA ACQUISIZIONE? E L'ULTIMA?

Quando studiavo ingegneria, nel 1968, ho acquistato un dipinto di Pepa Osorio e, lo scorso settembre, uno di Néstor del Barrio.

 

COME SI PUÒ AVVIARE UNA COLLEZIONE D'ARTE?

Visitate i musei, le mostre, le gallerie e le fiere d'arte. Come sempre, la scelta dipende anche dal vostro potere d'acquisto. Ai giovani collezionisti con risorse limitate, suggerisco di iniziare comprando lavori su carta o a stampa, ma sempre di artisti riconosciuti e presenti sul mercato.

“Last Riot 2, The cisterns” (2007), di AES+F, stampa digitale su tela.

 

COME TI IMPEGNI PER DARE RISALTO ALLA COLLEZIONE? 
Cerco di renderla molto visibile e presente in occasioni sociali ed eventi pubblici. Lavoro quotidianamente per la sua diffusione anche attraverso l'associazione di collezionisti 9915 con la quale partecipiamo a conferenze, fiere e convegni. Dal 2009 la collezione viene mostrata regolarmente, con un programma espositivo che costruiamo di anno in anno.

 

COME SCEGLI LE TUE OPERE? TI APPOGGI A UN CURATORE O A UN ART ADVISOR?

Non ho un consulente, ma ho molti amici collezionisti con cui amo discutere delle ricerche e delle pratiche di artisti che apprezziamo. Mi tengo costantemente informato attraverso i media specializzati e soprattutto visitando le mostre nei centri d'arte e nelle gallerie. Penso che avere un contatto diretto e personale con questi contesti sia fondamentale.

“O abraço / The hug” (2007), fotografia di Helena Almeida.

 

PREFERISCI ACQUISTARE O COMMISSIONARE OPERE? DOVE LE COMPRI SOLITAMENTE?

Di solito acquisto opere di un artista dopo averne seguito il lavoro e dopo aver consolidato un rapporto con le sue gallerie. Il 99 per cento dei miei acquisti avviene in galleria, eccetto che in occasione delle borse di studio annuali per giovani artisti che sponsorizzo in collaborazione con il Laboral Centro de Arte di Gijón; queste acquisizioni vengono decise da un'apposita giuria.

 

RITIENI CHE IL WEB SIA UNO STRUMENTO UTILE PER TENERSI AGGIORNATI SULLE ULTIME TENDENZE?

Sì, senza dubbio il web e tutti i media digitali sono utili per reperire informazioni, scoprire le opere, conoscere il curriculum degli artisti e seguire la diffusione del loro lavoro su scala globale, attraverso le loro gallerie e le mostre. Artnet, per esempio, raccoglie dati importanti e dettagliati sull'evoluzione delle carriere degli artisti nel tempo.

The rapto of democracy” (2009), di Fabián Marcaccio, tecnica mista su tela.

 

ARTISTI EMERGENTI DA SEGUIRE CON ATTENZIONE E ARTISTI DIMENTICATI DA RISCOPRIRE.

Tra gli emergenti che ho acquisito di recente vorrei menzionare Manuel H. Romero, Néstor del Barrio e Manuel Minch. Condivido la riscoperta di artisti spagnoli degli anni Ottanta: penso in particolare a Broto, Sicilia, Baldeweg, Lamas, Albacete, Sevilla, Franco e tanti altri di quella generazione.

 

QUAL È OGGI LA SITUAZIONE DEL COLLEZIONISMO PUBBLICO E PRIVATO IN SPAGNA?

Dopo il fallimento di Lehman Brothers nel 2008, le raccolte pubbliche delle istituzioni spagnole hanno vissuto un momento di stasi e non hanno effettuato acquisti significativi. Il Museo Reina Sofía e la Comunidad di Madrid hanno acquisito alcune opere, ma le altre comunità autonome praticamente nulla. Nel privato, sono le fondazioni come Santander, Botín, Caixa, Tabacalera a

determinare il dinamismo nel settore artistico, insieme al collezionismo privato, più legato a singole storie personali, come nel caso della Fondazione da te guidata, che nel 2017 ha costituito la Fundación Sandretto Re Rebaudengo Madrid. Queste forme di collezionismo sono rappresentate dall'associazione 9915, di cui sono presidente.

“Soñé que revelabas XV” (2002), di Juan Uslé, dispersione vinilica e pigmento secco su tela.

 

PARLAMI DI PIÙ DELLA TUA COLLEZIONE E DELL'ASSOCIAZIONE 9915, DEI PROGETTI RECENTI E DI QUELLI FUTURI.

La Collezione Los Bragales è attiva da 45 anni. È nata negli anni Settanta, con acquisizioni di opere della Scuola di Parigi e di artisti dell'Informale, e ha debuttato nel mondo dell'arte contemporanea con l'edizione della fiera ARCO del 1992. In quell'occasione abbiamo acquisito dipinti degli anni Ottanta. Successivamente, tra Basilea, Frieze e ARCO, abbiamo iniziato a includere fotografia, video e installazioni. Attualmente la collezione conta circa 420 pezzi di artisti spagnoli e internazionali. L'associazione 9915 è stata costituita nel 2012 ed è composta da 90 collezionisti, tra membri effettivi, sostenitori e collaboratori. Teniamo i nostri soci costantemente aggiornati e condividiamo mensilmente con loro informazioni legali e fiscali. Abbiamo organizzato nove corsi presso la UIMP, la Universidad Internacional Menéndez Pelayo di Santander (due dei quali proprio con la partecipazione di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo). Abbiamo incentrato le nostre riflessioni sul collezionismo, sugli attori del settore e sul mercato. Negli anni, abbiamo garantito tre borse di studio per artisti spagnoli in residenze all'estero e realizzato sette mostre di opere di proprietà dei soci e diverse visite e conferenze durante tutto l'anno. Riconosciamo l'importanza della comunicazione e delle relazioni tra i membri, che costruiscono occasioni di riflessione e scambio di conoscenze.

“Senza titolo” (2007), di Günther Förg, olio su tela.

 

SANTANDER È IN CONTINUA EVOLUZIONE. CHE COSA SI PROSPETTA PER GLI ANNI A VENIRE?

È una città con importanti realtà museali, come il Centro Botín e la sala ENAIRE, e nei prossimi due anni vivrà un'esplosione d musei e centri d'arte come il Reina Sofía- Archivo Lafuente, il nuovo Espacio Pereda del Banco Santander, il restauro del Museo di Belle Arti (MAS) e il nuovo Museo di Preistoria MUPAC. Ci saranno ben sette realtà museali dedicate all'arte moderna, contemporanea e preistorica. C'è poco da aggiungere sulla bellezza paesaggistica di Santander con le sue spiagge e le sue passeggiate. Anche la gastronomia è davvero eccellente; la città vanta cinque ristoranti stellati Michelin. Per concludere, consiglierei di visitare Santillana del Mar, Laredo, San Vicente de la Barquera e Potes, con i suoi Picos de Europa.

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