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Il colosso dell’immobiliare China Fortune ha dichiarato il default

Schiacciato da 813,5 milioni di dollari di debiti in scadenza la società di Shanghai si arrende e accusa il colpo dei vincoli imposti dalla Banca centrale

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Il gigante dell’immobiliare China Fortune crolla sotto il peso di 5.3 miliardi di yuan di debito, pari a 813,5 milioni di dollari, é il primo grande default nel settore considerato tra i più a rischio nell’ambito dell’economia cinese. A inizio anno la Banca centrale ha introdotto, infatti, un meccanismo per limitare al 40% il tetto dei prestiti delle banche statali al settore immobiliare. Il default di China Fortune rappresenta un chiaro esempio di come la regolamentazione del settore possa determinare il destino di aziende indebitate.

China Fortune e le sue sussidiarie sono andate in default per miliardi di yuan di debiti in scadenza e proprio mentre la società lottava per raccogliere il denaro sufficiente a fronteggiare un contesto difficile dal punto di vista della sostenibilità finanziaria.

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La società quotata a Shanghai ha dichiarato di non essere riuscita a pagare 5,3 miliardi di yuan (813,5 milioni di dollari) di capitale e interessi sui debiti che includono prestiti bancari e fiduciari, non obbligazioni, dunque, secondo una dichiarazione rilasciata dalla stessa società.

Le motivazioni del default

China Fortune ha dichiarato di non essere in grado di trovare i soldi per far fronte ai pagamenti del debito a causa delle attuali condizioni economiche e del settore, insieme all'impatto dell'epidemia di Covid-19.

La società ha anche rivelato che stava cercando di raccogliere fondi ma che non è riuscita nell’intento. Il contesto macroeconomico, del settore industriale e del credito, in effetti, non sono i migliori. Soprattutto la capacità di spesa dei cinesi è penalizzata da una bassa crescita dei salari e dallo yuan forte, ma anche i tassi di interesse che in Cina non sono negativi.

Dal quarto trimestre del 2020, la società deve rimborsare il capitale e gli interessi del finanziamento a 55,9 miliardi di yuan alla scadenza, escluso il supporto dei principali azionisti. Il flusso di cassa netto del finanziamento è stato di -37,1 miliardi di yuan e la liquidità dell'azienda è stata temporaneamente stretto, con conseguente alcuni debiti che non sono stati rimborsati nei tempi previsti.

La mossa della Banca centrale

Agli inizi del 2021 è arrivata la mossa della Banca centrale e per le quattro grandi banche statali cinesi, con in più la China Development Bank, la Bank of Communications e la Postal Savings Bank of China, non c’è stato scampo: il rapporto tra prestiti immobiliari in essere e prestiti totali sarà limitato al 40%, come pure i mutui in essere in proporzione ai prestiti totali dovranno essere limitati al 32,5%. La China Banking and Insurance Regulatory Commission ancora una volta ha mosso in direzione di una pulizia straordinaria dei debiti accumulati sul mercato.

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