DEONTOLOGIA PROFESSIONALE

Il commercialista deve restituire i documenti elaborati per conto del cliente

di Nicola Cavalluzzo


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2' di lettura

Il divieto di ritenzione di cui all’articolo 2235 del Codice civile riguarda sia i documenti ricevuti dal professionista sia quelli elaborati dal medesimo professionista in nome e per conto del cliente in adempimento all’incarico professionale conferitogli.

Lo ribadisce il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec) con una nota del 29 agosto scorso, in risposta a un quesito formulato da un Ordine locale che, avendo ricevuto una segnalazione a carico di un iscritto per l’omessa consegna di documenti, ha richiesto un chiarimento sul significato da attribuire alla frase «documentazione ricevuta dal cliente per l’espletamento del mandato» contenuta nell’articolo 23, comma 5 del Codice deontologico della professione.

La risposta del Cndcec del 29 agosto 2019

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Il Cndcec ricorda, innanzitutto, che il servizio di risposta ai quesiti «è diretto a chiarire esclusivamente questioni di carattere generale» e non può entrare in merito a situazioni di rilevanza disciplinare di esclusiva spettanza del Consiglio di disciplina. Ciò precisato, la risposta del Cndcec chiarisce che il diritto di ritenzione, pure disciplinato dal citato articolo 2235, è limitato ai soli documenti utili a dimostrare l’opera svolta e costituisce un’eccezione rispetto alla regola della restituzione che «riguarda non solo i documenti consegnati all’iscritto dal cliente ma anche quelli predisposti dal professionista in nome e per conto del cliente in forza dell’incarico professionale (ad esempio dichiarazioni fiscali, libri contabili) nonché quelli ricevuti da terzi per conto del cliente (ad esempio dalla pubblica amministrazione, dalla controparte nell’ambito di un contenzioso tributario)».

In parole povere, le uniche carte che il professionista iscritto non è obbligato a consegnare sono quelle su cui potrebbe far valere il proprio diritto alla tutela della proprietà intellettuale (quali appunti di lavoro, bozze di pareri o di atti) e che costituiscono documentazione interna a supporto di quanto fatto in adempimento dell’incarico.

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