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Il commercio globale rialza la testa: chi traina la ripresa

A gennaio 2021 i volumi delle esportazioni hanno recuperato i livelli pre-pandemia dopo un crollo in primavera che aveva ridotto del -15% le variazioni dei volumi a 12 mesi

di Marcello Minenna

Export mai cosi' male da 11 anni, calo del 9,9%

A gennaio 2021 i volumi delle esportazioni hanno recuperato i livelli pre-pandemia dopo un crollo in primavera che aveva ridotto del -15% le variazioni dei volumi a 12 mesi


3' di lettura

Si vede una luce in fondo al tunnel per il commercio internazionale. A gennaio 2021 i volumi delle esportazioni hanno recuperato i livelli pre-pandemia dopo un crollo in primavera che aveva ridotto del -15% le variazioni dei volumi a 12 mesi.
In termini assoluti lo shock pandemico del 2020 non è stato il peggiore. La crisi finanziaria del 2008-2009 ha inflitto danni più gravi e prolungati all'economia mondiale, con un declino del -20% dei volumi esportati nel momento di picco ed un ritorno più lento alla crescita (9 mesi invece che 6).

Nel 2009 tutte le principali economie subirono un calo sostanzialmente simmetrico, se misurato in proporzione al Pil. Il crollo del 2020 è stato invece asimmetrico perché connesso con la diffusione geografica del virus, l'impatto sui sistemi sanitari e l'intensità dei provvedimenti restrittivi messi in atto dai governi.

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ANDAMENTO DEI VOLUMI DELLE ESPORTAZIONI

Variazioni a 12 mesi % rolling - media mobile a 3 mesi

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Di conseguenza i Paesi che hanno avuto più successo nel contenimento del virus hanno invertito il trend più in fretta ed ora guidano la ripresa delle esportazioni. In primis c'è la Cina, seguita dal blocco dei Paesi sud-asiatici e da Australia e Nuova Zelanda. In tutti i casi, il buon andamento delle esportazioni è correlato con un miglior andamento della produzione industriale, del PIL e dell'occupazione, a confermare la natura export-driven di questo scorcio di ripresa globale.

EUROZONA - ANDAMENTO DEL VOLUME DELLE ESPORTAZIONI

Variazione % 12 mesi - media mobile a 3 mesi

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In Cina si cominciano finalmente a registrare spill-over positivi sui consumi domestici, soprattutto di beni durevoli come le automobili. L'ottima performance dell'economia cinese ha permesso al governo di ridurre paradossalmente gli stimoli fiscale e monetario, mantenendo la crescita del rapporto Debito/Pil ai livelli più bassi al mondo.

Per l'area Euro, nonostante la situazione di sostanziale lockdown, la situazione appare migliore del previsto. La variazione percentuale a 12 mesi dei volumi esportati è finalmente tornata a gennaio 2021 intorno allo 0% dopo 15 mesi di declino. Un dato non brillante, ma da valutare in una prospettiva temporale più ampia.

EUROZONA - ANDAMENTO DEI VOLUMI DELLE ESPORTAZIONI

Variazione % 12 mesi - media mobile 3 mesi

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Infatti per le economie europee lo shock pandemico è stato notevolmente più accentuato rispetto al calo del 2008-2009, raggiungendo un picco negativo sui 12 mesi del -23,5%. Inoltre il recupero nella seconda metà dell'anno ha subìto uno stop significativo a partire da novembre con il nuovo round di restrizioni all'attività economica.

La recrudescenza della pandemia nel vecchio continente ha ovviamente danneggiato maggiormente le esportazioni verso gli altri Paesi europei, che corrispondono a circa il 40% dei volumi totali. Non ne hanno risentito invece le esportazioni verso la Cina che ad oggi sono l'unica voce in crescita in termini di variazioni annuali.

EUROZONA - ANDAMENTO DEL VOLUME DELLE ESPORTAZIONI

Variazione % 12 mesi - media mobile 3 mesi

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All'interno delle singole macro-aree geografiche ci sono sorprese: spiccano in positivo le esportazioni verso la Polonia, e la Turchia tornate in crescita tendenziale da alcuni mesi. L'economia turca è risultata tra le più dinamiche nel terzo trimestre 2020 (+6,7%), incentivata dal costo del credito al netto dell'inflazione più basso del mondo.

Cosa ci aspetta nel prossimo futuro? I dati flash sul PIL dell'area Euro nel quarto trimestre 2020 (Eurozona -0,8%, Italia -2%) mostrano come la tenuta dell'export abbia ridotto l'impatto negativo dei lockdowns. Il dato italiano infatti è tra i peggiori insieme a quello francese (-1,3%) per via del contributo negativo della componente estera netta, che è positivo invece per Germania e Repubbliche baltiche. In prospettiva le esportazioni continueranno ad avere un ruolo fondamentale nella limitazione del danno anche nel primo trimestre 2021.

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