TRASPORTO

Il commercio online spinge la crescita dei furgoni alla spina

La logistica ecosostenibile

di N.Des.

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Il nuovo Ford Tourneo Custom Plug-in Hybrid con trazione elettrica e batterie ricaricate da un motore temico

La logistica ecosostenibile


3' di lettura

Logistica, e-commerce ed ultimo miglio. Un trinomio alquanto complesso che rende l’elettrificazione dei veicoli commerciali la soluzione migliore, più che per le normali automobili, per supportare la crescita dei nuovi comportamenti di acquisto, sostenere l’immagine aziendale ed evitare i crescenti limiti alla circolazione. In molti casi se ne sono accorti prima i grandi operatori del settore che, non trovando mezzi adatti alle loro esigenze, se li sono fatti fare su misura. I casi più eclatanti sono lo StreetScooter di Dhl Deutsche Post e i 100mila furgoni da consegnare ad Amazon entro il 2030 commissionati alla Rivian, una start-up dove Jeff Bezos ha messo 500 milioni di dollari e 700 milioni la Ford.

Il panorama tuttavia è in rapida evoluzione e i costruttori stanno arrivando in massa con le loro novità per affrontare un mercato la cui massa critica sta crescendo costantemente e, stando alle previsioni del rapporto Bloomberg Nef, sarà elettrico per il 56% entro il 2040 mentre prima del 2030 ci sarà la parità dei costi operativi tra i furgoni elettrici e quelli con motore a scoppio.

I primi a partire sono stati indubbiamente Nissan e Renault: i primi con l’e-NV200, che utilizza le componenti fondamentali della Leaf (batteria da 40 kWh compresa) per un’autonomia di 200 km (Wltp); gli alleati francesi con una gamma che vede come ultimo arrivato il Master ZE, disponibile con numerose configurazioni, e come antesignano il Kangoo ZE che ha 230 km di autonomia e offre anche la batteria a noleggio, una soluzione che abbassa i costi di accesso e rende flessibile quello della componente più onerosa.

Nissan e-NV200, full electric che prende le sembianze di un monovolume o di un furgone

Per i due Lcv francesi sono pronte anche le versioni a idrogeno che, se devono fare i conti con carenze infrastrutturali ancora maggiori per il rifornimento, promettono però vantaggi indubbi: fare il pieno in 5-10 minuti ed un’autonomia fino a 3 volte superiore rispetto alle rispettive varianti a batteria. In prospettiva, appaiono più adatti ai lunghi trasferimenti piuttosto che al fatidico ultimo miglio. Ford vuole offrire il ventaglio più ampio per le soluzioni di elettrificazione. Il più basso è il mild hybrid a 48 volt per il diesel 2 litri da 130 cv e 170 cv che permette consumi ed emissioni inferiori dell’8-10% ed è disponibile sia per il Transit Custom e il Tourneo Custom sia per il Transit.

Quest’ultimo avrà presto la variante elettrica mentre gli altri due sono stati già lanciati con l’ibrido plug-in serie: il motore di trazione è un elettrico da 92,9 kW e la batteria da 13,6 kWh è dichiarata per 56 km di autonomia, dopodiché entra in azione il mille 3 cilindri ad alimentarla estendendo il raggio d’azione a 500 km e limitando le emissioni di CO2 a 60 g/km. La soluzione è un unicum nel panorama delle scelte possibili e sarà curioso vedere se ci sarà un travaso di queste piattaforme verso Volkswagen.

Il nuovo alleato nel frattempo ha messo in listino l’e-Crafter dotato di un motore da 100 kW, 160 km di autonomia e velocità massima di 90 km/h, in attesa del modello di serie dell’ID. Buzz, atteso per il 2022 e basato sulla piattaforma Meb condivisa con la ID.3. Strategia tutta elettrica anche per Mercedes, ma più differenziata per il trasporto merci e passeggeri. Per le prime c’è l’eVito con motore da 84 kW e batteria da 41,4 kWh e 150 km di autonomia: il guidatore può ottimizzarla impostando la velocità massima a 80 o a 120 km/h. Per i secondi a breve ci sarà l’Eqv, versione elettrica del famoso vip shuttle: promette 405 km di autonomia con la sua batteria da 90 kWh e raggiunge 170 km/h.

Grande attesa c’è per il Ducato: il primo Fiat Professional arriverà nel corso del 2020, avrà motore da 90 kW e batterie di varia taglia per autonomie comprese tra 220 e 360 km (Nedc). Anche gli omologhi Peugeot Boxer e Citroen Jumpy seguiranno. E mentre la fusione con Psa potrebbe riservare altre sorprese, i francesi intanto hanno in programma di partire con i loro modelli di gamma media. Peugeot Expert, Citroen Jumpy, Opel Vivaro e anche Toyota Proace avranno nel 2020 una versione con batteria da 50 kWh e 200 km di autonomia e una da 75 kWh e 300 km. Nel 2021 sarà invece il turno rispettivamente di Partner, Berlingo, Combo Cargo e Proace City.

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