tracciamento contatti covid

Il complotto (che non c’è) di Google e Apple che ci spiano senza consenso

Nei telefonini Android è apparsa la funzione per il tracciamento dei contatti da Covid-19. Qualcuno ha subito gridato al complotto che non c’è

di Luca Tremolada

Privacy, tracciamento e volontarietà: ecco la app “Immuni”

Nei telefonini Android è apparsa la funzione per il tracciamento dei contatti da Covid-19. Qualcuno ha subito gridato al complotto che non c’è


3' di lettura

Mai mettersi nelle testa di un complottista, perché non sai come potresti uscirne. In questi giorni e peraltro a pochi giorni dal lancio di Immuni, l'arcinota app di tracciamento dei contatti che dovrebbe finalmente essere pronta per l'inizio di giugno, sono comparsi in rete messaggi a dir poco allarmisti su una presunta invasione della privacy a opera di Google. La forma è quella della catena di Sant'Antonio, e sta girando su Facebook e Whatsapp.

Il testo recita: «Comunicazione di servizio. Attenzione. Non so se qualcuno se ne è accorto, ma hanno inserito l'applicazione Covid 19 sui dispositivi Android senza alcun consenso. Chi ha Android può verificare per conto suo. Andate su impostazioni, fate scorrere e arrivate alla voce Google. Impostazioni Google. Apritela, la prima voce servizi indica: notifiche di esposizione al Covid 19. Attenzione. Evitate di usare geolocalizzazione, bluetooth e WiFi se possibile». Esistono anche altre versioni. Ma come tutti i complotti hanno all'interno contenuti verosimili.

Di veritiero in questa vicenda c'è il fatto che sì, nelle impostazioni di Google, in effetti, è recentemente apparsa una sezione dedicata alle notifiche di esposizione al Covid-19. Aggiungiamo per rendere ancora più spaventoso il “complotto” che una novità di questo tipo accadrà anche sui telefonini Apple. Ma no, non è un assalto alla nostra privacy e non sta avvenendo senza alcun consenso.

Gapple, cioè Google e Apple
È dal 10 aprile che sappiamo dell'alleanza (inedita senza dubbio ma non inesplicabile) tra Apple e Google per fornire una piattaforma di tracciamento del Covid-19 da mettere a disposizione delle autorità sanitarie per realizzare app nazionali. Si scrive e si parla di Immini, l'app italiana realizzata da Bending Spoons, quasi ininterrottamente da oltre due mesi. Peraltro, se stiamo su Immuni, sono stati espressi in radio, tv e su carta dubbi e perplessità sulla gestione di questa operazione fin dalla convocazione della task force di 74 membri. Di tutti i grandi e più oscuri misteri della tecnologia il digital contact tracing è di sicuro quello più illuminato dai fari dei media. Ora, è sempre bene non dare mai nulla per scontato perché quando a muoversi sono le grandi piattaforme il pensiero automatico va all'impero del male, Dart Fener e il Grande Fratello. Sospettare è sempre lecito ma occorre approfondire e studiare.

Per esempio, perché Apple e Google si occupano di Covid-19? Perché “controllano” più di due miliardi di smartphone. Appoggiarsi alla loro tecnologia, oltre che essere comodo anche sotto il profilo della sicurezz,a è anche efficace in termini di progettazione delle app. Poi è stato scelto un sistema decentralizzato rispetto della privacy. Perché sono “entrati” nel nostro smartphone? Perché il sistema operativo di uno smartphone è un software che ciclicamente va aggiornano. E’ come fare il tagliando dell’auto. Loro gestiscono il sistema, si può decidere di non fare aggiornamenti ma si rischia che poi non funzionino più le app e i servizi. In ogni caso, i due colossi settimana scorsa hanno reso disponibile le loro API (il loro sistema ndr) a tutti. E quindi con un aggiornamento hanno reso disponibile questa tecnologia su tutti i telefoni.

Cosa fare?
Quindi, se lo avete fatto, se avete aggiornato lo smartphone, potrete trovare sia su iPhone che su dispositivi Android le indicazioni del nuovo sistema che non vanno disintallate o disattivate perché servono a chi sviluppa l'applicazione. Per dirlo in altro modo, non serve spegnere bluetooth e Wi-Fi, chiudersi dentro una caverna e sfuggire come nel film Nemico Pubblico dai radar di chi ci vuole tracciare. La tecnologia non usa i nostri dati dai sistemi di geolocalizzazione. Non solo: se non si scarica l'app Immuni il sistema non funziona. Come si legge nelle linee guida e nei documenti tecnici pubblicati e analizzati fino a oggi saranno gli utenti a scegliere se attivare o meno questa soluzione. Quindi servirà il consenso. La tecnologia non registra la nostra posizione, non consente la condivisione dei dati con altri utenti o con Apple e Google. Potremo decidere se installare l'app e in che modo autorizzarne il funzionamento. In altre parole, sarà l'utente decidere cosa dire e con chi.

Complotti non ce ne sono
Ci sono invece dubbi sull'efficacia di queste applicazioni . Sono state avanzate perplessità sulla scelta di Bending Spoons per la presenza nel suo azionariato di importanti famiglie e gruppi di potere. Ma almeno sul fronte tecnologico complotti non se ne vedono. Un pezzo del codice dell'app è pubblicato su Github e può essere analizzato da tutti gli sviluppatori che hanno tempo e voglia. Non c'è ancora tutto il codice. E il fatto che sia aperto non esclude la presenza di vulnerabilità o la possibilità di hacking dell’app. La sicurezza insomma sarà il vero tema. Non il complotto.

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