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Ghiaccio su strada: Il Comune paga per la morte dell’automobilista

Per la Cassazione l’ente locale che non fa una manutenzione risarcisce i congiunti per i danni non patrimoniali. Anche se c’è concorso di colpa

di Patrizia Maciocchi

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Per la Cassazione l’ente locale che non fa una manutenzione risarcisce i congiunti per i danni non patrimoniali. Anche se c’è concorso di colpa


2' di lettura

Il Comune che, malgrado la temperatura sotto zero, non fa passare regolarmente lo spargisale, deve risarcire i parenti dell’automobilista morta dopo essere finita fuoristrada a causa del ghiaccio. Il concorso di colpa del comune, considerato responsabile al 50%, scatta anche se la vittima teneva una velocità troppo elevata rispetto alle condizioni atmosferiche. Né l’ente locale può usare come argomenti a sua discolpa l’estensione del territorio e la collocazione della strada fuori dal centro abitato.

La sentenza

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La velocità non adeguata non esclude la colpa del comune

La Corte di cassazione (sentenza 18079) ha respinto il ricorso di un comune del mantovano, contro il verdetto che affermava la sua corresponsabilità nell’incidente mortale condannandolo a risarcire i danni non patrimoniali in favore del marito, dei figli, della madre e delle sorelle dell’automobilista. Ad avviso della difesa la responsabilità dell’incidente doveva essere attribuita interamente alla vittima alla quale i giudici di merito avevano attribuito la violazione dell’articolo 141 del Codice della strada, a causa della velocità non adeguata in presenza di rischio ghiaccio su una strada che l’automobilista conosceva molto bene.

Non conta l’estensione del territorio

Per i giudici però la corresponsabilità non basta per escludere la colpa del comune per il difetto di manutenzione, rispetto a un evento prevedibile. In sede di merito era stato, infatti, accertato che nel tratto in cui l’auto era uscita di strada lo spargisale era passato ben 10 giorni prima del sinistro, malgrado le temperature fossero rimaste costantemente sotto lo zero. La Suprema corte bolla come eccentrica la tesi difensiva sull’estensione della strada comunale e sulla sua posizione decentrata. Elementi che non incidono sul dovere di custodia che il comune era tenuto a osservare. La formazione del ghiaccio non si può, infatti, attribuire al caso fortuito. Per i giudici è «un fenomeno non dotato dei caratteri di imprevedibilità e repentinità tali da rendere impossibile farvi fronte con tempestività».

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