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il conflitto russo-ucraino non frena l’export

di Barbara Ganz

2' di lettura

I numeri relativi allo scambio commerciale con l’estero mostrano una maggiore tenuta delle regioni del Nord-Est (Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia) rispetto a quanto rilevato a livello nazionale, soprattutto per quanto riguarda i paesi coinvolti nel conflitto russo-ucraino. Come è ben noto, in questa fase storica i flussi di commercio estero sono fortemente influenzati dall’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia che hanno contribuito ad un significativo innalzamento delle importazioni (+44,4%) con conseguente saldo commerciale nazionale negativo nella prima metà del 2022, nonostante un aumento del valore delle esportazioni del +22,5%. Anche nelle regioni del Nord-Est, i primi sei mesi dell’anno sono stati caratterizzati da un incremento dell’import (+41,8%, corrispondente ad un incremento di 14,1 miliardi di euro) maggiore di quello dell'export (+21,0%; +9,9 miliardi di euro). I contributi maggiori alla crescita arrivano dal Friuli-Venezia Giulia (export: +44,1%; import: +30,8%), anche se in termini assoluti il Veneto è la regione più importante per l’interscambio con l’estero, con 40,7 miliardi di euro di valore esportato nel primo semestre 2022 (il 71% del Nord Est) e 36 miliardi di euro di valore importato (il 75%). La crescita più sostenuta delle importazioni rispetto alle esportazioni ha generato un avanzo commerciale che si attesta a 9,2 miliardi (era pari a 13,4 miliardi nell’analogo periodo del 2021). Per il Nord-Est il principale partner commerciale è la Germania, verso cui si segnala un aumento dell’export in linea con la variazione nazionale (+17,7% vs +18,8%) accompagnato però da un aumento meno intenso dell’import (+18,4% vs +27,8%). Ne deriva un miglioramento dell’avanzo commerciale rispetto ai primi sei mesi del 2021 (da 864 a 944 milioni di euro). Il Veneto è la regione più attiva: dai suoi territori proviene il 56% dell'import verso a Germania e il 46% dell’export verso lo stesso paese. Dato l’attuale scenario economico e geopolitico, non può che peggiorare il saldo commerciale verso i paesi coinvolti nel conflitto russo-ucraino: il disavanzo è pari a -555 milioni di euro nella prima metà del 2022 ed era pari a -132 milioni di euro nel primo semestre del 2021. Il valore delle esportazioni verso la Russia e l’Ucraina si riduce del -20,2% (a fronte del +22,0% medio nazionale); le esportazioni subiscono una battuta d’arresto in tutte le regioni del Nord-Est: del -25,0% in Trentino-Alto Adige, del -18,0% in Veneto e del -31,0% nel Friuli-Venezia Giulia. Di contro, le importazioni salgono del +20,2% (a fronte del +111,9% medio nazionale); si registra una crescita delle importazioni del +38,6% in Veneto e del +10,9% in Trentino-Alto Adige, ma una decrescita del -2,5% in Friuli-Venezia Giulia.

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