emergenza coronavirus

Il Coni al Governo: fermare lo sport fino al 3 aprile e sostenere il settore

Il presidente del Coni Giovanni Malagò e i presidenti federali chiedono al Governo un provvedimento per sospendere tutte le attività sportive e aiutare il settore economicamente

di Marco Bellinazzo

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(Ansa)

Il presidente del Coni Giovanni Malagò e i presidenti federali chiedono al Governo un provvedimento per sospendere tutte le attività sportive e aiutare il settore economicamente


2' di lettura

Coni e Federazioni chiedono al Governo di fermare tutto lo sport italiano fino al 3 aprile. Il presidente del Comitato olimpico Giovanni Malagò e i presidenti federali riuniti a Roma al Foro Italico hanno sospeso tutte le attività sportive a ogni livello, ma hanno anche chiesto «al Governo di emanare un apposito Dpcm che possa superare quello attuale in corso di validità». Malagò è stato delegato a informare il premier Giuseppe Conte e il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora.

L’emergenza
Malagò ha convocato i vertivi delle federazioni degli sport di squadra per
affrontare l’emergenza coronavirus, «un’emergenza per il Paese e
per lo sport che non ha precedenti nella storia». Molti sono intervenuti via Skype, e al termine della discussione è stato stabilito all’unanimità che «tutte le decisioni prese dalle singole federazioni sono da considerarsi corrette e nel pieno rispetto delle norme e delle leggi emanate e attualmente in vigore», ma anche che «tutte le attività sportive ad ogni
livello siano sospese fino al 3 aprile prossimo». Per ottemperare a questa
decisione, però, «viene richiesto al governo di emanare un apposito DPCM che possa superare quello attuale in corso di validità».

Il sostegno economico
I vertici dello sport italiano hanno inoltre deciso di «chiedere alle Regioni, pur nel rispetto dell’autonomia costituzionale, di uniformare» le singole ordinanze alle decisioni del governo. All’Esecutivo, lo sport italiano chiede inoltre di «inserire anche il comparto sport, sia professionistico sia dilettantistico, nell’annunciato piano di sostegno economico» per compensare «disagi ed emergenze che lo sport italiano ha affrontato finora con responsabilità e senso del dovere, rinunciando in alcuni casi particolari allo svolgimento della regolare attività senza possibilità di recupero nelle prossime settimane a causa di specifiche temporalità delle manifestazioni».

Le competizioni internazionali
Il Coni sottolinea inoltre che «le competizioni a carattere internazionale, sia per i club sia per le nazionali» non rientrano nella sua «disponibilità giurisdizionale e che quindi non possono essere regolate dalle decisioni prese». «Il Coni - conclude la nota - da giorni sta sostenendo e continuerà
a sostenere le singole Federazioni in tutte le iniziative che intenderanno intraprendere con le rispettive organizzazioni internazionali (europee e mondiali) al fine di armonizzare i calendari e gli eventi anche in vista delle prossime scadenze legate alle qualificazioni olimpiche».

Calcio: la Serie D si ferma
Intanto, in attesa di capire la posizione che assumeranno Figc e Leghe professionistiche nella riunione straordinario di martedì 10 marzo, la Serie D si ferma fino al 3 aprile su decisione del consiglio direttivo della lega nazionale dilettanti (Lnd). «L’obiettivo primario è la tutela della salute di tutti coloro che sono impegnati nelle nostre attività», ha sottolineato il presidente della Lega, Cosimo Sibilia. Il campionato, sottolinea in una nota la LND, è stato fermato «tenuto conto di quanto previsto dal decreto» dell’8 marzo, rilevato che appare opportuno tener conto delle raccomandazioni fornite dall’Istituto Superiore di Sanità sulla necessità di adottare comportamenti tesi a limitare le occasioni di eventuale contagio, mantenendo tra l'altro una distanza di almeno un metro».

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