PIù QUALITà PER IL MERCATO ESTERO

Il consorzio del Chianti cambia il disciplinare per il top di gamma “Gran Selezione”

L’iter per la modifica durerà 2 anni, il vino sarà invecchiato 30 mesi. Il consorzio del Chianti Classico ha però già minacciato di voler bloccare l’operazione di riposizionamento

di Silvia Pieraccini


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(Agf)

2' di lettura

Il vino Chianti docg - la più grande denominazione della Toscana, e una delle più grandi d'Italia - imbocca la strada dell'innalzamento qualitativo per rispondere alle richieste dei mercati americano e orientale. Come? Inserendo una nuova categoria 'premium' - la Gran Selezione - inventata dai “cugini-nemici” della denominazione del Chianti Classico nel 2014.

«L'assemblea dei soci del consorzio Chianti ha approvato la proposta di modifica al disciplinare di produzione - afferma l'ente di tutela - che ha come parole d'ordine qualità e semplificazione. Con il nuovo disciplinare nasce il Chianti Gran Selezione, il top della qualità dei vini Chianti».

La rinuncia al fiasco per il top
Il Chianti Gran Selezione avrà una gradazione alcolica minima più elevata (13 gradi), e un invecchiamento di almeno 30 mesi. È vietato il fiasco, simbolo storico del Chianti ma ormai associato a un prodotto di qualità non troppo elevata. Il Chianti Gran Selezione potrà essere prodotto in tutto il territorio della denominazione (che abbraccia gran parte della Toscana), ma dovrà essere prodotto da vigne condotte direttamente, escludendo dunque l'acquisto di uva o da altre aziende «come prevede l'articolo 31 della legge 238/2016», precisa il consorzio.

Il lungo iter
Dopo l'assemblea dei soci Chianti (che ha votato le modifiche a otto articoli del disciplinare con percentuali favorevoli tra l'89 e il 99%) potrà iniziare l'iter di approvazione da parte di Regione Toscana, ministero dell'Agricoltura e commissione europea che si stima richiederà circa due anni. «Ma si chiederà che il provvedimento abbia efficacia retroattiva - spiega il direttore del consorzio, Marco Bani - per questo motivo, chi vorrà potrà iniziare già adesso a produrre Chianti con i criteri dettati per la Gran Selezione e immettere le prime bottiglie sul mercato nell'arco di tre anni».


«Abbiamo innalzato la gradazione e introdotto una grande novità come la Gran Selezione per aumentare la competitività dei nostri prodotti su mercati strategici come quello cinese e americano - dice il presidente del consorzio, Giovanni Busi -. Adesso attendiamo il prima possibile l'avvio dell'iter delle autorizzazioni ministeriali e comunitarie. Siamo certi che questa revisione darà una ulteriore spinta al successo commerciale dei nostri vini, anche a livello internazionale».

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