FESTA DELLA PASTA

Il Consorzio della Pasta di Gragnano Igp aumenta la produzione e punta sulla tutela

Oltre 52mila tonnellate di pasta , di cui quasi il 38% destinate all'export, sono state prodotte nel 2018 nella Valle dei Mulini, caratterizzata da un peculiare microclima nella Penisola Sorrentina

di Maria Teresa Manuelli


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(Marka)

2' di lettura

Oltre 52mila tonnellate, di cui quasi il 38% destinate all'export, di Pasta di Gragnano Igp sono state prodotte nel 2018 nella Valle dei Mulini, caratterizzata da un peculiare microclima dovuto alla collocazione tra il mare e i monti Lattari, nella Penisola Sorrentina. E il 2019, che costituisce il primo anno di funzionamento del Consorzio come ente di tutela, segna anche un aumento di produzione presso i pastifici iscritti al sistema dei controlli del marchio e che rappresentano la quasi totalità della produzione.

Il punto della situazione è stato fatto in occasione della 19a Festa della Pasta di Gragnano, conclusa domenica 29 settembre. Sono state più di 15mila le presenze complessive della manifestazione, ben 6.400 piatti di pasta distribuiti nei punti di “Street Pasta” lungo via Roma, circa 2mila i visitatori per i pastifici aperti . Due giorni ricchi di eventi, arte e cultura, allo scopo di celebrare un prodotto con caratteristiche uniche al mondo che solo qui, in un'area di appena 15 kmq, si realizza e che vanta secoli di storia.

A Gragnano il primo distretto industriale
Nella Valle dei Mulini affondano, infatti, le radici della “Città della Pasta”: lungo il fiume Vernotico sorgevano decine di mulini, che diedero vita fin dal 1500 a uno dei primi “distretti industriali” dell'epoca. Il Consorzio di Tutela della Pasta di Gragnano Igp ha avviato da tempo il recupero dell'area, contribuendo al restauro nell'aprile del 2019 del seicentesco mulino “Porta di Castello di Sopra”, rimesso in funzione e reso visitabile.Tra le condizioni indispensabili nella lavorazione, la pura acqua sorgiva del luogo e la semola di grano duro, ingredienti che i gragnanesi sfruttano per la produzione di pasta fin dall'antichità: l'arte molitoria che ne è alle origini è documentata dall'epoca romana, ma è nel XVI secolo che nascono i primi pastifici a conduzione familiare.


Nel 1845 Ferdinando II di Borbone concede, infatti, ai Gragnanesi l'alto privilegio di fornire la Corte di tutte le paste lunghe. L'atto sancisce formalmente l'investitura di Gragnano a “Città della Pasta”, che a metà del XIX secolo impegna il 75% della popolazione nella lavorazione dei “maccheroni” con più di 100 pastifici.

Obiettivo: rafforzare la tutela all'estero
Oggi 14 pastifici aderiscono al consorzio, nato nel 2003. “Nel 2013 la Pasta di Gragnano ha ottenuto il marchio di Indicazione Geografica Protetta – dichiara la neo presidente Aurora Casillo –, particolarmente significativo perché costituisce il primo riconoscimento comunitario di qualità assegnato alla pasta in Italia e in Europa”. Il Consorzio ha raggiunto una nuova tappa il 18 gennaio 2019 con il riconoscimento ufficiale anche della funzione della Tutela, ai sensi dell'art. 14 della legge 526/1999, fornendo così un ulteriore strumento nell'azione di controllo sul rispetto del disciplinare che norma ogni aspetto produttivo.

Soprattutto all'estero, dove Europa e Stati Uniti rappresentano i principali mercati esteri (ma gli obiettivi dei produttori sono anche il mercato cinese e il Medio Oriente, regioni considerate come “opportunità di sviluppo”) e dove è più alto il rischio di concorrenza sleale con l'italian sounding.

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