auto usate

Il contachilometri «ringiovanito» si può già scoprire sul portale della Motorizzazione

di Maurizio Caprino

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Agf


2' di lettura

C’è un modo per capire se un’auto usata ha percorso più chilometri di quanti sono indicati sul cruscotto: consultare il Portale dell’automobilista. Qui si può cercare l’esito dell’ultima revisione effettuata, che spesso comprende anche il chilometraggio rilevato dall’operatore che ha svolto il test. Dunque, non sono vere le notizie circolate nelle ultime settimane, secondo cui questo tipo di verifica sarà possibile solo a breve, cioè col recepimento in Italia dell’ultima direttiva europea sulle revisioni (la 2014/45), che secondo la norma stessa deve avvenire entro il 20 maggio prossimo (e peraltro al momento non è nemmeno certo che questo termine sarà rispettato).

Il dato relativo al chilometraggio è disponibile ormai da sette anni: la circolare n. 29832/RU, emanata dalla direzione generale della Motorizzazione il 2 aprile 2010 per disciplinare il «Nuovo sistema revisioni» (sostanzialmente il “contenitore” informatico delle procedure attualmente seguite per i test), prevede che «sarà obbligatorio, nell’inserimento dell’esito della revisione, digitare un nuovo campo relativo ai chilometri percorsi dal veicolo al momento della revisione». Sul Portale (che è il mezzo con cui la Motorizzazione offre i suoi servizi che rende disponibili su internet), per rintracciare il dato, basta digitare la targa del veicolo per far apparire data ed esito dell’ultima revisione, corredati dal numero di chilometri letto quel giorno dall’addetto al controllo.

In questo modo, chi sta trattando l’acquisto di un’auto usata o ne ha già comprata una e sospetta che sia stata "schilometrata” può ricavare un elemento oggettivo per decidere o da contestare al venditore. Ma il sistema funziona solo a determinate condizioni:

- la vettura deve essere stata immatricolata per la prima volta da almeno quattro anni, perché la prima revisione va effettuata appunto dopo tale periodo (regole almeno parzialmente diverse valgono per gli esemplari che hanno circolato per la prima volta con targa estera, soprattutto se extra-Ue);

- l’eventuale manomissione del contachilometri deve essere avvenuta solo dopo l’ultima revisione (il che sostanzialmente implica che il precedente proprietario del mezzo fosse in buona fede e che il test non sia stato effettuato di recente da un’officina in qualche modo collegata al venditore);

- il dato sul chilometraggio deve essere stato davvero inserito nel sistema informatico della Motorizzazione (consultando il Portale, si scopre che per diverse auto e moto la percorrenza risulta zero, segno che vari addetti delle officine private autorizzate alle revisioni omettono di digitarla nel sistema, anche se è espressamente classificata come obbligatoria dalla circolare del 2010).

Per risolvere quest’ultimo problema, la Motorizzazione ha allo studio una modifica del sistema informatico con la quale la digitazione del chilometraggio si aggiungerebbe a quelle operazioni che, se non vengono effettuate, non consentono di completare la revisione.

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