cosmetica

Il contenitore è il fattore chiave del riuso

Le imprese aumentano gli investimenti nei nuovi materiali

di Marika Gervasio

Le imprese aumentano gli investimenti nei nuovi materiali


2' di lettura

Ecompact è un contenitore per makeup facilmente smontabile con due vantaggi: i suoi componenti possono essere separati e differenziati correttamente nei rifiuti e il fondello può essere sostituito permettendo quindi di riutilizzare il portatrucco. È stato progettato e realizzato da Lumson, azienda di Capergnanica, in provincia di Cremona, che progetta, sviluppa e produce sistemi di packaging primario per il mercato cosmetico e la farmaceutica, e ha recentemente vinto il Premio speciale nella sezione Ambiente al Best Packaging 2020 - Oscar dell’imballaggio. Ecompact fa inoltre parte di Specchio, uno dei progetti ammessi al finanziamento del bando «Fashiontech-progetti di ricerca & sviluppo per la moda sostenibile» indetto da Regione Lombardia a sostegno dell’economia circolare e dello sviluppo sostenibile.

Ridurre, riusare, riciclare e utilizzare materiali bio-based sono i fattori chiave nella strategia di sviluppo dell’azienda che ha adottato una serie di iniziative per ridurre l’impatto sull’ecosistema, dalla produzione fino al suo utilizzo da parte del consumatore finale. Questo significa che più di 300mila kw/H di energia sono ottenuti da pannelli fotovoltaici e il 30% dell'energia impiegata nei processi produttivi proviene da energia rinnovabile; il 90% della produzione di pack è ottenuta con materie prime riciclabili, l’85% degli scarti di produzione è rigenerato e impiegato in altri processi e il 70% degli articoli creati segue i principi di separazione e riciclabilità.

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Lumson non è l'unica azienda italiana a investire sulla sostenibilità. I casi sono numerosi. Come il gruppo Davines di Parma, società benefit e B Corp che produce e distribuisce prodotti professionali con i marchi Davines e Comfort Zone, nel 2019 ha raggiunto la carbon neutrality di tutte le sedi nel mondo. Ancora, nessun rifiuto generato dalla produzione e dagli uffici della sede principale del Davines Village a Parma viene portato in discarica perché tutti i rifiuti sono riciclati oppure recuperati tramite termovalorizzazione per la produzione di energia, e solo una minima parte residuale viene incenerita.

Da Parma a Bologna con l’approccio circolare di Oway, azienda che crea cosmetici professionali secondo l’approccio dell'agricosmetica con l’utilizzo di materie prime a km 0 provenienti da agricoltura biologica e biodinamica nell'Ortofficina di proprietà, packaging 100% riciclabili in vetro o alluminio, eliminando tutti gli imballi superflui e con processi produttivi virtuosi gestiti con il 100% di energia green. Il funzionamento del mixer, delle celle di carico responsabili dell'acquisizione dei dati del peso, della caldaia intelligente e dell'impianto di aspirazione avvengono seguendo la gestione virtuosa delle acque di scarico, logiche di ottimizzazione delle performance e del contenimento degli sprechi energetici.

Nel 2018 si è affacciata a un progetto di sostenibilità anche MPlus Cosmetics di Inzago (Milano), azienda conto terzi specializzata nella creazione, sviluppo e produzione di make-up con una serie di iniziative a partire da un progetto pilota di Life cycle assessment (Lca) che dall’anno prossimo studierà il ciclo di vita dei prodotti per valutarne l'impronta ambientale fino a un piano di efficienza energetica industriale nel 2023 e di sostenibilità del processo industriale nel 2025.

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