gestione del denaro

Il conto online costa sei volte meno del tradizionale

Come rilevato anche nell’ultimo osservatorio SosTariffe, aprendo un conto corrente presso una banca online vera e propria è possibile risparmiare più del 90% sulla spesa annua del conto rispetto una tradizionale banca

di Andrea Gennai


Banche online sempre piu' diffuse, 76% usa smartphone

4' di lettura

L’alternativa ai conti correnti tradizionali sono i conti online, vale a dire i conti gestibili via web o supporti mobili. Si tratta di una formula che si sta sempre più diffondendo che fa leva su un aspetto molto importante: la riduzione dei costi. Anche l’ultimo rapporto Bankitalia evidenzia che questi conti sono costati in media 15 euro contro gli 86 euro di quelli tradizionali.

Costo annuo conto corrente

Osservatorio condotto su 17 istituti di credito attivi in Italia analizzando i principali c/c con usabilità online e sportello

Il dettaglio dei costi
Costi medi rilevati sulla base delle condizioni economiche dei conti offerti da 17 banche attive in Italia. (Fonte: SOStariffe.it)

Come osservato anche nell’ultimo osservatorio SosTariffe sui conti correnti, aprendo un conto corrente presso una banca online vera e propria, è possibile risparmiare più del 90% sulla spesa annua del conto rispetto una tradizionale banca.

Quando si parla di conto online in senso stretto di parla di un conto che viene gestito solo attraverso il canale telematico. L’apertura del conto può avvenire con un intermediario fisico, ma tutte le successive operazioni vengono svolte solo per via digitale. Ci sono poi banche che offrono anche l’accesso via web a clienti che hanno il conto tradizionale in filiale. In questo caso il conto non è 100% online e l’utente di solito continua a pagare i costi di un conto tradizionale. In sede di firma del contratto emergono comunque i costi a cui l’utente va in contro.

A chi è adatto
Un conto interamente online prevede che l’utente sia in grado di gestire tutte le operazioni (bonifici, pagamenti e così via) esclusivamente su Internet. Questo è il prerequisito fondamentale. Molte persone hanno confidenza con l’uso del web, ma si sentono più sicure aprendo un conto corrente in una banca che possiede una sede fisica. Quindi se l’utente preferisce appoggiarsi a una filiale dove recarsi in caso di bisogno, allora è opportuno aprire un conto online presso una banca tradizionale e verificare quali sono esattamente le condizioni relative all’utilizzo all’interfaccia tra canale fisico e canale virtuale.

    Secondo l’ultimo Digital banking index di CheBanca, i 19,5 milioni di correntisti online possiedono 25,6 milioni di conti ai quali possono accedere online: una media pari a 1,31 conti online per individuo. I primi 15 gruppi bancari analizzati dal report ospitano l’87% del totale dei conti e 8 istituti possono vantare almeno un milione di clienti online (clienti, cioè, con accesso ai conti via web o app).

    L’identikit del correntista
    I cinque maggiori gruppi bancari del digital banking ospitano più di metà dei conti online degli italiani e la concentrazione è stabile intorno al 55/57% dall’inizio delle rilevazioni. La totalità delle banche prese in esame offre ai propri clienti di digital banking almeno un’app attraverso la quale visualizzare il saldo e i movimenti sul conto e ordinare dei pagamenti (bonifici, trasferimenti di denaro e pagamento di bollettini).

    Il profilo di età dei correntisti online presenta un fenomeno concentrato nelle fasce centrali ed è mediamente più giovane dei correntisti non online. Il 50% dei correntisti online abitano nelle regioni del Nord. Anche la dimensione del centro abitato incide sulla concentrazione dei correntisti online, che si rivela più elevata nei grandi centri abitati. Le figure professionali nelle quali si è prodotto quasi completamente il passaggio da cliente bancario tradizionale a cliente digitale sono gli imprenditori e i liberi professionisti.

    All’interno dei 30,3 milioni di individui maggiorenni utenti di Internet, le persone con almeno un conto bancario sono 25,5 milioni. I correntisti online sono il 78,3% di questi (19,5 milioni).

    Il bancomat è il prodotto bancario più popolare, sia tra i correntisti tradizionali che online, anche se non è utilizzato da circa un correntista online su quattro. Viceversa, il prodotto più affine ai correntisti online è l’account per gli acquisti via web. La visita in filiale è un’azione abituale anche per la maggior parte dei correntisti online. Tuttavia, va notato che il 25,8% dei correntisti online non si è mai recato negli ultimi tre mesi in una filiale fisica della banca presso la quale possiede il conto online.

    Il nodo della sicurezza
    Il principale problema dei conti online è quello della sicurezza. È l’utente che deve infatti gestire direttamente il proprio conto senza l’intermediazione dell’addetto allo sportello. La conservazione delle credenziali, del numero di accesso e della password diventano quindi fondamentali. Gli episodi di furti di identità o accessi non autorizzati ai conti avvengono quasi sempre per una gestione non corretta delle proprie credenziali e sono in fase calante. La struttura hardware e la sicurezza informatica delle aziende hanno raggiunto livelli di protezione molto alti.

    Il sistema più diffuso su internet per frodare i clienti delle banche è il phishing, che consiste nel richiedere ai clienti i loro dati per email fingendo di essere la loro banca, con l’obiettivo di carpire dati riservati.
    In genere il cliente riceve messaggi email apparentemente credibili e plausibili, che gli chiedono per esempio nome e cognome, identificativo e password di accesso al conto online, numero di carta di credito, di conto corrente, della carta di identità, oppure lo invitano a cliccare su link contenuti all’interno del messaggio.

    Non è facile distinguere questi messaggi ingannevoli perché si presentano con i nomi e i marchi di banche e istituzioni affidabili e importanti. Nel dubbio, ricordare che le banche non chiedono mai dati per email ai propri clienti. Si tratta quindi di mail non autorizzate che traggono in inganno gli utenti che forniscono le proprie credenziali a soggetti malintenzionati.

    LEGGI ANCHE: Tradizionale, a pacchetto, base: come scegliere il conto corrente giusto

    La direttiva
    Un passaggio importante in tema di sicurezza è stato il recepimento della direttiva Psd2, che introduce nuovi requisiti di sicurezza per l’accesso ai conti online e per la disposizione di pagamenti elettronici. Tra i requisiti obbligatori è scattato l’accertamento dell’identità attraverso due o più strumenti di autenticazione.

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