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Il contrabbando di anguille vale oro: Sigmund Freud ha fallito, la polizia europea no

Secondo Europol circa 350 milioni di anguille vengono illegalmente trafficate dall'Unione europea ogni anno. Destinazione: Giappone, Cina, Corea, dove sono prelibatezze

di Roberto Galullo

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Afp

Secondo Europol circa 350 milioni di anguille vengono illegalmente trafficate dall'Unione europea ogni anno. Destinazione: Giappone, Cina, Corea, dove sono prelibatezze


4' di lettura

Laddove Sigmund Freud nel 1876 ha fallito, le polizie europee sono riuscite. Questione di anguille.

Se l'uno si dedicò a qualcosa di più semplice come la psicanalisi, dopo aver desistito dallo scoprire quale sesso avessero mai quegli strani serpenti d'acqua, Europol ogni anno pone un freno al redditizio commercio illegale di “anguille di vetro”.

Dal Mar dei Sargassi
Le anguille dei fiumi d'Europa alla nascita sono minuscoli pesciolini trasparenti, che cominciano a nuotare dal Mar dei Sargassi, il quale non è un'invenzione letteraria di Emilio Salgari. «Si crede che là sotto esista quella famosa Atlantide, così misteriosamente scomparsa coi suoi milioni e milioni di abitanti, e può darsi benissimo che quell'isola serva di fondo a quello sterminato ammasso di vegetali. È quella parte di Oceano Atlantico compresa fra gli arcipelaghi delle Grandi Antille e le Azzorre», scrive Salgari nelle Meraviglie del Duemila.

Pesciolini di vetro
Questi minuscoli esserini seguono la Corrente del Golfo, lentamente nuotano per 5mila chilometri e arrivano sulle coste europee dove raggiungono una decina di centimetri e vengono, appunto, chiamate “anguille di vetro”. Prima che ricomincino a risalire i fiumi e finire, nel peggiore dei casi, in umido, in carpione o fritte sulle tavole natalizie, ecco lì che arriva la mano devastatrice dell'uomo che per portare sulle tavole cinesi e asiatiche questi pesciolini è pronto a sfidare le leggi per incassare palate di soldi.

Le anguille non si riproducono in cattività. Vengono catturate ancora giovani e poi allevate fino alla tavola. In Italia il principale luogo di allevamento sono le Valli di Comacchio, vicino al Delta del Po. Insomma, alle anguille va comunque male: da neonate o da adulte sempre in cucina rischiano di finire.

Sulle tavole asiatiche
Uno studio dell'University of Miami's Rosenstiel School of Marine & Atmospheric Science e dell'Istituto di ricerca marina in Norvegia ha scoperto che le anguille di vetro europee usano il loro senso magnetico per “imprimere” un ricordo della direzione dell'acqua corrente nell'estuario in cui avviene il loro processo di crescita prima di tornare – se sono fortunate – a morire nel Mar dei Sargassi anche dopo 80/100 anni.

Al contrabbandiere, di tutto ciò, non interessa nulla e meno ancora interessa che così la specie si avvii verso l'estinzione.

Prelibatezze sulle tavole asiatiche
Vale solo il dio denaro. Le anguille sono prelibatezze ricercate in Cina, Corea, Taiwan, Giappone e in altri paesi dell'Asia orientale. In Giappone ogni anno vengono consumati 100 milioni di chili rispetto ai 25 milioni dell'intera Europa. Circa la metà del consumo annuale di anguille avviene durante i mesi estivi, quando la tradizione giapponese sostiene che il nutriente unagi aiuti a mantenere la resistenza contro gli effetti dell'afa.

Commercio per miliardi
Secondo Europol, l'Agenzia panaeuropea delle polizie, circa 350 milioni di anguille vengono illegalmente trafficate dall'Unione europea ogni anno – vale a dire un quarto delle anguille di vetro che entrano ogni anno negli estuari delle coste europee – con un commercio illegale stimato in circa 3 miliardi di euro.

Forse non sarà una cifra cosi elevata, fatto sta che dopo i lunghi viaggi dall'Europa le anguille vengono acquistate dagli allevatori asiatici, che le “coccolano” fino a che raggiungono la misura di macellazione (da 500 a 1000 grammi) e vendute fino a 9.000 euro al chilo.

Gli arresti raddoppiano
L'operazione Lake, avviata da Europol con Eurojust, Interpol e il gruppo di applicazione della fauna selvatica della Ue ha coinvolto finora 11 paesi nelle 448 operazioni in Europa: Albania, Bulgaria, Ungheria, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Macedonia settentrionale, Portogallo, Spagna e Svizzera. Operation Lake mira a combattere il traffico di specie minacciate di estinzione nella Ue e a smantellare i gruppi di criminalità organizzata che ne fanno un ulteriore business.

La fantasia dei contrabbandieri è senza freni e liti. Lo testimonia Fame, la principale operazione ambientale condotta da Europol nel 2019 e che ha coinvolto Repubblica Ceca, Francia, Germania, Portogallo, Spagna e Svizzera, con l'arresto di 43 persone e il sequestro di 737 kg di anguille di vetro.

Trasporti di fantasia
I pesci sono stati messi in sacchetti di plastica e valigie e inviati in Asia in aereo in sacchi di polietilene ossigenati. I criminali hanno anche mimetizzato le anguille di vetro tra le altre merci da carico, prodotti freschi come pesce e carne. Un corriere ha perfino portato le anguille di vetro in auto dalla Francia alla Spagna e poi in taxi fino in Portogallo. L'ultima tappa, per raggiungere Cina e Asia, è sempre in areo.

Brexit inguaia il Regno Unito
L'uscita del Regno Unito dall’Unione europea renderà più complesso ripetere operazioni come quella che ha portato a mettere sotto processo un commerciante per contrabbando di anguille europee dal valore di 53 milioni di sterline. Il traffico partiva dalla Spagna e giungeva in Asia Orientale passando dalla Gran Bretagna. I doganieri hanno trovato le anguille di vetro europee nascoste sotto un carico di pesce freddo all'aeroporto di Heathrow. Dovevano essere esportate a Hong Kong.

Nel dare la notizia sul proprio sito il 7 febbraio 2020, la National crime agency inglese (Nca), con humor tipicamente britannico, ha parlato di commercio “eelegal”, giocando sulla parole “eel” (anguilla) e “illegal”, che non ha bisogno di traduzione. Sul mercato nero dell'Asia orientale le “anguille di vetro” valgono oltre 10 volte il prezzo nel Regno Unito.

Futuro incerto
Nel 1904 Carlsberg – sì, proprio quella della birra – diede l'incarico di risolvere i misteri delle anguille al professore danese Johannes Schmidt che dopo averle pedinate per 18 anni riuscì a catturare una larva di anguilla. Forse ci vorrebbe un nuovo mecenate per salvare le rotte delle giovanissime anguille che, per allietare i palati orientali, dagli anni Settanta a oggi sono diminuite del 90% nelle coste europee.

Per approfondire:
L’anguilla giapponese salva salute
Comacchio e l’anguilla

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