la guida rapida/2

Il contratto diventa full time se l’impiego supera 280 ore

di Manuela Lombardo e Alessandro Rota Porta

3' di lettura

La disciplina del “libretto famiglia” ha cambiato in maniera strutturale la regolamentazione, limitando l’uso delle prestazioni occasionali in ambito domestico, sia a livello soggettivo sia oggettivo.

La registrazione

Loading...

In primo luogo, l’utilizzatore che intende registrarsi per svolgere gli adempimenti previsti dev’essere in possesso del Pin dispositivo Inps. Se ne è sprovvisto, può farne richiesta attraverso la procedura on line dedicata.

Dopo aver confermato i dati anagrafici e i recapiti contenuti nella banca dati Inps, nonché gli estremi di un documento di riconoscimento in corso di validità, si riceve un modulo che va stampato, firmato e riconsegnato – insieme a una copia del documento d’identità – tramite la procedura “converti Pin”, oppure via fax al contact center (numero gratuito 800 803 164) o, ancora, recandosi presso una sede Inps.

La gestione dell’attività

L’utilizzo del libretto di famiglia non prevede oneri in materia di sorveglianza sanitaria. Infatti, i piccoli lavori domestici a carattere straordinario (compresi l’insegnamento privato supplementare e l’assistenza ai bambini, agli anziani, ai disabili e agli ammalati) sono esclusi dall’applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro (ex Dlgs 81/2008).

Resta però fermo il diritto del prestatore all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, con versamento della contribuzione all’Inail: sotto questo aspetto, è l’Inps che – dopo aver ricevuto il versamento da parte del committente – “gira” all’Inail la relativa quota.

Inoltre, non è previsto alcun limite d’orario quotidiano. Ma bisogna tener conto che il prestatore– che viene assimilato al lavoratore subordinato per questi profili – ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali, secondo quanto previsto dalle norme generali.

I pagamenti

In merito al pagamento delle prestazioni, è bene sottolineare che il prestatore è in parte responsabile circa il corretto accredito dei compensi.

Al momento della registrazione preventiva sulla piattaforma Inps, deve infatti indicare l’Iban del proprio conto corrente o il numero della carta di credito su cui l’Istituto provvederà a effettuare il pagamento. Nel caso in cui ci sia stata un’erronea indicazione delle coordinate, o non si sia provveduto in modo tempestivo a comunicare l’avvenuta variazione del conto corrente, l’Istituto non ha alcuna responsabilità dell’accredito non andato a buon fine.

Il prestatore ha, comunque, la possibilità di monitorare la propria attività “scaricando” il prospetto relativo alle prestazioni pagate attraverso la piattaforma informatica Inps, dove sono riportati i dati identificativi del committente, delle prestazioni e la specifica dei contributi dovuti.

Le soglie

Particolare attenzione va prestata alle soglie di utilizzo fissate dalla legge, che non bisogna sforare. Il prestatore può ricevere compensi di importo non superiore a 2.500 euro nel corso di ciascun anno civile (cioè il periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre) per le prestazioni complessivamente rese in favore del medesimo committente.

L’importo da considerare ai fini della verifica dei limiti è il compenso netto ricevuto dal prestatore, a prescindere dal costo complessivo per l’utilizzatore. Pertanto, non si tiene conto del valore nominale orario del buono del libretto famiglia (vale a dire 10 euro), ma solo del compenso netto che va al prestatore (cioè 8 euro).

Le sanzioni

Nel caso in cui vengano superate le soglie economiche, non sono stabilite sanzioni pecuniarie. Ma è previsto che il relativo rapporto si trasformi in un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato.

La conversione del rapporto lavorativo è prevista anche qualora si superi il limite delle ore di prestazione nell’arco dell’anno civile, che è stabilito in 280 ore.

Quindi, se le parti si attengono a ques’ultima determinazione – poiché il compenso orario è pari a 8 euro e il limite annuo è pari a 280 ore – il prestatore potrà ricevere, dal singolo committente, compensi non superiori a 2.240 euro annui.

Inoltre, nel complesso della propria attività occasionale in favore di più committenti privati, il singolo lavoratore potrà svolgere fino a 625 ore di lavoro annue.

Non è invece stabilita alcuna sanzione in caso di omessa o tardiva comunicazione a titolo di rendicontazione della prestazione, a cura del committente: in caso di controlli - in base alle prove acquisite dagli organi di vigilanza - possono però scattare sanzioni legate all’omesso pagamento dei contributi.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti