Automotive

Il Copasir lancia ipotesi Cdp per gli equilibri di Stellantis

L’ingresso permetterebbe di controbilanciare l’attuale spostamento sul versante francese del controllo del gruppo

di Raoul de Forcade

(AFP)

2' di lettura

Valutare l’ingresso di Cassa depositi e prestiti nel gruppo Stellantis per controbilanciare lo spstamento azionario verso la Francia del gruppo automobilistico in cui è entrata la ex Fiat. A suggerirlo è il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) nella sua Relazione annuale, all’interno della quale si sottolinea che il settore automobilistico è da «salvaguardare».

La transizione ecologica, «anche in considerazione delle decisioni assunte a livello comunitario - si legge nel documento del Copasir - sta investendo il settore automobilistico, la cui filiera produttiva è tra le più importanti nel panorama industriale italiano. La sempre più ampia diffusione delle auto elettriche produrrà un impatto significativo sui processi produttivi, portando al forte ridimensionamento, se non all’abbandono, di alcune linee industriali del relativo indotto».

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Transizione ecologica rischiosa

Il processo di transizione, prosegue il report, «dovrà pertanto svolgersi in modo non traumatico, tenendo conto proprio delle specificità di questo settore industriale le cui ricadute, in ambito occupazionale ed economico del nostro Paese, sono molto rilevanti».

Il settore dell’automotive, fa notare il documento del Copasir, «è, peraltro, già stato interessato dalla vicenda della costituzione del nuovo gruppo europeo Stellantis, nato dalla fusione del gruppo francese Psa e del gruppo italiano Fiat. In esito a tale operazione, si registra uno spostamento del baricentro di controllo del neocostituito gruppo sul versante francese, con ricadute già evidenti nel settore dell’indotto connesso con le linee di produzione degli stabilimenti italiani».

Baricentro troppo francese per Stellantis

Secondo il Copasir, «va osservato che la quota detenuta dall’azionista pubblico francese è cresciuta dopo l’operazione di fusione, determinando una distribuzione della proprietà diversa da quella precedentemente annunciata».

Pertanto, secondo la relazione, «al fine di preservare gli interessi nazionali nell’industria automobilistica, le cui ramificazioni risultano estremamente significative nel panorama economico nazionale, potrebbe essere valutato un interessamento di Cassa depositi e prestiti, il cui eventuale ingresso nel gruppo industriale potrebbe favorire un ribilanciamento di pesi tra la componente francese e quella italiana, così proteggendo le tecnologie e l’occupazione».

Incognita Iveco

Un altro caso significativo in questo settore, sottolinea il Copasir, «è rappresentato da quello della trattativa per la cessione del controllo di Iveco alla società cinese Faw Jiefang, interrotta dopo che si era percepita la possibilità di un esercizio del golden power da parte del Governo. Resta comunque alta l’attenzione verso il destino del gruppo Iveco, sia per quanto riguarda la fornitura di prodotti per l’industria della difesa, sia per le ricadute sull’intera filiera industriale».

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