competitività

Il coronavirus aumenta il distacco tra aziende “locomotive” e “vagoni”: vince chi innova

Zuffi, Innova Finance: le aziende locomotive cercano nuove risorse per continuare a investire sull'innovazione. Per le altre resta uno sforzo da compiere

default onloading pic
(AdobeStock)

Zuffi, Innova Finance: le aziende locomotive cercano nuove risorse per continuare a investire sull'innovazione. Per le altre resta uno sforzo da compiere


3' di lettura

Ci sono le cosiddette “aziende locomotive”, che investono sull'innovazione, e le “aziende vagoni”, che operano soprattutto nella filiera della subfornitura e procedono a rimorchio delle prime. In più, se da un lato crollano del 40% gli investimenti in ricerca e sviluppo (R&S), subiscono un’impennata quelli sulla digitalizzazione (+ 70%) e sull'internazionalizzazione (+30%).

Locomotive investono in innovazione

«Il quadro è complicato dal fatto che la crisi è globale, con tanti mercati in difficoltà, a partire da quello strategico degli Stati Uniti» spiega Pier Giorgio Zuffi, direttore commerciale di Innova Finance, società che ha curato la ricerca per inquadrare la situazione delle imprese italiane alle prese con l’emergenza coronavirus e con la difficile uscita dalla fase acuta della pandemia.

«In questo contesto - spiega Zuffi – le aziende locomotive cercano nuove risorse per continuare a investire sull'innovazione, tentando al contempo di adeguarsi alle condizioni imposte dall'emergenza. Mentre per le aziende vagoni resta uno sforzo da compiere che riguarda il tentativo di sfruttare le agevolazioni come effetto incentivante».

Fame di liquidità

Oltre alle abitudini delle persone e all’organizzazione dei posti di lavoro, il Covid-19 sta cambiando anche la domanda delle imprese che vogliono accedere alla finanza agevolata, tra fondi comunitari, nazionali, regionali, si legge nel report. Le principali esigenze delle aziende riguardano la liquidità, anche a prescindere dalle effettive condizioni di cassa, il sostegno a una ripartenza che garantisca la piena sicurezza sul posto di lavoro di dipendenti e collaboratori, la necessità di intercettare risorse per sostenere nuove politiche commerciali e di internazionalizzazione e per digitalizzare i processi produttivi.

Uno degli effetti dell'emergenza sanitaria globale e delle sue ricadute economiche è «l’ampliamento della forbice tra “aziende locomotive”, che guidano interi settori assegnando un ruolo di primo piano all'innovazione di processo e di prodotto, e le “aziende vagoni”, che operano prevalentemente nella filiera della subfornitura e che procedono a rimorchio» è il succo dell’analisi di Innova Finance.

Più digitalizzazione

Le richieste di finanziamento delle imprese sono riassumibili in due macro categorie: per l'acquisto di nuovi impianti e macchinari e per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo. Questi mesi di pandemia hanno visto crollare del 40%, rispetto al 2019, la domanda di fondi per sostenere l'attività dei centri R&S. In decisa crescita, invece gli investimenti sulla digitalizzazione dei processi produttivi - in corsa con un incremento del 70% -, sulle politiche di internazionalizzazione (crescono del 30%) e sull'efficienza energetica (anche in questo caso un balzo del 30%). Il boom dell'offerta di bandi per favorire la ripartenza economica spinge anche la ricerca di risorse per garantire la sicurezza sanitaria sul luogo di lavoro: la richiesta ha raggiunto l'11% del totale.

Opportunità di finanziamento moltiplicate

«Oggi – spiega Pier Giorgio Zuffi – le richieste di contributo stanno assumendo sempre di più un carattere strutturale. E mai come ora le opportunità di accedere a finanziamenti si sono moltiplicate, sia a livello nazionale sia a livello comunitario. Si va dal decreto Liquidità alle misure di incentivi varate dall'Europa. Per arrivare all'accordo sul Recovery Fund, che avrà ricadute importanti».

Vince chi diversifica

Aldilà delle dimensioni aziendali, «vincono le aziende che hanno saputo diversificare i mercati e internazionalizzarsi, che investono su ricerca e sviluppo e su brevetti, che hanno piena consapevolezza del valore della proprietà intellettuale» si legge nel report. «Alle altre, quelle che restano ai margini del grande circuito della finanza agevolata – prosegue Zuffi –, bisogna far comprendere che l'innovazione è la strada da percorrere per realizzare prodotti sempre più performanti e competitivi».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti