effetti collaterali

Il coronavirus fa rispuntare dal cassetto i vecchi «Pigs»

L’avversione al rischio degli investitori riporta i titoli di Stato di Portogallo, Spagna e Grecia ad accompagnare i BTp nelle vendite

di Maximilian Cellino

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L’avversione al rischio degli investitori riporta i titoli di Stato di Portogallo, Spagna e Grecia ad accompagnare i BTp nelle vendite


2' di lettura

Ricordate i «Pigs»? Il nomignolo non proprio edificante con cui venivano identificati Portogallo, Italia, Grecia e Spagna - gli Stati con il debito più a rischio e nel mirino degli investitori - era finito nel cassetto da tempo, per merito soprattutto dei due Paesi iberici, ultimamente accomunati ai «core» dell’Europa.

L’effetto dirompente del coronavirus sui mercati ha però avuto, se non altro, il merito di riportare indirettamente alla ribalta il concetto molto in voga nel decennio passato e di allineare i quattro ex-compagni di viaggio. Anche oggi, in una giornata ad alta tensione che ha visto lo spread tornare oltre quota 178 punti, le vendite stanno interessando in parallelo i titoli di Spagna, Portogallo e Grecia.

Ieri gli spread sui titoli di Stato di Madrid, Lisbona e Atene si sono allargati di una decina di punti base come non avveniva da tempo quasi immemorabile. Si tratta di una chiara testimonianza del livello a cui è cresciuta l’avversione al rischio fra gli investitori, che in una simile situazione di tensione sono tornati da una parte selettivi come un tempo, e dall’altra non sono andati troppo per il sottile quando si è trattato di separare l’Europa dei Paesi solidi da quella traballante della «periferia» e a rispedire oltre frontiera Spagna e Portogallo.

Può darsi che il fenomeno sia passeggero e, che riassorbito lo shock del virus diffusosi dalla Cina, questi ultimi tornino ad avvicinarsi più a Germania e Francia che a Italia e Grecia, ma il movimento non è certo passato inosservato. Così come non si deve dare per scontato che in una giornata di alta tensione - con un rendimento decennale in crescita di nuovo sopra la soglia del punto percentuale e un differenziale nei confronti della Germania risalito a 178 punti base - il Tesoro sia pur sempre riuscito a piazzare, fra gli altri, i nuovi BTp a scadenza decennale con un rendimento a scadenza dell’1 per cento. Per farlo ha dovuto sì offrire 6 centesimi in più rispetto a un mese fa, ma ha comunque ricevuto richieste per poco più di 5 miliardi di euro a riprova del fatto che il debito italiano, riesce pur sempre a suscitare interesse fra gli investitori all’affannosa ricerca di rendimenti in un mondo di tassi compressi.

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