il graffio del lunedì

Il coronavirus ferma l’Inter, Lazio e Juventus proseguono la volata scudetto

Il calcio nel week end del coronavirus in qualche modo è andato avanti anche se il problema degli stadi per le prossime partite rimane apertissimo

di Dario Ceccarelli

default onloading pic
(AFP)

Il calcio nel week end del coronavirus in qualche modo è andato avanti anche se il problema degli stadi per le prossime partite rimane apertissimo


4' di lettura

Ma cosa diavolo è successo in questo week end? Fino a venerdì scorso eravamo i più bravi. I più rigorosi nei controlli. Non passava niente. Poi improvvisamente ci siamo svegliati dentro a un incubo.

La “zona rossa”, i supermercati presi d'assalto, le mascherine introvabili come l'acqua nel deserto. Chiuse le scuole, gli stadi, i musei e i luoghi pubblici. Perfino la Scala e la biblioteca di Brera. Peggio di un un film di Hitchcock . E in televisione, dal premier Conte ai governatori Fontana e Zaia, tutti a ripetere come un mantra che non bisogna farsi prendere dal panico. Che tutto è sotto controllo. Che bisogna essere compatti per mettere in sicurezza il Paese, eccetera eccetera. Tutte parole sacrosante anche se poi non è bello scoprire che improvvisamente, nello spazio di un mattino, siamo diventati il terzo paese per numero di contagi dopo Cina e Corea del Sud.

Loading...

Domanda senza spirito polemico: qualcosa non ha funzionato? La risposta non è chiara. Perfino virologi, come i politici, non la pensano allo stesso modo. E volano anche parole grosse. C'è chi dice che in fondo è solo una banale influenza. E che non bisogna drammatizzare. E chi invece sostiene che bisognava essere più rigidi nel mettere in quarantena chi veniva dalla Cina. E che la faccenda va presa molto sul serio. Alla fine, e la cosa non è tranquillizzante, ognuno resta della sua opinione. Come nel calcio quando, nonostante il Var, o proprio a causa del Var, si va avanti mesi per un rigore dato o non dato. Stiamo freschi, allora.

Comunque, nonostante il programma dimezzato (sospese Inter-Sampdoria, Atalanta Sassuolo, Verona-Cagliari, Torino-Parma), il calcio nel week end del Coronavirus in qualche modo è andato avanti. Anche se il problema degli stadi per le prossime partite rimane apertissimo. In vetta non è cambiato nulla. Juventus e Lazio, vincendo con Spal (2-1) e Genoa (3-2), proseguono la volata per lo scudetto, allungando sull'Inter fermata dal blocco di San Siro.

Al netto del dibattito sul “sarrismo”, dire che i bianconeri abbiano passeggiato sulla Spal sarebbe un tantino esagerato. Come sostenere che in Italia va tutto a gonfie vele. Diciamo che la Juve, a mezzo cilindro, ha archiviato la pratica senza effetti collaterali prima della sfida di Champions con il Lione. Ronaldo alla millesima partita ha segnato per l'undicesima volta consecutiva. E Ramsey ha firmato il raddoppio. Insomma, tutto secondo i piani. Non è una Juve irresistibile, ma è facile supporre che mercoledì in Champions torni a ruggire.

Molto più frizzante la vittoria della Lazio con il Genoa. Una partita splendida, chiusa con qualche apprensione dai biancocelesti che non si aspettavano un Genoa così determinato. Ma alla Lazio quest'anno va tutto bene. Vince anche quando è alle corde. Buon segno. Da notare quanto ha detto l'allenatore Inzaghi a proposito dell'emergenza virus: «Dobbiamo fare tutto il possibile, anche fermarci. Però giocare a porte chiuse senza tifosi non si può. E troppo triste».

E qui si entra nel cuore del problema. Materia incandescente. Che fare? Giocare a porte chiuse o bloccare il campionato fino a tempi migliori? In Federcalcio e in Lega c'è forte tensione. Giovanni Malagò apparentemente è collaborativo: «Il mondo dello sport non può andare avanti per conto proprio. È giusto essere allineati con le disposizioni delle autorità», precisa il presidente del Coni. Le intenzioni forse sono buone, ma la questione è complessa, e molto delicata. Anche economicamente.

Quest’anno bisogna chiudere entro il 24 maggio. Il 12 giugno partono gli Europei in Russia. Non c'è tempo. Fermare il calcio è quasi impossibile. Sarà necessario, in questa situazione, giocare anche a porte chiuse. Il primo problema si presenta già questo giovedì per l’Inter impegnata a San Siro in Europa League con il Ludogorets. Porte chiuse o campo neutro? Un altro appuntamento molto atteso è Juventus-Inter il prossimo 1° marzo a Torino. Un big match. Anch'esso a porte chiuse?

Tornando a questo strano week end calcistico, altre tre segnalazioni. Il primo è il poker della Roma col Lecce. Dopo 3 sconfitte consecutive, la squadra di Fonseca torna al successo restando in scia al treno della Champions. Poi il pareggio del Milan con la Fiorentina (1-1) con l'immancabile coda polemica su un rigore (inesistente) assegnato a Cutrone. «Il Var va semplificato e chiarito», ha detto Paolo Maldini dopo le protesta dell'allenatore Pioli. Maldini ha ragione. Da vendere. Però il Milan, per mezz'ora con un uomo in più, deve prendersela solo con se stesso. Ha buttato via un'occasione. Molto ghiotta.

Infine il Napoli vittorioso venerdi scorso con il Brescia per 2-1. Altri tre punti preziosi che danno fiducia agli uomini di Gattuso impegnati martedì contro il Barcellona al San Paolo. Sfida molto attesa, un incrocio di destini, con Messi caricato dal recente poker nella Liga spagnola. Non sarà facile. Però il Napoli quest'anno è capace di tutto. Piccolo con le piccole, gigante con i giganti. Anche se come Messi non brillano per statura.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti