danza

Il corpo rinnovato del ’900

di Roberto Giambrone


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Martha Graham Dance Company. La coreografia di «Errand into the Maze»

3' di lettura

Spiccano i nomi di due grandi compagnie internazionali nella sezione danza del Ravenna Festival: la Martha Graham Dance Company e l’Hamburg Ballet di John Neumeier. Caposaldo della danza moderna novecentesca, il lavoro pionieristico di Martha Graham rivive nelle riprese filologiche dei brani di repertorio e nelle reinterpretazioni della sua compagnia, oggi diretta da Janet Eilber. La compagnia si avvale di straordinari interpreti, plasmati nel segno plastico ed espressivo della modern dance, e di coreografi che hanno arricchito il repertorio con nuove creazioni ispirate alle composizioni storiche. È il caso delle Lamentation Variations firmate da Bulareyaung Pagarlava, Nicolas Paul e Larry Keigwin, che vedremo il 17 giugno a Ravenna. A partire dal celebre assolo del 1930, nel quale Martha Graham danzava avvolta da un costume tubolare creando forme plastiche dinamiche ed espressive, i tre coreografi si interrogano sul concetto di dolore e sulla capacità umana di reagire alla sofferenza. Il progetto sulle Variations, nato nel 2007 per commemorare l’anniversario dell’11 settembre, ebbe un tale successo che negli anni successivi diversi coreografi, tra cui Yvonne Rainer e Lar Lubovitch, furono chiamati ad arricchirlo.

Il programma ravennate delle “rivisitazioni” comprende anche Ekstasis, un assolo del 1933 ricreato da Virginie Mécène, nel quale si colgono alcuni fondamenti del “metodo” Graham, come la centralità della regione pelvica nella genesi del movimento. Più aderenti agli originali saranno invece i brani Errand into the Maze e Diversion of Angels. Il primo, su musiche di Gian Carlo Menotti, rinuncia alla scena di Isamu Noguchi e ai costumi del 1947, distrutti dall’uragano Sandy, per concentrarsi sul racconto derivato dal mito di Teseo e del Minotauro, che Martha Graham interpreta in chiave femminista e psicanalitica: Arianna affronta le insidie del labirinto per conquistare la propria libertà anche sessuale. Diversion of Angels (1948) è un balletto anomalo nella produzione della coreografa che, ispirandosi agli effetti coloristici di Kandinsky, ha realizzato una composizione astratta, non narrativa, nella quale i colori giallo, rosso e bianco riflettono i diversi temperamenti dell’amore adolescenziale, giovanile e maturo.

Gli archetipi del femminile, il mito di Demetra e di Persefone, sono al centro del recente Deo di Maxine Doyle e Bobbi Jene Smith (che vanta esperienze con Batsheva Dance Company e Sharon Eyal), realizzato sulle musiche sperimentali di Lesley Flanigan per un ensemble di sole donne. I due coreografi hanno cercato una sintonia con l’universo tematico e stilistico di Martha Graham sviluppando un’approfondita indagine gestuale sull’interiorità femminile.

L’Hamburg Ballet, nell’anno dell’ottantesimo compleanno del suo direttore John Neumeier, proporrà in esclusiva italiana un trittico di coreografie che comprende Beethoven Fragments, Birthday Dances e At Midnight. La prima, composta lo scorso anno, è un omaggio al compositore tedesco alla vigilia dei 250 anni dalla nascita; la seconda, realizzata nel 1990 per il compleanno della regina di Danimarca, si avvale delle musiche di Leonard Bernstein, mentre At Midnight, sui Rückert-Lieder di Gustav Mahler, viene definito dallo stesso Neumeier uno dei suoi balletti più intimisti, la cui idea originaria risale al lontano 1976, ma la cui forma compiuta arriva soltanto nel 2013. Considerato il “romanziere della danza”, capace di tradurre in sontuose partiture gestuali la grande letteratura, il coreografo qui rinuncia alla narrazione per dedicarsi a una danza sinfonica, elegante ed evocativa.

Il programma di danza del Ravenna Festival, che sarà inaugurato l’8 giugno con la prima assoluta di Shine! – grande e festoso omaggio di Micha van Hoecke ai Pink Floyd, con la compagnia di Daniele Cipriani e la musica dal vivo – prevede anche la prima nazionale di We want miles , in a silent way di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci del gruppo Nanou, che ha debuttato lo scorso 26 aprile in prima assoluta al festival La MaMa Moves! di New York. Una intrigante indagine sul movimento, sull’improvvisazione e sulla composizione coreografica in relazione alla musica di Miles Davis “epurata” dal suono della tromba.

    Per la gioia dei ballettomani, gran finale il 16 luglio con Les Étoiles, gala internazionale di danza a cura di Daniele Cipriani, che mette insieme solisti di diversi teatri europei, con un repertorio di “attrazioni” che spazia dai classici ottocenteschi al flamenco.

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