musei e sviluppo

Il Corridoio Vasariano pronto nel 2021 grazie all’Europa

di Marilena Pirrelli


default onloading pic

5' di lettura

L’Europa dà una mano ai nostri musei: il Corridoio Vasariano , il percorso del principe che collega lungo 505 metri gli Uffizi e Palazzo Pitti , chiuso dal 2016 per ragioni di sicurezza, riaprirà nel 2021. La riapertura prevista tra due anni, con una stima di 500mila visitatori l'anno con biglietto speciale è resa possibile grazie ai 10 milioni di euro - dei 40 previsti per i nuovi Uffizi e il Vasariano dallo stralcio Programma operativo nazionale Cultura e Sviluppo 2014-2020 finanziato dal Fondo europeo di Sviluppo regionale e gestito dal Ministero per i beni e le attività culturali, che ha affidato all'agenzia del Ministero per lo Sviluppo economico, Invitalia, la gara di appalto.

Il progetto esecutivo dei lavori che durerà 18 mesi è stato presentato dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt: “Sarà una passeggiata panoramica ad accesso democratico affacciata sul cuore di Firenze, dal 2021 lo visiteranno 500mila persone all'anno”. Partendo da un ingresso ad hoc al piano terra dalla Galleria delle Statue e delle Pitture si passerà sopra il Ponte Vecchio, per raggiungere di là dall'Arno il giardino mediceo di Boboli e la reggia granducale di Palazzo Pitti. Nei prossimi mesi spetterà a Invitalia bandire la gara, poi si stimano 18 mesi di tempo per i lavori. “Gli Uffizi ha ricevuto 18 milioni di euro attraverso il finanziamento dei Grandi Progetti beni culturali a fine 2015 (per completare il progetto dei “Grandi Uffizi” che incrementa gli spazi espositivi ) e i 30 milioni rimanenti -spiega al Sole 24 Ore Schmidt - sono destinati al quarto stralcio per l’ultima parte di levante della Galleria: verrà realizzato il pianterreno e un nuovo collegamento verticale con scalone e ascensori per l’uscita, in simmetria con il lato di Ponente, e il collegamento ex novo con la Loggia Isozaki, progettato nel ’99, lavori che si concluderanno in quattro anni e mezzo”. Il direttore tedesco in carica dal 2015, è fortemente impegnato sui nuovi Uffizi e sulle molteplici attività museali permanenti e temporanee della galleria, ma ha annunciato l'addio alla direzione a partire dal 2020, il suo mandato scade nel novembre di quest’anno, ma c’è chi lo vorrebbe ancora alla direzione del museo più visitato d’Italia. Ad attenderlo la direzione del Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Eike Schmidt presenta il progetto del corridoio vasariano

I nuovi allestimenti. Non faranno più parte dell'itinerario gli oltre 700 dipinti, tra i quali un corposo nucleo di autoritratti, che negli scorsi decenni erano appesi alle pareti del Vasariano. Rimossi nei mesi scorsi, gli autoritratti verranno esposti in una serie di sale di prossima apertura al primo piano della Galleria delle Statue e delle Pitture. Alla luce della sua nuova funzione di passeggiata panoramica sopra Firenze, verranno ‘aperte' le 73 finestre collocate lungo il percorso (delle quali molte finora oscurate a protezione dei dipinti) in modo da consentire ai visitatori di ammirare il più possibile la bellezza del centro storico osservato dalla singolare visuale del camminamento. A decorare il Vasariano resteranno comunque circa 30 sculture antiche e una raccolta di iscrizioni greche e romane (attualmente in deposito dagli anni '80 dell'Ottocento). Ci sarà poi uno spazio dedicato agli affreschi cinquecenteschi, realizzati per volontà dello stesso Giorgio Vasari, che un tempo decoravano l'esterno delle volte del Corridoio al Ponte Vecchio: staccati dalla loro collocazione alla fine dell'Ottocento, sono stati restaurati negli anni '60 del secolo scorso e poi esposti nell'ambito di mostre temporanee per poi tornare in deposito, dove si trovano tuttora. È prevista poi l'introduzione di due memoriali: uno in corrispondenza di via Georgofili (da dove si vedrà il punto in cui esplose l'ordigno che causò la strage nel 1993) e uno subito dopo Ponte Vecchio per ricordare la devastazione nazista del 1944. Grazie all'intervento ci sarà: completa accessibilità ai disabili, impianto di climatizzazione, cinque uscite di sicurezza, un'illuminazione a led a basso consumo energetico e un sistema di video sorveglianza. Previsti anche interventi di consolidamento strutturale e restauro degli interni, dagli intonaci al pavimento.

Una corsa nel corridoio vasariano

Gli ingressi. Il Corridoio Vasariano “sarà aperto per tutti a prezzi accessibili, ci sarà un biglietto 'xxl', che comprende sette istituzioni culturali fiorentine, Palazzo Vecchio, Uffizi, Corridoio Vasariano, Palazzo Pitti, giardino di Boboli, Forte Belvedere, Giardino Bardini, - ha spiegato Schmidt -, ma ci sarà anche un biglietto di base solo per il Corridoio Vasariano che costerà 45 euro a persona in alta stagione, mentre in bassa stagione ne costerà 20. Questo consentirà l'arrivo di 500mila persone all'anno che porteremo dal quadrilatero romano all'Oltrarno, permettendone una fioritura culturale”.
Al nuovo percorso - il cui progetto esecutivo della riapertura, realizzato da Uffizi e Soprintendenza dei beni architettonici con la direzione dei lavori a cura dell'architetto Mauro Linari (responsabile unico del procedimento è invece l'architetto Francesco Fortino) -,si accederà dal piano terreno degli Uffizi, dove verrà allestita una biglietteria con metal detector, con un ascensore poi i visitatori saliranno al primo piano dove ci sarà l'ingresso al Corridoio. Il percorso andrà dagli Uffizi verso Palazzo Pitti e potrà contenere al massimo 125 persone in contemporanea. Il progetto del Vasariano Schmidt lo ha definito “fondamentale per gli Uffizi, per la Toscana e, direi senza esagerare, per l'Italia intera”. “Questo progetto è il risultato di un lavoro di equipe - ha concluso Andrea Pessina, soprintendente ad archeologia, belle arti e paesaggio per Firenze, Prato e Pistoiaal - al quale ha dato un contributo di altissima professionalità tutto il personale del Mibac coadiuvato da studiosi e specialisti”.

La storia. Come gli Uffizi, il Corridoio Vasariano fu realizzato su progetto dell'architetto Giorgio Vasari per volontà di Cosimo I de' Medici. Il lavoro fu commissionato e realizzato nel 1565, in occasione del matrimonio tra il figlio del granduca, Francesco I, e Giovanna d'Austria. La sua funzione era quella di consentire ai granduchi di spostarsi rapidamente dalla loro reggia, in Palazzo Pitti, ai palazzi dell'amministrazione (Uffizi) e Governo (Palazzo Vecchio, collegato alla Galleria attraverso il cosiddetto ‘Passetto'). Fu percorso da Adolf Hitler e Benito Mussolini in occasione della visita del Führer a Firenze nel 1938; parzialmente distrutto dai nazisti durante la Guerra, nel 1944, le sue parti centrali furono utilizzate dalla Resistenza come punto di collegamento tra le due rive dell'Arno, come documentato anche dal film 'Paisà' di Roberto Rossellini. Chiuso in via ordinaria dai primi anni del '900, il Corridoio è stato negli ultimi decenni occasionalmente accessibile per visite istituzionali o, saltuariamente, su prenotazione per gruppi organizzati, fino alla chiusura totale, avvenuta nel 2016 per ragioni di sicurezza. Dell'ipotesi di riaprirlo in via ordinaria al grande pubblico si iniziò a parlare nel 1964; nel 1995, l'allora ministro per i beni culturali Antonio Paolucci istituì una commissione incaricata di studiare la possibilità di ampliamento degli Uffizi, e nell'ambito dei lavori dell'organismo, per la prima volta, fu approfondita concretamente questa possibilità.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti