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Il Covid-19 e l’allarme usura per famiglie e imprese

Convegno web organizzato dall’Università Federico II di Napoli e dall’associazione “Favor Debitoris” sull’accesso al credito clandestino di persone fisiche e giuridiche durante la pandemia

di Stefano Elli

(robypangy - stock.adobe.com)

3' di lettura

Un convegno ad altissimo peso specifico quello organizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli che si terrà sul web lunedì 19 aprile dalle 17,30 alle 19,30. Sia per lo spessore istituzionale dei relatori, sia per le devastanti implicazioni sociali che la crisi da Covid-19 sta generando su famiglie e imprese e le loro possibilità di accesso al credito. Il titolo del convegno è «Le legge 108/96 sull’usura, criticità e nuove emergenze» (piattaforma Zoom https://zoom.us/join, ID: 89314077464; passcode: 722666).

I relatori

Tra i relatori, il Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, Carlo Chiappinelli, Presidente della sezione Centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti, Giovanna Cagliostro, Prefetto e commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, Il Prefetto di Napoli Marco Valentini e, ancora, Antonella Sciarrone Alibrandi, prorettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e membro dell’Autorità di informazione finanziaria della Città del Vaticano, a concludere sarà Biagio Riccio avvocato e presidente dell’associazione “Favor Debitoris” da tempo impegnata sul fronte del contrasto agli abusi del credito. A moderare sarà Giacomo di Gennaro, docente di sociologia giuridica della devianza e mutamento sociale dell’Università Federico II di Napoli.

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Gli sportelli clandestini

«La crisi economica innescata dalla pandemia – spiega Riccio – sta travolgendo milioni di famiglie e imprese che saranno escluse per debiti, spesso anche minimi, dal circuito finanziario diventando facile preda del credito gestito dalla malavita (che non ha certamente problemi di liquidità) e degli usurai che del credito gestito dalla malavita costituiscono la punta estrema e gli “sportelli clandestini”».

Le faglie della legge 108/96

«In questa fase – prosegue Riccio – occorre un ripensamento circa alcuni punti della legge 108 del 1996 che ha segnato un punto di svolta nell’impegno diretto dello Stato per la lotta all’usura. Dopo 25 anni tuttavia sono apparse alcune faglie nell’impianto normativo che richiedono una revisione, atteso che queste faglie sono state addirittura utilizzate dalle mafie per accaparrarsi risorse pubbliche destinate alle vittime –. E Riccio prosegue – Una recente ricerca pubblicata sulla rivista giuridica del Mezzogiorno, ne dà conto ed è la prima, proprio nel momento in cui la crisi economica conseguente alla pandemia, crea uno spazio per lo sviluppo dell’usura ancora maggiore di quelllo che spinse forze laiche e cattoliche a unirsi per ottenere la legge 108 ne 1996».

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Le criticità

E Riccio aggiunge : «è necessario quindi individuare con cura attraverso quali faglie del sistema la malavita sia riuscita a infiltrarsi e truffare il Fondo per la prevenzione dell’usura, gestito dal Tesoro attraverso le fondazioni, le associazioni e i Confidi che, stando a recenti resoconti giudiziari può ulteriormente essere oggetto di aggressioni. È necessario allora un ulteriore studio accurato che faccia chiarezza delle diverse criticità e sintetizzi le molteplici proposte di riforma della normativa cui anche il contributo che sarà discusso nel convegno».

Microprestiti a tasso zero

Intanto, il Mattino di Napoli, nei giorni scorsi ha dato la notizia dell’apertura di uno speciale sportello antiusura dedicato ai cittadini napoletani che a causa della pandemia non riescono a pagare utenze e bollette. Si tratta di un’iniziativa pensata da Pasquale Riccio (solo omonimo dell’avvocato Biagio Riccio), già direttore del Pio Monte Somma, e già responsabile del centro di ascolto antiusura della Fondazione San Giuseppe Moscati. Lo strumento normativo è la legge bancaria che consente alle cooperative sociali di effettuare prestiti a persone in stato di indigenza. I volontari di Riccio ne hanno fondata una che può prestare denaro a tasso zero. Coinvolgendo il Comune hanno chiesto i locali per aprire un sede sperimentale per sei mesi.

No soldi a fondo perduto.

Non verranno elargiti soldi a fondo perduto, la cooperativa si incaricherà di pagare le bollette, chiedendo ai beneficiari di restituire i prestiti (che hanno un tetto di 1.000 €) in un anno e senza interessi. Il fondo iniziale sarà di 40.000 € e sarà coperto da una grande Fondazione benefica privata. La cooperativa potrà garantire le eventuali perdite con l’accesso al fondo garanzia della legge 108 96. Lo sportello, che ancora attende il via libera ufficiale, durerà sei mesi, poi si valuteranno i risultati. Ma il modello che coinvolge il privato il sociale e l’ente locale a Napoli è replicabile in tutta Italia.

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