Fase 2

Il Covid-19 innesca una serie di rincari al bar e al parrucchiere

La tazzina viene servita con ritocchi all’insù tra i 10 e i 30 centesimi, panini e snack aumentano tra il 10 eil 20%. Il conto del coiffeur cresce di un terzo. In fase 2, secondo il Codacons, una famiglia spenderà in media 536 euro in più

di Enrico Netti

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(ANSA)

La tazzina viene servita con ritocchi all’insù tra i 10 e i 30 centesimi, panini e snack aumentano tra il 10 eil 20%. Il conto del coiffeur cresce di un terzo. In fase 2, secondo il Codacons, una famiglia spenderà in media 536 euro in più


2' di lettura

La Fase 2 porta una tazzina amara agli italiani che si ritrovano a fare i conti con una serie di aumenti a macchia di leopardo al bar e nei servizi alla persona. Nei bar dei vari centro città l’espresso ha visto ritocchi all’insu tra i 10 e i 30 centesimi e non mancano rincari monstre che portano il prezzo a 1,5 euro mentre per panini e snack si oscilla tra il 10 e il 20 per cento. Pare non vada meglio dal parrucchiere dove tra shampoo, bigodini e tinta i prezzi crescono di un terzo. Per molti artigiani ed esercenti aumentare i prezzi è l’unica via per rientrare dei costi extra dovuti alle dotazioni anti Covid, dalle spese fisse sostenute nelle settimane del lockdown. Inoltre la stragrande maggioranza di questi piccoli imprenditori conferma di non avere ricevuto i fondi e gli aiuti promessi dal Governo.

Così da Torino a Palermo in diversi bar la tazzina è arrivata a costare un euro e mezzo e, in qualche caso, persino due. E non è che l' inizio. Secondo il Codacons, alla fine, la Fase 2 si rivelerà una stangata per le famiglie di 536 euro a causa dei maggiori costi per sanificazione e Dpi portati dal virus cinese come, per esempio, i prodotti monouso. Già ad aprile l’Istat aveva registrato un aumento medio dei prodotti alimentari del 2,8%. La città italiana dove il rincaro si è fatto sentire più forte è stata Caltanissetta, che nel mese scorso ha registrato un +5,7% su base annua, più del doppio rispetto alla media italiana. Ma la situazione è simile da Nord a Sud: da Trieste +5,3% a Palermo +4,8%.

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