Famiglie e studenti

Il Covid-19 porta il cinema nelle case degli studenti

di Redazione Scuola

2' di lettura

Se i ragazzi non vanno al cinema, il cinema va nelle scuola. Sospese le matinée a causa del Covid-19, il cinema d'autore va comunque dai ragazzi. E lo fa grazie al progetto “L'ombra nera dei margini - Periferie urbane e sociali nel cinema e nel linguaggio audiovisivo”, realizzato all’interno del Piano Cinema per la Scuola 2019 con il contributo dei ministeri dell’Istruzione e dei Beni culturali.

I tre filoni
Tre le attività principali: una rassegna di film d'autore che raccontano le periferie; un concorso video per studenti dai 13 ai 20 anni; un laboratorio a distanza su elementi di linguaggio filmico. Il coordinamento è dell'Associazione “A Mano Disarmata” con la collaborazione del Nuovo Cinema Aquila di Roma, dell'Associazione Nazionale Filmaker e di Mandragola editrice. «Spero che il progetto aiuti i giovani a sviluppare curiosità per un cinema che non vedono usualmente», spiega il regista Mimmo Calopresti, direttore artistico del Cimena romano. E aggiunge: «Da professionista, mi auguro di fornire loro uno sguardo libero e indipendente che porteranno anche nella vita. Mettere la mia esperienza al servizio di chi fruisce il cinema per me è da sempre stimolante».

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La platea
Più di mille i ragazzi coinvolti sul territorio nazionale: dall'11 dicembre, per 5 mattinate gli studenti da casa vedranno i film accompagnati dalle introduzioni di attori protagonisti, registi e critici cinematografici. La sera, alle ore 19 gli stessi film saranno disponibili al pubblico previa iscrizione su piattaforma (informazioni su www.ommbranera.it). In programma: Accattone di Pier Paolo Pasolini; Non essere cattivo, di Claudio Caligaris; Favolacce, dei fratelli D'Innocenzo; Cidade de Deus, di Fernando Meirelles e Kátia Lund e Diario di Carmela, dell'emergente Vincenzo Caiazzo. «Vogliamo raccontare ai giovani la trasformazione urbanistica e socio-culturale delle periferie dal dopoguerra a oggi», dice Manuele Jorio, psicologo, responsabile dei progetti didattici dell'Associazione A Mano Disarmata. «Il Covid ci ha costretti a soluzioni originali, non è stato sempre facile. Per rendere la proiezione a distanza condivisa, abbiamo costruito continui spazi di confronto online».

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