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Il Covid ferma le assunzioni: -43% nei primi 5 mesi del 2020

Nel trimestre marzo-maggio cessazioni in diminuzione per effetto del blocco dei licenziamenti. Cig in aumento anche a luglio

di M.Se.

Inps, crollo assunzioni fra gennaio e maggio 2020: -43%

Nel trimestre marzo-maggio cessazioni in diminuzione per effetto del blocco dei licenziamenti. Cig in aumento anche a luglio


3' di lettura

Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati nei primi cinque mesi del 2020 sono state 1.795.000 con un calo rispetto allo stesso periodo del 2019 del 43% per effetto dell'emergenza legata alla pandemia Covid-19 e delle conseguenti restrizioni. Lo rileva l'Inps nell'Osservatorio sul precariato di maggio secondo il quale per le assunzioni a tempo indeterminato il calo è stato del 30,77% (da 644.109 a 445.914). Le trasformazioni da tempo determinato nel periodo gennaio-maggio 2020 sono state 229.000, in flessione del 31% (-43% a maggio). Le cessazioni nel complesso sono state 1.972.000, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2019. Tale diminuzione è stata particolarmente accentuata per i contratti a tempo indeterminato nel trimestre marzo-maggio (-47%) a seguito del blocco dei licenziamenti.

L’effetto degli incentivi
Nel periodo gennaio-maggio 2020, 32.028 rapporti di lavoro (17.586 assunzioni e 14.442 trasformazioni a tempo indeterminato) hanno usufruito dei benefici previsti dall'esonero triennale strutturale per le attivazioni di contratti a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni (legge n. 205/2017), valore in diminuzione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (-39%). I rapporti incentivati costituiscono il 4,7% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati (assunzioni + trasformazioni).

Il saldo tra assunzioni e cessazioni

Il saldo annualizzato, vale a dire la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi, identifica la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro (differenza tra le posizioni di lavoro in essere alla fine del mese osservato rispetto al valore analogo alla medesima data dell'anno precedente). Esso, in progressiva flessione già nel corso della seconda metà del 2019, è divenuto negativo a febbraio (-28.000) ed è rapidamente peggiorato a causa della caduta dell'attività produttiva conseguente all'emergenza sanitaria, passando a -279.000 a marzo e raggiungendo, a fine maggio, il valore di -742.000 posizioni di lavoro, rispetto al 31 maggio 2019. Rimane ancora significativamente positivo, pur continuando a ridursi, il saldo dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+237.000) e analogo è l'andamento per l'apprendistato (+31.000).

Continua la flessione dei contratti a termine

L'impatto del Covid-19 - prosegue l'Inps - ha fortemente interessato i contratti a termine, accentuandone le tendenze, già in essere, alla flessione. Il saldo dei rapporti a tempo determinato a maggio 2020 è risultato pari a -552.000. Dati tendenziali significativamente negativi si registrano, sempre a fine maggio, pure per gli intermittenti (-92.000), i somministrati (-155.000) e gli stagionali (-210.000). La consistenza dei lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO), a maggio 2020 è di poco superiore alle 9.000 unità (in forte diminuzione rispetto allo stesso mese del 2019, -50%); l'importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 234 euro.

Libretto famiglia in aumento del 1.461%

Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF), a maggio 2020 essi risultano circa 148.000, in aumento del 1.461% rispetto a maggio 2019, la crescita è da riferirsi essenzialmente all'introduzione del bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting previsto dall'articolo 23 comma 8 del DL n. 18/2020 (decreto “Cura Italia”), il cui pagamento è effettuato con i titoli del libretto famiglia; l'importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 561 euro.

Cig in aumento anche a luglio

Sono oltre 2,5 miliardi le ore di cassa integrazione e dei fondi di solidarietà autorizzati dall'Inps tra aprile e luglio per fronteggiare l'emergenza Covid. Il numero totale di ore di Cig autorizzate nel periodo dal 1° aprile al 31 luglio per emergenza sanitaria -. si legge nella nota dell’Inps - è pari a 2.539,9 milioni di cui: 1.287,0 milioni di Cig ordinaria, 782,1 milioni per l'assegno ordinario dei fondi di solidarietà e 470,8 milioni di cig in deroga. Nel solo mese di luglio sono state autorizzate 449,6 milioni di ore con una crescita del 10% su giugno.


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