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Il Covid non fa paura all’edilizia

L’industria delle costruzioni si mostra fiduciosa e programma nuove assunzioni. Il 55% prevede un incremento del volume d’affari nel triennio

di Natascia Ronchetti

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L’industria delle costruzioni si mostra fiduciosa e programma nuove assunzioni. Il 55% prevede un incremento del volume d’affari nel triennio


2' di lettura

La prospettiva di un nuovo lockdown, a causa della seconda ondata epidemica, potrebbe inevitabilmente sparigliare le carte. Ma almeno per ora – e anche a sorpresa – le imprese della filiera delle costruzioni sembrano essere abbastanza ottimiste. Tanto da mettere in cantiere assunzioni. Al Saie, il salone delle costruzioni nei padiglioni di BolognaFiere, le imprese si sono presentate con ottimismo, come dimostra una indagine realizzata dall’Osservatorio Saie, realizzata da Senaf, che organizza la manifestazione fieristica. Alcuni dati spiccano su tutti gli altri. Nonostante nel secondo trimestre dell’anno, in coincidenza con la prima ondata, il 62% delle aziende abbia registrato un calo dei ricavi, il 55% prevede un incremento del giro d’affari del settore dei prossimi tre anni.

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Mentre oltre la metà (53%) ha in programma il reclutamento di personale: cercando soprattutto operai, impiegati e specialisti digital/Bim. Positivo anche il giudizio sugli incentivi messi in campo dal governo. Il bonus ristrutturazione è considerato il più utile a sostenere la ripresa da quasi il 60% delle imprese, seguito dall’Ecobonus (58%) e dal superbonus 110% istituito dal decreto Rilancio. Incentivi considerati strategici da Gabriele Buia, presidente di Ance, associazione di categoria. «Non possono che portare crescita economica – dice Buia –. Dobbiamo considerare che stimiamo un calo degli investimenti nel 2020 del 10-15%. Per questo contiamo molto sul superbonus. Così come contiamo sul Recovery Fund e sulla capacità del governo di sapere utilizzare concretamente queste risorse».

Al salone emiliano hanno partecipato duecento aziende che rappresentano tutta la filiera, dai produttori di materiale alle imprese edili. Una galassia che, come conferma Ivo Nardella, presidente di Senaf e del gruppo editoriale Tecniche Nuove, «sta dando prova di grande resilienza e fiducia. Nonostante tutto le imprese sono ottimiste per il futuro anche se occorre risolvere tutti quei problemi che bloccano il potenziale del settore».

Tra le misure per il rilancio, le aziende indicano, insieme agli incentivi statali, la sburocratizzazione, lo sblocco dei cantieri, l’abbassamento del cuneo fiscale, un piano di investimenti per l’edilizia pubblica. Quanto al rapporto con la pubblica amministrazione, le doglianze riguardano ancora una volta gli iter burocratici. Poi le competenze degli interlocutori e le difficoltà di accesso ai bandi. Per quasi tutti gli imprenditori è diventata di fondamentale la trasformazione digitale e l’innovazione. Tanto che a investire in ricerca e sviluppo è il 76% delle imprese, con circa un’azienda su due che destina all’innovazione tra l’1 e il 10% del fatturato. Altra tendenza: la sostenibilità, ritenuta altrettanto strategica. In particolare gli imprenditori della filiera stanno puntando maggiormente sulla riduzione dei consumi energetici (53%), sull’attenzione all’impatto ambientale (49%), sull’ecosostenibilità dei prodotti (47%).

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