M&A

Il Covid non ferma le acquisizioni, nel mirino le Pmi

di Barbara Ganz

Laura SIST, Responsabile del gruppo Strategy & Transactions per l'area Triveneto di EY

4' di lettura

L’effetto Covid si mostra nei numeri delle operazioni di M&A (cioè fusioni e acquisizioni sia domestiche che estere) concluse a NordEst nel 2020. Il totale, 117, è il calo (-19%) rispetto alle 144 transazioni del 2019, ma guardando al dettaglio si trova che questo rallentamento è stato guidato dalla diminuzione delle acquisizioni a opera di investitori esteri, che si sono fermate a 27 transazioni rispetto alle 35 del 2019 (-23%). Allo stesso modo, si sono più che dimezzate le acquisizioni di società estere da parte di società del Nord Est (13 rispetto alle 29 dei 12 mesi precedenti, -55%).
La pandemia - rivela il rapporto annuale firmato da EY - ha di fatto rallentato viaggi e trasferte di lavoro, compresi incontri e missioni necessari a mettere a punto una operazione e non sostituibili con contatti da remoto o videoconferenze: così molte operazioni sono state sospese, complice anche l’'incertezza sulle valutazioni causate da performance economiche alterate e incerti sviluppi futuri. Resta comunque buono il dato che riguarda l’attività M&A domestica: le società del NordEst acquisite da investitori italiani sono state 53, in linea con le 55 dello scorso anno. Si conferma sui livelli dello scorso anno anche il numero di acquisizioni da parte di società del NordEst nel resto d’Italia (24 contro le 25 del 2019).
Il settore dove si sono registrate più operazioni è stato quello dei prodotti industriali, protagonista con 38 transazioni, seguito dal consumer products (30), computer software (12), energy (8), financial services (7) e altri. Le 117 operazioni hanno coinvolto 84 società basate in Veneto, 19 in Friuli Venezia Giulia e 14 in Trentino-Alto Adige: un numero che include acquisizioni milionarie e passaggi di mano di nicchie molto specializzate. «Sono molte le motivazioni che entrano in gioco - spiega Luciana Sist, responsabile del gruppo Strategy & Transactions per l’area Triveneto di EY - Ci sono Pmi che possono essere giudicate appetibili per crescere in un gruppo di maggiori dimensioni, altre che risolvono così problemi di scarsa capitalizzazione o anche di passaggio generazionale. Notiamo anche per il 2021 una persistente disponibilità di liquidità nei mercati, bassi tassi di interesse e una crescente evoluzione in forme alternative di investimento (operazioni di minoranza, affacciarsi al corporate venture capital, opportunità di debito e forme miste) – anche a matrice pubblica - introdotte in risposta al nuovo contesto creatosi con la pandemia». Non solo: «Le aziende - sottolinea Sist - sentono sempre maggiore la necessità di trasformazione del proprio modello di business, con un ruolo sempre più importante dell’M&A che passa dalla volontà di dismissione di asset non strategici alla volontà di investire sul core business per trasformarlo ed espanderlo. Sono tutti fattori che dovrebbero continuare ad alimentare nuove operazioni nei prossimi mesi».
Guardando al quadro generale, su 27 acquisizioni di società del NordEst a opera di investitori esteri, 14 sono passate in mani europee (principalmente tedesche), 7 americane, le altre 6 tra UK e Far East.
Il Nord Est ha ospitato alcune delle grandi transazioni del 2020 a livello nazionale che hanno coinvolto Golden Goose, Illy, Permasteelisa e Zobele.
Le 13 acquisizioni di società estere da parte di società del NordEst hanno riguardato realtà principalmente in Europa (8), seguono USA (4) e Sud America (1). Fra queste da segnalare la friulana AMB, attiva nella produzione di film plastici rigidi, flessibili, invece, che è cresciuta in Germania acquisendo PTS Verpackungen, realtà bavarese specializzata nella commercializzazione di prodotti nel settore del packaging.
Quanto alle transazioni domestiche, 53 hanno visto società del NordEst acquisite ad opera di investitori italiani: di queste 36 sono state promosse da investitori strategici e le rimanenti 17 da investitori finanziari.
Molte transazioni hanno interessato piccole medie imprese, tipiche del territorio, operanti in settori di nicchia, entrate nel mirino di più grandi players: ne sono un esempio l'acquisizione della pordenonese Maca Engineering, specializzata in macchinari per la produzione di capsule e tappi, acquisita dal gruppo Arol, e di TCX, società di Montebelluna (già controllata dal fondo di private equity Keyhaven Capital) specializzata nella produzione di calzature tecniche da moto entrata nella galassia del gruppo Dainese, anch'essa posseduta ad un fondo di private equity (Investcorp).
Al contrario, delle 24 acquisizioni annunciate da società basate nel NordEst su aziende situate nel resto d’Italia, 20 sono di investitori strategici e le rimanenti 4 riferite a investitori finanziari. Da le principali l’acquisizione della modenese Sportswear Company, società che detiene il marchio Stone Island, da parte di Moncler (per un controvalore pari a 1,15 miliardi di euro). I due brand hanno riunito, così, due culture imprenditoriali, manageriali e creative e il loro know-how tecnico di prodotto con l’obiettivo di accelerare il percorso di crescita. Banca Ifis ha annunciato l’acquisizione di Farbanca, specializzata nei servizi finanziari alle farmacie, mentre il fondo di private equity padovano Gradiente, invece, ha messo a segno tre operazioni (Argos, Aalberts Surface Treatment Italy e Impreglon Italia), che insieme andranno a costituire il gruppo Argos Surface Technologies con l’obiettivo di diventare uno dei principali operatori nel settore dei trattamenti superficiali a servizio dei distretti industriali italiani.

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