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Il Covid non ferma i premi di produttività

Aggiornamento del ministero del Lavoro: al 14 luglio 11.998 contratti aziendali e territoriali attivi che prevedono premi o misure di welfare (ad aprile erano 11.142). Beneficiari: 2,7 milioni di lavoratori. Valore medio del premio intorno ai 1.300 euro. In testa il Nord: 78%. In crescita le pmi: 53 per cento

di Claudio Tucci

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(FotoAndalucia - stock.adobe.com)

Aggiornamento del ministero del Lavoro: al 14 luglio 11.998 contratti aziendali e territoriali attivi che prevedono premi o misure di welfare (ad aprile erano 11.142). Beneficiari: 2,7 milioni di lavoratori. Valore medio del premio intorno ai 1.300 euro. In testa il Nord: 78%. In crescita le pmi: 53 per cento


2' di lettura

In questi mesi di emergenza sanitaria le misure sul lavoro hanno riguardato essenzialmente bonus e sussidi per tamponare la crisi. Per questo, contiene una (piccola) notizia l’ultimo report diffuso dal ministero del Lavoro sull’andamento dei premi di produttività, legato alla contrattazione decentrata. Un po’ a sorpresa, infatti, nel periodo di coronavirus, i dati sono in crescita, a testimonianza di una certa vitalità (e resistenza) del nostro tessuto produttivo. Al 14 luglio sono stati depositati 56.131 dichiarazioni di conformità. Di queste 11.998 si riferiscono a contratti tuttora attivi. Ad aprile, nel pieno della pandemia, le dichiarazioni di conformità erano 54.677, e i contratti attivi 11.142.

Lo scambio virtuoso salario-produttività
Soffermandoci sui contratti ancora attivi (quindi, 11.998 dichiarazioni di conformità) emerge che 9.144 sono riferiti a contratti aziendali e 2.854 a contratti territoriali, rilanciati qualche anno fa (luglio 2016) da una innovativa intesa tra Confindustria e sindacati per estendere, proprio, i premi di risultato anche nelle pmi. Dei 11.998 contratti attivi, 9.433 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 7.074 di redditività, 5.524 di qualità, mentre 1.436 prevedono un piano di partecipazione e 6.918 prevedono misure di welfare aziendale (gli obiettivi possono essere anche più di uno, ndr).

Vince il Nord
A livello territoriale, sempre prendendo in considerazione i contratti attivi, spicca come il Nord si confermi “in pole”, con il 78% di rapporti presenti. A seguire il Centro con il 15%, e indietro il Sud, fermo al restante 7 per cento.

Premi più diffusi in industria e servizi
Guardando all’attività economica, abbiamo in testa industria e servizi, più indietro l’agricoltura. Per dimensione aziendale poi il 54% dei contratti attivi si riferisce ad aziende con numero di dipendenti inferiore a 50.

Coinvolti 2,7 milioni di lavoratori
Infine, i lavoratori coinvolti. Analizzando le dichiarazioni di conformità che si riferiscono a contratti tuttora attivi, scrive il report del ministero del Lavoro, abbiamo che il numero di lavoratori beneficiari indicato è paria 2.777.677.Il valore annuo medio del premio risulta pari a 1.303,06 euro.

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