AlmaDiploma

Il Covid non ferma la voglia di studiare, più iscritti agli atenei da Tecnici e Professionali

La fotografia scattata dall’associazione, in aumento anche la quota di chi studia e lavora

di Redazione Scuola

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Studenti più soddifatti della scuola nonostante il Covid, aumento della quota di chi studia e lavora, e crescita del numero di iscrizione all'università per chi viene da un percorso professionale. È la fotografia scattata da AlmaDiploma, l'Associazione a servizio delle scuole che ha tra i suoi principali obiettivi quello di rilevare sia gli indici di soddisfazione dei diplomati sia quelli sugli esiti occupazionali attraverso l'analisi delle risposte ai questionari somministrati agli studenti.

La rilevazione

La rilevazione ha riguardato 37.000 diplomati del 2021 che hanno espresso le loro valutazioni, in merito al loro percorso quinquennale di scuola secondaria di secondo grado, in base a quanto da loro percepito al momento della compilazione del questionario, avvenuta poco prima del diploma (primavera 2021). La rilevazione a distanza svolta nell'autunno del 2021, ha riguardato 40.000 diplomati del 2020 contattati a un anno dal termine degli studi e oltre 47.000 diplomati del 2018 contattati a tre anni dal conseguimento del titolo.

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Esperienza scolastica

Per quanto riguarda le valutazioni sull'esperienza scolastica complessiva, sui docenti e sulle strutture, tra i diplomati del 2020 si era rilevato un aumento della soddisfazione rispetto ai diplomati del 2019. Nel 2021 il livello di soddisfazione per l'esperienza scolastica e per la disponibilità al dialogo dei docenti è tornato sui livelli del 2019, raggiungendo nell'ultimo anno rispettivamente l'80,3% e il 70,4%. Tra il 2019 e il 2021 è migliorata la valutazione per alcuni aspetti dell'organizzazione scolastica. Per esempio per le attività di recupero, apprezzate dal 72,5% dei diplomati del 2021. Se tornassero ai tempi dell'iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado, oltre la metà dei diplomati confermerebbe la propria scelta: dopo l'aumento rilevato tra il 2019 e il 2020, nel 2021 la quota di chi si riscriverebbe cala leggermente rimanendo comunque maggiore rispetto al dato del 2019 e attestandosi al 60,7%. I diplomati meno convinti della scelta compiuta a 14 anni, invece, sono soprattutto quelli degli istituti professionali.

Dopo il diploma

A un anno dal conseguimento del titolo, il 76,5% dei diplomati del 2020 prosegue la propria formazione ed è iscritto a un corso di laurea (il 59,8% si dedica solo agli studi universitari, il 16,7% ha scelto di coniugare studio e lavoro); il 14,1% invece ha preferito inserirsi nel mercato del lavoro. La quota di diplomati iscritti all'università è nettamente più elevata tra i liceali. Tra il 2019 e il 2021 si registra un aumento di quasi 8 punti percentuali nella quota di diplomati che, a un anno dal titolo, dichiara di essersi iscritto all'università. A sorpresa le difficoltà del mercato del lavoro, fortemente colpito dalla pandemia, ha influenzato le scelte di chi si è diplomato negli istituti tecnici e professionali convincendolo a iscriversi allìuniversità. La quota di chi lavora solamente è in diminuzione in tutto il triennio in esame (con intensità maggiore per i tecnici e, ancor di più, per i professionali). Al contrario, la quota di chi studia e lavora risulta in aumento, soprattutto nell'ultimo anno. A tre anni dal titolo è dedito solo al lavoro il 26,5% dei diplomati, il 45,2% si dedica solo agli studi, mentre il 20,7 % concilia studio e lavoro. A livello di tipo di diploma si confermano sostanzialmente le tendenze evidenziate a un anno. L'aumento della quota di chi coniuga studio e lavoro e la diminuzione della quota di chi lavora solamente hanno un impatto sulle caratteristiche del lavoro a un anno dal titolo. Nel triennio 2019-2021 si rileva un incremento del lavoro non standard, in particolare dei contratti alle dipendenze a tempo determinato (+3,6 punti percentuali) e una diminuzione dei contratti formativi (-3,4 punti). Nel medesimo periodo il lavoro part-time risulta in aumento di 6,3 punti percentuali e le retribuzioni mensili nette in diminuzione del 4,0%. Si registra, infine, un tendenziale miglioramento della coerenza tra studi compiuti e lavoro svolto (+3,3 punti percentuali).

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