la giornata dei mercati

Contagi e lockdown spaventano l'Europa, Milano -2%. Tonfo greggio affossa titoli oil

Wall Street gira in negativo, restano le incertezze su un nuovo piano di stimolo all'economia. Petrolio giù oltre il 3% dopo le scorte Usa deludenti. Spread chiude in rialzo a 135 punti. Sterlina forte, si spera in accordo Ue-Londra

di Stefania Arcudi ed Enrico Miele

La giornata dei mercati

Wall Street gira in negativo, restano le incertezze su un nuovo piano di stimolo all'economia. Petrolio giù oltre il 3% dopo le scorte Usa deludenti. Spread chiude in rialzo a 135 punti. Sterlina forte, si spera in accordo Ue-Londra


5' di lettura

La seconda ondata del Covid, che sta costringendo molti Paesi a imporre nuovi lockdown nella speranza di frenare i contagi, ha spaventato le Borse europee, che hanno chiuso in netto calo, complice anche una Wall Street senza direzione. Piazza Affari ha perso il 2,03%, poco più di Londra, mentre Parigi e Francoforte hanno ceduto un punto e mezzo.
Restano forti le preoccupazione per la diffusione del coronavirus che sta imponendo nuove misure restrittive in numerose aree geografiche europee: preoccupa l'ascesa di casi in Germania, Grecia e Paesi Bassi, ma naturalmente anche la situazione italiana con contagi giornalieri sopra i 15mila e la stretta decisa da regioni come Lombardia, Piemonte e Campania.
I listini, già sotto pressione, sono peggiorati sul finale dopo il dato deludente sulle scorte americane di greggio, calate meno del previsto, che ha affossato il petrolio e i titoli del comparto. A peggiorare l’umore dei mercati anche il tira e molla tra democratici e repubblicani sul nuovo maxi-piano di aiuti fiscali che non ha ancora visto la luce, mentre il Fondo monetario internazionale ha messo in guardia su un outlook per l’Europa "eccezionalmente incerto" e ha parlato di shock in caso di Brexit senza accordo. Le vendite nel Vecchio Continente hanno così colpito tutti i settori, in particolare viaggi, costruzioni ed energia.

Wall Street debole in attesa di novità su piano aiuti

Il quadro complessivo dei mercati è reso incerto dalle trattative negli Stati Uniti tra democratici e repubblicani per il lancio di un nuovo piano di aiuti già prima delle elezioni presidenziali. Le discussioni procedono a singhiozzo: se la portavoce Dem della Camera, Nancy Pelosi, aveva manifestato ottimismo, il senatore, Mitch McConnell, leader della maggioranza, ha detto in privato ai senatori repubblicani di aver esortato la Casa Bianca a non firmare un accordo pre-elettorale. Wall Street accusa il colpo e, dopo un avvio in rialzo, prosegue senza direzione con oscillazioni attorno alla parità.

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Alla Borsa americana vola Snap, +28% dopo i conti

Tra i titoli di giornata a Wall Street c'è Snap (Snapchat), che guadagna il 28% dopo una trimestrale migliore del previsto. La società, nel terzo trimestre, ha registrato utili adjusted per azione di 1 centesimo, contro attese per una perdita di 5 centesimi, su un volume d'affari di 679 milioni di dollari, contro i 555,9 milioni attesi dagli esperti. Gli utenti attivi giornalieri sono stati 249 milioni, contro i 244,12 milioni attesi dagli analisti; gli utenti sono aumentati quasi del 4% rispetto ai 238 milioni registrati alla fine di luglio e di quasi il 19% rispetto ai 210 milioni di un anno prima. Snap prevede ricavi in crescita anno su anno tra il 47 e il 50 per cento nel quarto trimestre; inoltre, negli ultimi tre mesi dell'anno, si aspetta di registrare circa 257 milioni di utenti giornalieri attivi.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib
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Atlantia nel mirino: offerta Cdp per Aspi non conforme

A Piazza Affari proseguono le vendite su Atlantia: il cda della società ha giudicato l’offerta di Cdp e dei fondi per rilevare l’88% di Aspi non conforme sia per il prezzo, sia per il fatto che l’offerta non è vincolante. Le trattative, ad ogni modo, andranno avanti fino al 27 ottobre. Le Borse avevano anticipato le perplessità sull'offerta della Cassa facendo scontare già nella seduta del 20 ottobre le incertezze sulle modalità e sui tempi di completamento dell'operazione.

Dietrofront su Bper, tiene Leonardo con fiducia a Profumo

In calo Leonardo, penalizzata dal ribasso dei titoli industriali nel giorno in cui il cda ha confermato fiducia all’ad, Alessandro Profumo, nonostante la sentenza su Mps dei giorni scorsi. Secondo il board è emerso «un quadro che non comporta specifiche limitazioni dell’operatività aziendale». Occhi puntati sulle banche e in particolare su Bper, protagonista il 20 ottobre di un exploit per i movimenti tecnici legati all'aumento di capitale da 802 milioni per l'acquisto delle filiali Ubi, che si chiuderà venerdì 23 ottobre: sul titolo è stata giornata di vendite.

Regge Fca, Unipol a passo rapido così come Diasorin

Debole Mediobanca, mentre si avvicina la data dell’assemblea chiamata a rinnovare il cda. Regge Banco Bpm, beneficiando ancora dell'appeal speculativo, con il mercato pronto a scommettere su un imminente annuncio di aggregazione con Credit Agricole o anche solo con gli asset italiani della banca francese. Anche Fiat Chrysler regge il colpo, sulla speranza di nuovi aiuto in arrivo per il settore auto. Il ceo Mike Manley, in qualità di presidente dell'Associazione europea dei costruttori auto, ha chiesto nuovi incentivi per il settore, messo duramente alla prova dalla pandemia, oltre che dalla Brexit e dalla conversione all'elettrico. Sono infine in evidenza Diasorin e Unipol, che beneficia della performance della controllata Unipolsai che ha collocato con successo un bond perpetuo da mezzo miliardo di euro. Fuori dal Ftse Mib strappa Ferragamo (+8,7%) dopo le voci - smentite - sull’ipotesi che la famiglia possa cedere una quota di minoranza.

Andamento dello spread Btp / Bund
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BTp, spread chiude in rialzo a 135 punti

Lo spread tra BTp e Bund ha chiuso in leggero rialzo sul mercato secondario telematico Mts dei titoli di Stato. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005413171) e il Bund, è indicato in chiusura a 135 punti base, dai 134 punti della vigilia e dopo avere toccato quota 138 durante la seduta. Più sensibile l'aumento del rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta al termine degli scambi allo 0,78%, dallo 0,74% del riferimento della vigilia.

Sterlina corre: Barnier pronto a negoziati intensi per Brexit

Sul fronte dei cambi, l’euro si è rafforzato sul dollaro a 1,1866 (contro 1,1823 dollari ieri in chiusura). La divisa vale inoltre 124,12 yen (124,82) e il dollaro-yen cala a 104,61 (105,573 yen).
Sterlina vivace, con la divisa britannica che vale 1,314 dollari (da 1,129) mentre per un euro sono necessari 0,902 pound (da 0,9130), grazie ai segnali di apertura per una trattativa sulla Brexit tra Londra e Bruxelles giunta alla fase cruciale: «La porta dell'Ue resterà aperta. Siamo pronti ad intensificare i negoziati" sulle relazioni post-Brexit col Regno Unito "sulla base di testi giuridici - ha dichiarato il capo negoziatore dell'Ue Michel Barnier parlando alla sessione plenaria del Parlamento europeo - Eravamo pronti ad andare a Londra da lunedì». Il rafforzamento della sterlina - osserva Ricardo Evangelista di ActivTrades - è " una chiara indicazione che gli investitori non credono, perlomeno in questo momento, nella possibilità di una una Brexit ‘no deal’.

Petrolio amplia i ribassi dopo scorte Usa deludenti

Netta flessione per il prezzo del petrolio, che cede più del 3% e resta in ribasso anche dopo il dato sulle scorte settimanali di greggio americane. La scorsa settimana hanno registrato un ribasso di 1,002 milioni di barili a 488,107 milioni di unità, contro attese degli analisti per un ribasso di 1,2 milioni di barili. Il contratto sul Wti consegna dicembre scende a 40,33 dollari al barile, mentre il Brent dicembre arretra a 41,93 dollari al barile.

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