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Il Covid non risparmia i Paesi virtuosi: 30mila casi in Germania, esercito a Seul

Quasi 30mila nuovi casi in Germania, esercito mobilitato in Corea del Sud per aiutare nei tracciamenti. E a Berlino si prepara una nuova stretta

di Michele Pignatelli

Un reparto di terapia intensiva all’ospedale Robert Bosch di Stoccarda

3' di lettura

Quasi 30mila nuovi casi in Germania, esercito mobilitato in Corea del Sud per supportare il personale sanitario. La pandemia di coronavirus non allenta la presa, anche sui Paesi più virtuosi. Per non dire degli Stati Uniti, dove i morti in 24 ore hanno segnato un nuovo, tragico record: 3.253.

Germania: un trend preoccupante

A colpire (e preoccupare) in Europa è soprattutto la situazione in Germania, come peraltro l’accorato appello di Angela Merkel davanti al Bundestag per un lockdown rafforzato nelle feste di Natale aveva evidenziato mercoledì. L’ultimo bollettino del Robert Koch Institute registra 29.875 nuovi contagi in 24 ore, oltre 6.000 in più del giorno precedente, e 598 vittime, finora un record. Ancora più pesante il bilancio fornito dalla John Hopkins University, che conta 32.734 nuovi casi e 604 morti.

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La cancelliera e i ministri presidenti dei 16 Länder discuteranno la situazione in un incontro convocato domenica; le principali misure che si stanno considerando sono la chiusura dei negozi non essenziali e l’anticipo e allungamento delle vacanze scolastiche. Berlino all’inizio di novembre aveva chiuso bar, palestre e cinema, senza fermare però le lezioni e consentendo le altre attività commerciali: un lockdown leggero rispetto ad altri Paesi europei, che però non sembra aver arginato la diffusione del virus.

Le misure in arrivo

«C’è bisogno di intervenire - ha detto in conferenza stampa venerdì mattina il ministro dell’Economia, Peter Altmaier -. Siamo al punto di dover estendere le misure di lockdown» sul modello di quanto si era fatto in primavera, con la chiusura delle scuole e della maggior parte degli esercizi commerciali. Qualcuno, a livello regionale, si sta già muovendo:  il ministro-presidente del Baden Wuerttember, Winfried Kretschmann, ha annunciato che il Land andrà in lockdown subito dopo Natale. Quando però, secondo il ministro dell’Interno Horst Seehofer, potrebbe essere troppo tardi: «Se aspettiamo fino a Natale - ha detto - dovremo fare i conti con numeri elevati per mesi».

Le cause del peggioramento

Il peggioramento della situazione in Germania - dove il tasso di contagi ha raggiunto il numero di 156 per 100mila abitanti e quello di occupazione delle terapie intensive si attesta all’83% - non ha a che fare solo con il lockdown soft. Pesa la diffusione tra la popolazione più anziana - il presidente del Robert Koch Institute Lothar Wieler giovedì ha sottolineato che nelle case di riposo i focolai sono oggi il doppio che in agosto - ed è andato in crisi l’efficientissimo sistema di tracciamento dei contatti, che aveva consentito di tenere sotto controllo la prima ondata della pandemia. Un allarme in questo senso era stato lanciato già a ottobre dal ministro della Sanità Jens Spahn, che aveva sottolineato come le autorità locali incontrassero sempre più difficoltà a tenere traccia delle catene di trasmissione.

Corea del Sud, record negativo da febbraio

I numeri restano per ora molto più bassi, ma la situazione crea preoccupazione anche in Corea del Sud, altro Paese modello nella gestione dell’emergenza Covid fino ad oggi, dove le autorità hanno deciso di mobilitare l’esercito per aiutare gli operatori sanitari a tracciare i contatti e preoccupa il numero di posti letto, soprattutto nella capitale Seul.

Gli ultimi dati parlano di 689 nuovi casi e 8 morti: un numero limitato rispetto all’emergenza europea o americana, che segna però il record da febbraio per il Paese, esempio di contenimento dell’epidemia, grazie soprattutto a un sistema di tracciamento capillare e persino invasivo della privacy rispetto ai nostri standard.

Di fronte al trend negativo il governo cerca pertanto di correre ai ripari, soprattutto nell’area metropolitana di Seul, che conta oltre 25 milioni di abitanti, dove ha iniziato ad allestire letti ospedalieri in container per alleggerire la pressione sul sistema, che registra un aumento dei pazienti gravi. E dove saranno schierati circa 800 militari, agenti di polizia e funzionari governativi per aiutare a tracciare i potenziali pazienti.«Siamo in una situazione critica - ha detto il ministro della Salute Park Neung-hoo - e la capacità del sistema sanitario potrebbe raggiungere il limite nel giro di poco tempo».

I nuovi casi sono stati stabilmente oltre 600 negli ultimi giorni, alimentati soprattutto da piccoli focolai della Grande Seul, difficili da tracciare.

Stati Uniti oltre i 3mila morti

Tutt’altro scenario quello degli Stati Uniti, modello opposto di non gestione della pandemia e dove si registrano ormai più di 3mila vittime al giorno. La speranza di contenimento si affida qui più che altrove al vaccino e, in questo senso, un’accelerazione è arrivata nella notte, con il parere positivo fornito dalla commissione di esperti della Fda (la Food and Drug Administration) al vaccino anti-Covid di Pfizer e Biontech, con 17 voti a favore 4 contrari e un astenuto. Anche se la raccomandazione non è vincolante, apre la strada alla autorizzazione emergenziale (quindi rapida) del vaccino e, quindi, alla sua distribuzione.

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