ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI Comuni di destinazione

Il Covid spinge verso i centri minori e accelera la fuga dalle grandi città

Pescara, Pordenone, Marino (Rm) e Luserna San Giovanni (To) tra i Comuni che nel 2021 hanno registrato il miglior saldo migratorio interno al Paese

di Michela Finizio

4' di lettura

La pandemia accelera la fuga dalle grandi città metropolitane e, allo stesso tempo, spinge a traslocare dai piccoli paesi di cerniera nei più serviti centri urbani di provincia. Ad uscirne vincente è il modello della “città a 15 minuti”, se non addirittura “a 5 minuti”, dove cioè comodità e servizi si trovano sotto casa, in una dimensione urbana dove tutto è più accessibile. Il risultato, dunque, è che Milano, Roma e Torino perdono residenti a favore di centri minori “fuori porta” ma ben collegati; e città di provincia come Pescara e Pordenone conquistano cittadini dai piccoli comuni limitrofi.

DOVE AUMENTANO ISCRIZIONI E CANCELLAZIONI
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MIGLIORI E PEGGIORI
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È questa la chiave di lettura più immediata dell’analisi dei dati Istat su base comunale relativi al saldo migratorio interno, cioè ai trasferimenti di residenza da e per un altro Comune in rapporto alla popolazione residente. Ne emerge una fotografia per fascia dimensionale delle città più attrattive, che mette in luce diversi trend migratori innescati o accentuati dalla pandemia.

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LE CITTÀ PIÙ ATTRATTIVE
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Tra le grandi aree metropolitane oltre i 250mila abitanti solo Bologna, Verona, Genova e Bari hanno chiuso il 2021 con un saldo migratorio positivo. E solo le ultime due che affacciano sul mare risultano in miglioramento rispetto al 2019, quando ancora i trasferimenti di residenza erano dettati dalla normalità pre-Covid. La peggiore, Palermo, chiude in negativo e perdendo circa 6mila abitanti nell’arco dell’anno.

A seguire, tra i 250mila e i 65mila abitanti, spiccano città come Pescara, Bergamo e Trieste, ma anche i centri di Fiumicino, Guidonia e Aprilia nell’area metropolitana della Capitale. Subito sotto, tra i 35mila e i 65mila abitanti, si distinguono Pordenone e altri centri intermedi in crescita e ben collegati con le aree metropolitane. Ad esempio Carini, appena fuori Palermo, oppure Marino a sud di Roma, vicino a Castel Gandolfo.

A emergere sono, dunque, alcune città minori i cui territori - non è un caso - ogni anno ottengono buoni risultati nelle classifiche della Qualità della vita del Sole 24 Ore. «Due terzi dei nuovi residenti che lo scorso anno hanno scelto Pescara - afferma il suo sindaco Carlo Masci - arrivano da altri Comuni abruzzesi. Non ci stupisce che il Covid abbia spinto diverse persone a venire a vivere qui: abbiamo una stagione estiva molto lunga, 63 parchi e un contesto sociale tranquillo. In parallelo sono cresciute anche le nuove costruzioni e i prezzi immobiliari».

Ma non sono solo i 10 chilometri di spiaggia di Pescara ad attirare i movimenti migratori. Anche a sud delle Prealpi Carniche, a Pordenone, «la migrazione principale è quella che viene dalla cintura urbana», racconta il sindaco Alessandro Ciriani. «Qui si possono apprezzare - aggiunge - tutti i pregi della città media, con servizi che spesso i comuni limitrofi non hanno. La maggior parte dei nuovi cittadini sono in età lavorativa tra i 18 e i 40 anni. Siamo un centro urbano, ben organizzato e attrezzato, con poco più di 51mila residenti e una discreta vivacità culturale in tutte le stagioni». A contribuire al risultato di Pordenone sono soprattutto i Comuni a ridosso della cittadina, a dimostrazione di come sia diventato cruciale trovare tutto “sotto casa”, e non più a qualche chilometro di distanza.

In parallelo, invece, crescono nuovi agglomerati urbani intorno alle aree metropolitane. A raccontare i dati di Marino, che oggi sfiora i 46mila residenti nell’hinterland della Capitale, è il suo sindaco Stefano Cecchi: «Abbiamo registrato circa 1.500 trasferimenti da altri Comuni nel 2021 di cui oltre 600 da Roma e quasi tutte giovani coppie. Si trasferiscono nelle frazioni più nuove, come Santa Maria delle Mole, dove c’è la stazione dei treni da cui, in 15-20 minuti ,si raggiunge Termini». A incidere è anche il costo delle case che, per un bilocale, a Roma è pari almeno al doppio.

Le medio-piccole dimensioni sono il successo anche di Luserna San Giovanni, nella città metropolitana di Torino, Comune tra 5mila e 15mila abitanti con il miglior saldo migratorio interno: «Le dimensioni medie del paese e l’offerta di servizi determinano - afferma il sindaco Duilio Canale - una situazione ideale per le famiglie e la crescita dei figli. A fronte di una popolazione di circa 7.200 abitanti, il territorio ha una capacità occupazionale di oltre 2mila unità».

Infine, tra i Comuni più piccoli, sotto i 5mila abitanti,a volte basta il trasloco di qualche famiglia a determinare un saldo molto favorevole. Ne sa qualcosa, prendendo un esempio tra tanti, il piccolo centro di Gorreto, poco più di novanta residenti, 50 chilometri a nord di Genova, che dal 2020 ha invertito il trend dello spopolamento nonostante le difficoltà nei collegamenti: «Durante il Covid - afferma Maurizio Bianchini del servizio anagrafe del Comune - alcuni hanno riscoperto le vecchie seconde case dei nonni. Magari dopo essere stati qui durante i mesi di lockdown, quando il paese si era ripopolato, oggi hanno scelto di venirci a vivere lasciando la città. In parallelo si è mosso qualcosa nell’edilizia e sono stati aperti alcuni cantieri per ristrutturazioni».

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